Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Quando un dipendente realizza un’invenzione, a chi appartiene? Dipende dal contesto in cui è nata. L’art. 64 del Codice della proprietà industriale distingue tre situazioni, con conseguenze molto diverse su titolarità e compensi. Questa guida le analizza, con l’equo premio e i criteri della giurisprudenza.

Le tre ipotesi dell’art. 64 CPI

Ipotesi Quando Diritti
Invenzione di servizio L’attività inventiva è prevista come oggetto del contratto e retribuita Diritti al datore; nessun premio (già retribuita)
Invenzione d’azienda Invenzione nell’esecuzione del rapporto, ma senza retribuzione specifica per inventare Diritti al datore; equo premio all’inventore
Invenzione occasionale Fuori dalle mansioni, ma nel campo di attività dell’azienda Diritti all’inventore; opzione/prelazione del datore

Invenzione di servizio (art. 64, comma 1)

Se l’attività inventiva è prevista come oggetto del contratto di lavoro e a tale scopo retribuita, i diritti derivanti dall’invenzione appartengono al datore di lavoro. L’inventore conserva soltanto il diritto morale a essere riconosciuto autore (art. 62 CPI). Non spetta alcun premio aggiuntivo, perché l’attività è già remunerata.

Invenzione d’azienda (art. 64, comma 2) e l’equo premio

Se l’invenzione è fatta nell’esecuzione del rapporto di lavoro ma non è prevista una retribuzione specifica per l’attività inventiva, i diritti spettano comunque al datore, ma all’inventore spetta un equo premio qualora il datore ottenga il brevetto o utilizzi l’invenzione in regime di segretezza industriale. L’elemento distintivo tra le due ipotesi è proprio la presenza o meno di una speciale retribuzione per inventare.

La giurisprudenza ha precisato i contorni dell’equo premio. La Cassazione ha riconosciuto che il diritto all’equo premio è soggetto a prescrizione (in tal senso Cass. n. 23809/2011) e ha chiarito i presupposti per il suo riconoscimento, anche in caso di sfruttamento in segretezza, valutando la sussistenza di un segreto commerciale ai sensi dell’art. 98 CPI (in tal senso Cass. ord. n. 698/2023).

Invenzione occasionale (art. 64, comma 3)

Se l’invenzione cade al di fuori delle mansioni del lavoratore, ma rientra nel campo di attività dell’azienda, i diritti spettano all’inventore; il datore ha un diritto di opzione per l’uso esclusivo o non esclusivo o per l’acquisto del brevetto, verso un canone o prezzo equo, da esercitare entro i termini di legge.

Il diritto morale dell’inventore (art. 62 CPI)

In tutte le ipotesi resta fermo il diritto morale: l’inventore persona fisica ha sempre il diritto di essere riconosciuto autore dell’invenzione. È un diritto inalienabile e indipendente dalla titolarità dei diritti patrimoniali.

Errori frequenti

Come distinguere le tre ipotesi in pratica

La qualificazione dipende dal contratto e dalle mansioni. La domanda chiave è: l’attività inventiva era prevista e specificamente retribuita? Se sì, è invenzione di servizio. Se l’invenzione nasce nell’esecuzione del rapporto ma senza una retribuzione ad hoc per inventare, è invenzione d’azienda (con equo premio). Se nasce fuori dalle mansioni ma nel campo di attività dell’azienda, è invenzione occasionale (diritti all’inventore, opzione del datore).

Il calcolo dell’equo premio

L’equo premio (art. 64, comma 2, CPI) si determina tenendo conto dell’importanza dell’invenzione, delle mansioni e della retribuzione del dipendente e del contributo che questi ha ricevuto dall’organizzazione del datore. Non è una percentuale fissa, ma una valutazione che bilancia l’apporto individuale e quello aziendale. Sorgono spesso controversie sulla sua quantificazione.

La procedura per l’invenzione occasionale

Nell’invenzione occasionale (art. 64, comma 3) i diritti spettano all’inventore, ma il datore ha un diritto di opzione per l’uso (esclusivo o non) o per l’acquisto del brevetto, verso un canone o prezzo equo. L’opzione va esercitata entro i termini di legge dalla comunicazione: se il datore non si attiva, l’inventore resta libero di sfruttare l’invenzione.

Ipotesi Titolarità Compenso aggiuntivo
Di servizio Datore No (già retribuita)
D’azienda Datore Equo premio
Occasionale Inventore Opzione/canone per il datore

Invenzioni dei ricercatori universitari

Esistono regole particolari per le invenzioni realizzate nell’ambito della ricerca pubblica. La materia è stata oggetto di interventi normativi che hanno ridefinito i rapporti tra ricercatore e struttura di appartenenza, riconoscendo all’università o all’ente un ruolo nella titolarità e nello sfruttamento, fermo restando il diritto morale e una quota dei proventi all’inventore.

Spunti pratici

Esempio pratico

Tizio è assunto come ricercatore con il compito specifico (e retribuito) di sviluppare nuovi materiali: le sue invenzioni sono di servizio e i diritti spettano al datore, senza premio (art. 64, comma 1). Caio, invece, lavora in produzione e, durante il lavoro ma senza essere pagato per inventare, mette a punto un nuovo macchinario: è un’invenzione d’azienda e gli spetta l’equo premio se il datore brevetta o usa l’invenzione (art. 64, comma 2), diritto da far valere prima della prescrizione (Cass. n. 23809/2011).

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Domande frequenti

A chi appartiene l'invenzione di un dipendente?

Dipende: nell'invenzione di servizio e d'azienda i diritti spettano al datore; in quella occasionale all'inventore, con diritto di opzione del datore (art. 64 CPI).

Cos'è l'invenzione di servizio?

Quella in cui l'attività inventiva è prevista come oggetto del contratto e specificamente retribuita: i diritti vanno al datore senza premio aggiuntivo (art. 64, comma 1).

Quando spetta l'equo premio?

Nell'invenzione d'azienda: l'invenzione è fatta nell'esecuzione del rapporto ma senza retribuzione specifica per inventare; spetta all'inventore se il datore brevetta o usa l'invenzione (art. 64, comma 2).

L'equo premio si prescrive?

Sì: la Cassazione ha riconosciuto che il diritto all'equo premio è soggetto a prescrizione (Cass. n. 23809/2011).

L'inventore perde il riconoscimento come autore?

No: in ogni caso conserva il diritto morale, inalienabile, a essere riconosciuto autore dell'invenzione (art. 62 CPI).

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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