Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 24 c.c. Recesso ed esclusione degli associati

Articolo abrogato dalla l. 31 maggio 1995, n. 218

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • La qualità di associato non è trasmissibile, salvo diversa previsione dell'atto costitutivo o dello statuto.
  • L'associato può recedere liberamente se non ha assunto l'obbligo di permanenza per un tempo determinato.
  • La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto agli amministratori almeno tre mesi prima della scadenza dell'anno in corso.
  • L'assemblea può deliberare l'esclusione di un associato solo per gravi motivi.
  • L'associato escluso può ricorrere all'autorità giudiziaria entro sei mesi dalla notifica della deliberazione.
Indice dei contenuti

L'art. 24 c.c. disciplina la non trasmissibilità della qualità di associato, il diritto di recesso e le condizioni per l'esclusione dell'associato da parte dell'assemblea.

Ratio

L'art. 24 c.c. esprime due esigenze fondamentali e contrapposte: tutelare la natura personale del rapporto associativo, che si fonda sulla fiducia reciproca tra gli associati e sulla condivisione di uno scopo comune; e garantire la libertà individuale dell'associato, che non può essere costretto a rimanere indefinitamente in un ente contro la propria volontà.

Analisi

Il primo comma sancisce il principio di intrasferibilità della qualità di associato: essa è intuitu personae, strettamente legata alla persona che ha aderito. La trasmissione, sia inter vivos sia mortis causa, è possibile solo se espressamente consentita dallo statuto. Il recesso è esercitabile liberamente, salvo vincoli a termine; la comunicazione scritta agli amministratori deve precedere di almeno tre mesi la fine dell'anno in corso, e il recesso produce effetti solo allo scadere di quell'anno. L'esclusione è subordinata a gravi motivi e spetta all'assemblea; la giurisprudenza ha riempito di contenuto tale espressione (inadempimento degli obblighi statutari, condotta incompatibile con i valori dell'associazione, ecc.). L'associato escluso dispone di un rimedio giurisdizionale entro il termine di decadenza di sei mesi dalla notifica.

Quando si applica

L'art. 24 c.c. si applica alle associazioni riconosciute (artt. 14 ss. c.c.) e, per analogia, alle associazioni non riconosciute (art. 36 c.c.) e agli enti del Terzo settore, nei limiti in cui il d.lgs. 117/2017 non deroghi espressamente. La norma non si applica alle società, rette da discipline speciali.

Connessioni

La disposizione si collega all'art. 16 c.c. (contenuto obbligatorio dello statuto), all'art. 21 c.c. (competenze dell'assemblea) e all'art. 23 c.c. (annullabilità delle deliberazioni assembleari). Il d.lgs. 117/2017 specifica ulteriori garanzie procedurali per l'esclusione negli ETS, prevedendo tra l'altro il diritto dell'associato a essere sentito prima della delibera.

Casi pratici

Caso 1: Recesso intempestivo

Tizio, associato di un circolo culturale, invia la lettera di recesso agli amministratori il 15 novembre. Poiché la comunicazione non precede di almeno tre mesi la fine dell'anno (il termine sarebbe il 30 settembre), il recesso non produce effetti al 31 dicembre in corso: Tizio rimarrà associato fino al 31 dicembre dell'anno successivo.

Caso 2: Trasmissione della qualità di associato per successione

Caio, socio di un'associazione sportiva il cui statuto non prevede la trasmissibilità, muore. Gli eredi non acquistano automaticamente la qualità di associato: dovranno presentare domanda di ammissione come nuovi associati.

Caso 3: Esclusione per gravi motivi

Un'associazione di categoria delibera l'esclusione di un associato che ha ripetutamente violato il codice etico e ha danneggiato l'immagine dell'ente con dichiarazioni pubbliche contrarie agli scopi statutari. La delibera assembleare, adeguatamente motivata, può ritenersi legittima. L'associato ha sei mesi dalla notifica per ricorrere al giudice.

Domande frequenti

La qualità di associato è trasmissibile?

No, non è trasmissibile salvo che l'atto costitutivo o lo statuto lo consentano.

Quando un associato può sempre recedere?

L'associato può recedere se non ha assunto l'obbligo di farne parte per tempo determinato.

Per quali motivi si può deliberare l'esclusione?

L'esclusione può essere deliberata solo per gravi motivi.

Chi decide sulla deliberazione di esclusione?

L'assemblea delibera l'esclusione dell'associato.

Il recesso può essere impedito da patti?

Sì, se l'associato ha assunto l'obbligo di restare per un tempo determinato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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