Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Modelli e fac-simile · Lavoro

In sintesi

Quando il datore non paga la retribuzione, una diffida scritta intima il pagamento entro un termine, interrompe la prescrizione dei crediti di lavoro e prepara l’eventuale decreto ingiuntivo o le dimissioni per giusta causa.

Scheda rapida

Quando si usa
Quando il datore non paga lo stipendio
Forma
Scritta (raccomandata A/R o PEC)
Invio consigliato
Raccomandata A/R o PEC
Riferimenti
Artt. 2099, 2948 c.c.; art. 2119 c.c.

Cos’è e quando si usa

La retribuzione è un diritto del lavoratore e deve essere corrisposta alle scadenze pattuite. Se il datore è in ritardo o non paga, la diffida è il primo passo formale: intima il pagamento delle somme arretrate entro un termine, documenta l’inadempimento e interrompe la prescrizione dei crediti di lavoro.

La diffida è utile anche come premessa ad altre azioni: il decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento, oppure le dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.) con diritto alla NASpI quando il mancato pagamento è grave e protratto.

Cosa deve contenere

  • Dati del lavoratore e del datore
  • Qualifica, CCNL applicato e periodo di riferimento
  • Elenco delle mensilità e voci non pagate, con importi
  • Intimazione a pagare entro un termine (es. 15 giorni)
  • Avviso delle conseguenze (interessi, decreto ingiuntivo, giusta causa)
  • Luogo, data e firma

Fac-simile: diffida di pagamento delle retribuzioni

Fac-simile da compilare
[LUOGO], [DATA]

Raccomandata A/R / PEC

Spett.le [NOME AZIENDA / DATORE DI LAVORO]

Oggetto: diffida al pagamento delle retribuzioni non corrisposte

Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], C.F. [CODICE FISCALE], dipendente con qualifica di [QUALIFICA], rilevo che non risultano corrisposte le seguenti competenze:

- retribuzione del mese di [MESE/ANNO]: euro [IMPORTO]
- retribuzione del mese di [MESE/ANNO]: euro [IMPORTO]
- [altre voci, es. tredicesima, straordinari]: euro [IMPORTO]

per un totale di euro [TOTALE], oltre interessi.

Con la presente La DIFFIDO a versare l'intera somma entro e non oltre [NUMERO] giorni dal ricevimento, mediante accredito su [IBAN].

Decorso inutilmente tale termine, mi riservo di agire per il recupero del credito anche in via monitoria (decreto ingiuntivo), oltre a valutare ogni ulteriore tutela, ivi comprese le dimissioni per giusta causa ex art. 2119 c.c.

La presente vale anche quale atto interruttivo della prescrizione.

[FIRMA]

I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

Come inviarlo e conservarlo

Invia la diffida con raccomandata A/R o PEC e conserva la prova di ricezione. Indica con precisione le mensilità e gli importi, possibilmente allegando le buste paga non onorate.

Se il pagamento non arriva, rivolgiti a un sindacato o a un avvocato giuslavorista: i crediti di lavoro si recuperano spesso con decreto ingiuntivo, che è una procedura rapida. Valuta con un professionista anche l’eventuale dimissione per giusta causa, che richiede però un inadempimento grave.

Errori da evitare

  • Aspettare troppo: i crediti retributivi si prescrivono e vanno interrotti
  • Indicare importi approssimativi senza riferimento alle buste paga
  • Non fissare un termine chiaro per il pagamento
  • Dimettersi per giusta causa senza valutare la gravità e le prove

Domande frequenti

In quanto tempo si prescrivono gli stipendi non pagati?
I crediti retributivi periodici si prescrivono di regola in cinque anni. La diffida scritta interrompe la prescrizione e fa ripartire il termine.
Posso ottenere lo stipendio con il decreto ingiuntivo?
Sì. Le buste paga e i prospetti consentono di chiedere un decreto ingiuntivo, procedura relativamente rapida per ottenere un titolo esecutivo.
Il mancato pagamento giustifica le dimissioni per giusta causa?
Sì, quando il ritardo è grave e protratto. In tal caso si conserva il diritto alla NASpI, ma è bene farsi assistere per valutare prove e gravità.

Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

In sintesi

  • La diffida e' il primo passo formale quando il datore non paga la retribuzione: intima il pagamento entro un termine e documenta l'inadempimento.
  • La diffida interrompe la prescrizione dei crediti di lavoro (art. 2948 c.c.) e prepara il decreto ingiuntivo o le dimissioni per giusta causa.
  • La retribuzione e' un diritto del lavoratore e va corrisposta alle scadenze pattuite (art. 2099 c.c.).
  • Va inviata in forma scritta con strumento che dia prova della ricezione (raccomandata A/R o PEC).
  • Il mancato pagamento grave e protratto puo legittimare le dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.), con accesso alla NASpI.
Indice dei contenuti

Quando lo stipendio non arriva, il lavoratore non e' privo di tutele. La diffida di pagamento e' lo strumento iniziale che trasforma una lamentela informale in un atto giuridicamente rilevante: intima il pagamento, fissa per iscritto l'inadempimento e produce effetti importanti sui termini di prescrizione. Saperla usare correttamente e' decisivo, perché apre la strada alle azioni successive e tutela il credito del lavoratore.

