Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

L’amministratore di SRL ha il potere di gestione (compiere le operazioni necessarie per attuare l’oggetto sociale, art. 2475 c.c.) e il potere di rappresentanza (manifestare all’esterno la volontà della società e impegnarla verso i terzi, art. 2475-bis). La rappresentanza è di regola generale: i limiti statutari ai poteri, anche se pubblicati, non sono opponibili ai terzi salvo che si provi che hanno agito intenzionalmente a danno della società.

Il potere di gestione – art. 2475

La gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori, che compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale. L’amministrazione può essere affidata a un amministratore unico, a un consiglio o a più amministratori che operano in via disgiunta o congiunta (modello “personalistico”, art. 2475, comma 3). Alcune decisioni (redazione del progetto di bilancio, fusione/scissione, aumento delegato) sono però riservate dalla legge all’organo amministrativo collegiale.

Il potere di rappresentanza – art. 2475-bis

Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società. Le limitazioni ai poteri risultanti dallo statuto o da una decisione degli organi sociali non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della società (exceptio doli). È la tutela dell’affidamento dei terzi: chi contratta con la società può fare affidamento sui poteri dell’amministratore.

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Potere Contenuto Limiti verso i terzi
Gestione (art. 2475) Operazioni per l’oggetto sociale Interni: l’amministratore risponde se esorbita
Rappresentanza (art. 2475-bis) Impegna la società verso l’esterno Limiti non opponibili, salvo dolo del terzo

Amministrazione disgiunta e congiunta

Nel modello disgiunto, ciascun amministratore può agire da solo, salvo l’opposizione degli altri prima del compimento dell’atto (decide la maggioranza dei soci o degli amministratori). Nel modello congiunto, gli atti richiedono il consenso di tutti o della maggioranza degli amministratori. Lo statuto sceglie il modello e può attribuire la rappresentanza a uno o più amministratori, congiuntamente o disgiuntamente.

Deleghe e limiti interni

Nel consiglio è possibile delegare attribuzioni a uno o più amministratori delegati o a un comitato esecutivo, fermi i doveri di vigilanza degli altri. I limiti interni (es. importo massimo per gli atti dell’amministratore delegato) valgono nei rapporti interni: chi li supera risponde verso la società, ma l’atto resta efficace verso il terzo in buona fede.

Errori frequenti

Spunti pratici

Esempio: Tizio e Caio sono amministratori della Psi SRL con poteri disgiunti; lo statuto fissa un limite interno di spesa di 50.000 euro per gli atti del singolo. Tizio firma da solo un contratto da 80.000 euro: l’atto impegna la società verso il fornitore in buona fede (il limite non gli è opponibile), ma Tizio risponde verso la società per aver superato la soglia interna.

Atti di gestione riservati all’organo collegiale

Anche nella SRL alcune competenze sono riservate dalla legge all’organo amministrativo nel suo complesso e non delegabili: la redazione del progetto di bilancio, i progetti di fusione o scissione e, ove previsto, le decisioni di aumento di capitale delegato (art. 2475, ultimo comma). Su queste materie non opera l’amministrazione disgiunta: occorre la decisione collegiale, a garanzia della ponderazione.

Rappresentanza congiunta e disgiunta verso i terzi

Lo statuto può attribuire la rappresentanza in via congiunta (firma di più amministratori) o disgiunta (firma del singolo). Le modalità vanno iscritte nel Registro delle Imprese e indicate nella visura, così che i terzi sappiano chi può impegnare la società. Una rappresentanza congiunta tutela da decisioni unilaterali ma rallenta l’operatività; quella disgiunta è più agile ma richiede fiducia reciproca.

Procure e poteri di firma

Gli amministratori possono conferire procure a dipendenti o terzi per il compimento di determinati atti (es. responsabile acquisti con firma fino a una soglia). La procura, iscritta o pubblicizzata ove necessario, delimita i poteri del procuratore; gli atti eccedenti la procura non impegnano la società, salvo ratifica. È lo strumento per organizzare la firma nelle strutture più articolate.

Responsabilità per l’esercizio dei poteri

Il potere di gestione si accompagna al dovere di esercitarlo con diligenza nell’interesse sociale (art. 2476). L’amministratore che usa i poteri per fini estranei all’oggetto, in conflitto di interessi o in violazione dei limiti interni, risponde dei danni verso la società. Il potere non è arbitrio: è funzionale all’attuazione dell’oggetto e va esercitato nel rispetto dei doveri fiduciari.

Vedi la nomina, la responsabilità e il conflitto di interessi dell’amministratore.

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Domande frequenti

Quali poteri ha l'amministratore di SRL?

Il potere di gestione, cioè compiere le operazioni per l'oggetto sociale (art. 2475), e il potere di rappresentanza, che impegna la società verso i terzi (art. 2475-bis).

I limiti ai poteri sono opponibili ai terzi?

No, anche se pubblicati, salvo che si provi che il terzo ha intenzionalmente agito a danno della società (art. 2475-bis c.c.).

Cosa sono amministrazione disgiunta e congiunta?

Nella disgiunta ciascun amministratore agisce da solo (salvo opposizione); nella congiunta serve il consenso di tutti o della maggioranza. Lo statuto sceglie il modello (art. 2475, c.3).

Si possono dare deleghe?

Sì, nel consiglio si possono nominare amministratori delegati o un comitato esecutivo, fermi i doveri di vigilanza degli altri amministratori.

Cosa succede se l'amministratore supera i limiti interni?

L'atto resta efficace verso il terzo in buona fede, ma l'amministratore risponde verso la società per il superamento dei limiti.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.