Indice
In sintesi
- L'art. 96 del D.Lgs. 36/2023 disciplina «disciplina dell'esclusione» nell'ambito del Libro II Parte II del Codice dei contratti pubblici, in vigore dal 1° luglio 2023.
- La disposizione persegue obiettivi di integrità dell'azione amministrativa, prevenendo conflitti di interesse, fenomeni corruttivi e illeciti professionali.
- Si combina con il art. 6-bis L. 241/1990 e con il d.P.R. 62/2013 (codice di comportamento), nonché con la disciplina anticorruzione (l. 190/2012).
- La violazione comporta conseguenze sia amministrative (esclusione, risoluzione del contratto, sanzioni ANAC) sia penali (artt. 318-322 c.p.).
- Per la lettura coordinata si rinvia ai principi generali del Libro I e alle disposizioni transitorie e finali dell'art. 229.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Collocazione sistematica nell'art. 96 del Codice del 2023
L'art. 96 del D.Lgs. 36/2023 si colloca nel Libro II Parte II dedicato a «Istituti e clausole comuni» del nuovo Codice dei contratti pubblici, entrato in vigore il 1° luglio 2023 in attuazione della delega contenuta nella legge 21 giugno 2022, n. 78. La disposizione, rubricata «disciplina dell'esclusione», sostituisce le corrispondenti previsioni del precedente Codice (D.Lgs. 50/2016) e va letta in coerenza con i principi generali enunciati nei primi dodici articoli del Codice, in particolare il principio del risultato, il principio della fiducia e il principio di accesso al mercato. Il nuovo testo, frutto del lavoro del Consiglio di Stato in sede consultiva, persegue obiettivi di semplificazione, certezza giuridica e auto-esecutività, contenendo nel corpo del Codice (e nei suoi allegati) gran parte delle disposizioni un tempo demandate al regolamento attuativo.
Integrità della procedura e prevenzione di conflitti
La disposizione si inserisce nell'architettura di prevenzione della corruzione e dei conflitti di interesse, raccordandosi con la legge 190/2012, con il art. 6-bis L. 241/1990 e con il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Le situazioni di conflitto, anche solo potenziale, comportano l'obbligo di astensione del funzionario interessato e possono determinare la responsabilità erariale e disciplinare. La giurisprudenza amministrativa, in particolare il Consiglio di Stato, ha chiarito che il conflitto rileva quando l'interesse personale (diretto, indiretto, finanziario o non finanziario) sia tale da incidere sull'imparzialità della funzione, secondo una verifica caso per caso e in concreto.
Raccordo con il codice civile, con la L. 241/1990 e con il vecchio Codice
L'applicazione dell'art. 96 richiede un costante raccordo con il codice civile, soprattutto nelle parti che disciplinano l'obbligazione (artt. 1173 ss.), il contratto in generale (artt. 1321 ss.) e l'appalto (artt. 1655 ss.); con la L. 241/1990 sul procedimento amministrativo, applicabile ai contratti pubblici come disciplina di principio (cfr. art. 29 L. 241/1990); e con il previgente D.Lgs. 50/2016, le cui regole continuano ad applicarsi alle procedure indette anteriormente al 1° luglio 2023 ai sensi dell'art. 226. Per gli interventi PNRR e PNC restano operative le disposizioni speciali di accelerazione, salvo quanto eventualmente modificato dal cd. correttivo al Codice (D.Lgs. 209/2024). Il giudice amministrativo, nell'interpretare la disposizione, fa applicazione dei principi di continuità interpretativa rispetto all'orientamento maturato sul Codice del 2016, ove compatibile.
Massime giurisprudenziali
Corte Cost., sent. n. 235/2022
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Caso 1: Caio RUP e l'obbligo di astensione
Caio, RUP di una procedura di affidamento, si avvede che Tizio, uno dei concorrenti, è stato collega di studio del proprio coniuge fino a tre anni prima. Per evitare situazioni di conflitto anche solo apparente, Caio dichiara la propria situazione, si astiene dall'attività e affida l'istruttoria a un sostituto, prevenendo l'eventuale annullamento della procedura.
Domande frequenti
Da quando si applica l'art. 96 del D.Lgs. 36/2023?
L'art. 96 del Codice dei contratti pubblici si applica dalle procedure avviate dal 1° luglio 2023, data di entrata in vigore del nuovo Codice (art. 229). Le procedure indette prima di tale data restano disciplinate dal D.Lgs. 50/2016.
Quando scatta l'obbligo di astensione del funzionario per conflitto di interessi?
Quando l'interesse personale (diretto, indiretto, finanziario o non finanziario) sia tale da incidere sull'imparzialità della funzione, secondo il combinato disposto degli artt. 16 e 61 del Codice e dell'art. 6-bis L. 241/1990.
Cosa succede se il conflitto di interessi non è dichiarato?
Possono scattare responsabilità amministrative (annullamento degli atti, esclusione dall'appalto), erariali (danno alla finanza pubblica) e, nei casi più gravi, penali (artt. 318-322 c.p.).
Vedi anche