La retribuzione come diritto

La retribuzione e' la controprestazione dovuta dal datore a fronte del lavoro prestato e deve essere corrisposta alle scadenze pattuite, secondo l'art. 2099 c.c. e l'art. 36 della Costituzione, che garantisce una retribuzione proporzionata e sufficiente. Il ritardo o il mancato pagamento costituiscono un inadempimento contrattuale del datore, che il lavoratore puo far valere con gli strumenti previsti dall'ordinamento.

A cosa serve la diffida

La diffida assolve a piu funzioni in un unico atto: intima il pagamento delle somme arretrate entro un termine, documenta in modo formale l'inadempimento e, soprattutto, interrompe la prescrizione dei crediti di lavoro. Quest'ultimo effetto e' centrale: i crediti retributivi sono soggetti a termini di prescrizione e un atto scritto idoneo a costituire in mora il datore azzera il decorso del termine, facendolo ripartire da capo.

La prescrizione dei crediti retributivi

I crediti di lavoro sono soggetti a prescrizione secondo le regole del codice civile (art. 2948 c.c. per le prestazioni periodiche). Lasciar trascorrere il tempo senza atti interruttivi puo comportare la perdita del diritto a riscuotere le somme piu risalenti. La diffida, costituendo in mora il datore, e' il rimedio piu semplice per interrompere la prescrizione e conservare il credito.

Cosa deve contenere la diffida

Una diffida efficace indica i dati del lavoratore e del datore, la qualifica e il CCNL applicato, l'elenco delle mensilita e delle voci non pagate, l'intimazione a pagare entro un termine determinato e l'avviso delle conseguenze in caso di inadempimento (interessi, decreto ingiuntivo, dimissioni per giusta causa). La precisione nell'indicare le voci e i periodi rafforza l'atto e ne facilita l'eventuale utilizzo in giudizio.

La forma e l'invio

La diffida va redatta per iscritto e inviata con uno strumento che dia prova della spedizione e della ricezione: la raccomandata con avviso di ricevimento o la PEC. La prova della ricezione e' essenziale, perché e' da quel momento che decorrono gli effetti (interruzione della prescrizione, costituzione in mora, decorrenza del termine intimato).

Le azioni successive: decreto ingiuntivo

Se la diffida resta senza esito, il lavoratore puo agire per il recupero del credito in via monitoria, chiedendo al giudice un decreto ingiuntivo. La busta paga e gli altri documenti retributivi costituiscono in genere prova scritta idonea a sostenere la richiesta. Il decreto ingiuntivo consente di ottenere un titolo esecutivo in tempi piu rapidi rispetto a un ordinario giudizio di cognizione.

Dimissioni per giusta causa e NASpI

Quando il mancato pagamento e' grave e protratto, puo integrare una giusta causa di dimissioni ai sensi dell'art. 2119 c.c.: il lavoratore puo recedere senza preavviso e, in presenza dei presupposti, accedere alla NASpI, perché la cessazione non e' frutto di una scelta libera ma di un inadempimento del datore. La diffida documenta l'inadempimento ed e' percio un tassello utile anche in questa prospettiva.

Casi pratici

Caso 1: diffida che interrompe la prescrizione

Tizio non riceve gli stipendi da alcuni mesi. Invia al datore una diffida a mezzo PEC, elencando le mensilita non pagate e intimando il pagamento entro un termine. L'atto, oltre a sollecitare il datore, interrompe la prescrizione dei crediti e mette al riparo il diritto a riscuotere le somme arretrate.

Caso 2: dal silenzio del datore al decreto ingiuntivo

Decorso inutilmente il termine, Caio si rivolge a un legale che, sulla base delle buste paga, chiede e ottiene un decreto ingiuntivo. Valutata la gravita e la durata dell'inadempimento, Caio considera anche le dimissioni per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 c.c. per accedere alla NASpI.

Domande frequenti

A cosa serve la diffida per lo stipendio non pagato?

Intima il pagamento delle somme arretrate entro un termine, documenta l'inadempimento e interrompe la prescrizione dei crediti di lavoro. Prepara inoltre il decreto ingiuntivo o le dimissioni per giusta causa.

Come va inviata la diffida?

In forma scritta, con uno strumento che dia prova della ricezione: raccomandata con avviso di ricevimento o PEC. La prova della ricezione e' essenziale perche' da quel momento decorrono gli effetti.

La diffida interrompe la prescrizione?

Si: costituendo in mora il datore, la diffida interrompe la prescrizione dei crediti di lavoro (art. 2948 c.c. per le prestazioni periodiche), facendo ripartire da capo il termine e conservando cosi il credito.

Cosa faccio se il datore non paga comunque?

Puoi agire in via monitoria chiedendo un decreto ingiuntivo: la busta paga e i documenti retributivi costituiscono in genere prova scritta idonea per ottenere un titolo esecutivo in tempi rapidi.

Posso dimettermi e avere la NASpI?

Se il mancato pagamento e' grave e protratto puo integrare una giusta causa di dimissioni (art. 2119 c.c.): il recesso e' senza preavviso e, in presenza dei presupposti, consente l'accesso alla NASpI. La diffida documenta l'inadempimento.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.