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Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Il Capo II del Titolo VIII stabilisce i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione al rumore durante il lavoro.
  • L’obiettivo principale è la protezione dell’udito dei lavoratori esposti.
  • Il Capo si applica a tutte le attività lavorative che comportano esposizione a rumore, senza limitazioni di settore.
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Art. 187 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Campo di applicazione

In vigore dal 15/05/2008

1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione al rumore durante il lavoro e in particolare per l’udito.

Ambito del Capo II e finalità della protezione dall’udito

L’art. 187 del D.Lgs. 81/2008 apre il Capo II del Titolo VIII, dedicato alla protezione dei lavoratori dal rischio rumore. La norma ha carattere esclusivamente definitorio e delimita l’ambito applicativo del Capo: si applicano i requisiti minimi per la protezione dai «rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori», con particolare riferimento alla tutela dell’udito. L’ipoacusia professionale da rumore è una delle malattie professionali più diffuse: colpisce lavoratori in edilizia, metallurgia, trasporti, editoria musicale, industria chimica, agricoltura (trattori), forze dell’ordine (poligoni di tiro). Il riferimento ai «requisiti minimi» riflette l’origine della disciplina dalla Direttiva 2003/10/CE, che come tutte le direttive sul mercato interno fissa standard minimi armonizzati, fermo restando il diritto degli Stati membri di adottare misure più protettive. Nessun settore produttivo è escluso dal Capo II: la disciplina si applica dovunque il rumore nei luoghi di lavoro superi i valori di azione. L’art. 187 è dunque una norma-cappello di importanza solo organizzativa, ma fondamentale per comprendere la struttura del Capo: a partire dall’art. 188 si trovano le definizioni tecniche (LEX, ppeak), poi i valori limite e di azione (art. 189), poi le modalità di valutazione (art. 190), le misure di prevenzione (art. 192), l’uso dei DPI (art. 193), la sorveglianza sanitaria (art. 196) e le deroghe (art. 197).

Domande frequenti

Il Capo II si applica anche a un piccolo ufficio con stampanti rumorose?

Sì, in linea di principio. Non ci sono esclusioni settoriali. Tuttavia, se il livello di rumore è chiaramente inferiore ai valori di azione (80 dB(A) LEX), il datore può limitarsi a documentare nel DVR le ragioni per cui non ritiene necessarie misurazioni strumentali.

La protezione dell’udito è l’unico obiettivo del Capo II?

È l’obiettivo principale citato dall’art. 187, ma il Capo II tutela anche dai rischi per la sicurezza connessi al rumore: mascheramento dei segnali di avvertimento, difficoltà comunicativa che aumenta il rischio di incidenti, stress acustico che riduce la concentrazione.

L’ipoacusia da rumore è riconosciuta come malattia professionale INAIL?

Sì. L’ipoacusia bilaterale da rumore rientra nell’elenco delle malattie professionali dell’INAIL (tabella allegata al D.P.R. 1124/1965, aggiornata dal D.M. 10 giugno 2014). Il lavoratore deve dimostrare l’esposizione professionale e la correlazione causale con la perdita uditiva.

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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