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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cos’è il registro dei trattamenti

Il registro delle attività di trattamento (art. 30 GDPR) è il documento che descrive in modo sistematico tutti i trattamenti di dati personali effettuati dall’impresa. È, in concreto, la “mappa” di quali dati si trattano, per quali scopi, come e per quanto tempo. È il punto di partenza di ogni adempimento privacy.

Chi è obbligato a tenerlo

L’art. 30 esonera, in linea teorica, le organizzazioni con meno di 250 dipendenti, ma con eccezioni così ampie (trattamenti non occasionali, dati particolari, rischi per gli interessati) che di fatto quasi tutte le imprese rientrano nell’obbligo. Il Garante ne raccomanda la tenuta a chiunque: è comunque lo strumento principale per dimostrare la conformità.

Cosa deve contenere

Il registro del titolare indica: i dati di contatto del titolare (ed eventuale DPO); le finalità del trattamento; le categorie di interessati e di dati personali; le categorie di destinatari; eventuali trasferimenti verso Paesi terzi; i termini previsti per la cancellazione; una descrizione generale delle misure di sicurezza. Chi tratta dati per conto altrui (responsabile) tiene un registro con contenuti adattati.

Perché è importante

Il registro è la spina dorsale dell’accountability: tenendolo aggiornato, l’impresa ha sotto controllo tutti i flussi di dati e può rispondere rapidamente alle richieste degli interessati, gestire i data breach e dimostrare la propria diligenza in caso di ispezione. Va aggiornato ogni volta che cambia un trattamento (nuovo software, nuovo servizio, nuovo fornitore).

Come si costruisce

In pratica si parte da una ricognizione: quali dati raccoglie l’impresa (clienti, dipendenti, fornitori, sito, videosorveglianza, marketing), con quali strumenti e fornitori, dove sono conservati. Ogni trattamento diventa una “scheda” del registro. Esistono modelli, ma il registro va calato sulla realtà concreta dell’impresa, non copiato.

Esempio pratico

Una SRL mappa i suoi trattamenti: gestione clienti e fatturazione, gestione dipendenti e buste paga, newsletter, sito e cookie, videosorveglianza del magazzino. Per ciascuno indica finalità, base giuridica, dati trattati, fornitori coinvolti e tempi di conservazione. Il registro così composto diventa la base per informative, nomine e misure di sicurezza.

Vedi anche: Registro delle Imprese, Chiudere l’impresa, Sistema del prezzo-valore, Imposta di registro e ipocatastali sulla donazione, Imposta di registro sulla divisione di eredità e immobili e Imposta di registro su decreti ingiuntivi e sentenze.

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Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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