Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti

La guida

In sintesi

Perché la legge limita il riporto

La norma nasce contro il “commercio delle bare fiscali”: acquistare società ormai svuotate ma cariche di perdite, fonderle e usare quelle perdite per abbattere i propri utili. I due filtri dell’art. 172, co. 7 TUIR selezionano le perdite di società ancora vive economicamente e le proporzionano alla sostanza patrimoniale effettiva.

Il test di vitalità

La società le cui perdite si vogliono riportare deve presentare, nel conto economico dell’esercizio precedente a quello in cui la fusione è deliberata:

di ammontare superiore al 40% della media dei due esercizi anteriori. I due indicatori sono cumulativi: basta che uno dei due sia sotto soglia perché il test fallisca. Secondo la prassi dell’Agenzia, la vitalità deve sussistere anche nella frazione di esercizio che precede l’efficacia della fusione, ragguagliando i valori alla durata del periodo — lettura rigorosa che impone attenzione nelle fusioni perfezionate a fine anno.

Il limite del patrimonio netto

Superato il test, le perdite si riportano nei limiti del patrimonio netto della società che le ha prodotte, come risultante dall’ultimo bilancio o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale ex art. 2501-quater c.c., senza considerare i conferimenti e i versamenti effettuati negli ultimi 24 mesi. La sterilizzazione dei versamenti recenti impedisce di “gonfiare” artificiosamente il plafond alla vigilia dell’operazione.

Interessi passivi e altre eccedenze

Gli stessi filtri si applicano al riporto degli interessi passivi indeducibili ex art. 96 TUIR. Quando coesistono perdite ed eccedenze di interessi, il plafond del patrimonio netto va gestito in modo coordinato: è uno dei punti in cui la pianificazione dell’operazione richiede simulazioni numeriche preventive.

La novità della riforma: le perdite infragruppo

Il D.Lgs. 192/2024 ha confermato l’impianto ma ne ha corretto l’eccesso più criticato: i vincoli non si applicano alle perdite maturate in esercizi in cui le società partecipanti facevano già parte dello stesso gruppo. Se il controllo esisteva già quando le perdite si sono formate, per definizione non c’è stato alcun “acquisto” di bare fiscali: la fusione si limita a riorganizzare ciò che il gruppo già possedeva. Restano invece pienamente soggette a test e limiti le perdite formatesi prima dell’ingresso nel gruppo.

Se i filtri bloccano perdite “genuine”: l’interpello

Quando il mancato superamento dei requisiti dipende da circostanze che nulla hanno a che vedere con intenti elusivi (ristrutturazioni, cicli produttivi anomali, start-up), è possibile chiedere la disapplicazione della norma con interpello probatorio, dimostrando che le perdite sono espressione di attività effettiva.

Esempio pratico

  • Alfa S.r.l. incorpora Beta S.r.l., che ha perdite pregresse per 900.000 €. Il conto economico di Beta supera il test di vitalità, ma il suo patrimonio netto è di 500.000 €, di cui 200.000 € versati dai soci 10 mesi prima: il plafond utile è 300.000 €. Se però Beta è controllata da Alfa dal 2019 e le perdite si sono formate dal 2021, i vincoli non operano e l’intero importo è riportabile.

Da leggere insieme

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

I limiti valgono anche per le perdite dell'incorporante?

Sì. I filtri dell'art. 172, co. 7 TUIR riguardano tutte le società partecipanti, compresa l'incorporante: anche le sue perdite pregresse sono riportabili solo con test di vitalità superato e nei limiti del suo patrimonio netto.

Cosa succede alle perdite con la retrodatazione?

La retrodatazione non aggira i vincoli: la norma impone comunque la verifica anche sul risultato di periodo. La perdita "di periodo" dell'incorporata maturata nell'esercizio della fusione retrodatata concorre con le regole ordinarie del co. 7.

Il test si applica alle fusioni tra società indipendenti in utile?

Il test riguarda solo il riporto delle perdite pregresse: se nessuna partecipante ne ha, la fusione non pone problemi su questo fronte.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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