Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- La dichiarazione integrativa corregge errori od omissioni nella dichiarazione già inviata.
- A sfavore (più imposta dovuta): va presentata entro i termini di accertamento, con sanzioni ridotte via ravvedimento operoso.
- A favore (meno imposta o più credito): il credito che emerge è utilizzabile in compensazione.
- Si barra la casella ‘dichiarazione integrativa’ nel frontespizio del modello.
- Se necessario si compila il quadro DI per indicare le differenze rispetto alla dichiarazione originaria.
- Prima di presentare l’integrativa è fondamentale capire se conviene abbinare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.
Cos'è la dichiarazione integrativa e quando serve
Capita a molte società di accorgersi, dopo aver inviato la dichiarazione dei redditi, di aver commesso un errore: un reddito non dichiarato, una deduzione sbagliata, un credito calcolato in modo non corretto. La dichiarazione integrativa è lo strumento che permette di correggere questi errori senza aspettare un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Esistono due tipi di integrativa, e la distinzione è importante perché cambiano le regole applicabili. L’integrativa a sfavore aumenta l’imposta dovuta o riduce un credito: in questo caso occorre pagare la differenza e, di regola, conviene ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. L’integrativa a favore riduce l’imposta o fa emergere un nuovo credito: il credito può essere usato in compensazione, ma se viene presentata oltre certe scadenze ci sono regole specifiche sull’utilizzo.
In questa guida spieghiamo come presentare l’integrativa, quando si usa il quadro DI e come funziona il ravvedimento operoso per limitare i costi di un errore già commesso.
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- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
| Aspetto | A sfavore (più imposta) | A favore (meno imposta/più credito) |
|---|---|---|
| Effetto | Maggiore imposta o minor credito | Minore imposta o maggior credito |
| Termine di presentazione | Entro i termini di decadenza dell'accertamento | In qualunque momento, con regole sull'utilizzo |
| Sanzioni | Applicabili; riducibili con ravvedimento | Non applicabili |
| Credito emergente | Non applicabile | Utilizzabile in compensazione F24 |
| Quadro DI | Da compilare se richiesto | Da compilare se richiesto |
| Casella frontespizio | Da barrare | Da barrare |
Esempio pratico
-
Esempio – Alfa SRL. Alfa SRL presenta il Modello Redditi SC per il 2025 e si accorge in seguito di aver dimenticato di dichiarare un componente positivo di reddito di 10.000 euro. Questo è un errore a sfavore: l’imposta sarebbe stata più alta. Alfa SRL presenta una dichiarazione integrativa a sfavore, calcola la maggiore IRES dovuta e la versa con il ravvedimento operoso. Il ravvedimento riduce la sanzione ordinaria (che potrebbe essere del 90%) a una percentuale molto inferiore in base al momento in cui avviene la correzione. Se invece Alfa SRL si fosse accorta di una deduzione non contabilizzata che abbassa il reddito di 8.000 euro, avrebbe presentato un’integrativa a favore, facendo emergere un credito da usare in compensazione.
Documenti necessari
- Modello Redditi SC (o SP) originario già presentato
- Modello Redditi SC (o SP) integrativo con casella frontespizio barrata
- Quadro DI compilato con le variazioni rispetto alla dichiarazione precedente
- F24 per il versamento della maggiore imposta (integrativa a sfavore) con codici ravvedimento
- Documentazione di supporto che giustifica la correzione (fatture, contratti, calcoli)
Caso 1 – Alfa SRL corregge un errore a sfavore con ravvedimento
Scenario. Alfa SRL ha dimenticato di includere nella dichiarazione Redditi SC 2025 un ricavo di 15.000 euro. Se ne accorge sei mesi dopo l’invio della dichiarazione originaria.
Come si applica. Si tratta di un’integrativa a sfavore: il reddito imponibile era sottostimato e l’IRES versata era inferiore al dovuto. Alfa SRL presenta la dichiarazione integrativa barrando la casella apposita nel frontespizio e compilando il quadro DI. In parallelo versa la maggiore IRES con il ravvedimento operoso, che permette di ridurre la sanzione ordinaria pagando una percentuale ridotta proporzionale al ritardo. Prima si interviene, più bassa è la sanzione ridotta.
In pratica
- Presentare l’integrativa con casella frontespizio barrata e quadro DI.
- Versare la maggiore IRES tramite F24 con i codici tributo del ravvedimento operoso.
- Prima si corregge l’errore, minore è la sanzione ridotta.
Caso 2 – Alfa SRL presenta un'integrativa a favore per un credito non usato
Scenario. Alfa SRL si accorge di non aver indicato in dichiarazione un credito d’imposta maturato per investimenti in beni strumentali, che avrebbe ridotto l’IRES dovuta di 4.000 euro.
Come si applica. Si tratta di un’integrativa a favore: la dichiarazione originaria conteneva un errore che ha danneggiato la società, non l’erario. Alfa SRL presenta l’integrativa barrando la casella nel frontespizio e compilando il quadro DI. Il credito di 4.000 euro che ne emerge può essere utilizzato in compensazione in F24. Se l’integrativa viene presentata oltre il termine della dichiarazione successiva, l’utilizzo del credito è soggetto a specifiche regole previste dalla normativa vigente.
In pratica
- Presentare l’integrativa con casella frontespizio barrata e quadro DI.
- Il credito di 4.000 euro diventa disponibile per la compensazione in F24.
- Verificare le regole sull’utilizzo se la presentazione è tardiva rispetto alla dichiarazione successiva.
Quando rivolgersi a un professionista
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Domande frequenti
Entro quando si può presentare la dichiarazione integrativa a sfavore?
L’integrativa a sfavore si può presentare entro i termini di decadenza dell’accertamento, che in generale è di cinque anni dalla presentazione della dichiarazione originaria. Prima si interviene, minore è la sanzione ridotta applicabile con il ravvedimento.
Cosa si barra nel modello per presentare l'integrativa?
Nel frontespizio del Modello Redditi SC (o SP) è presente una casella specifica per la dichiarazione integrativa. Va barrata per segnalare all’Agenzia delle Entrate che il modello sostituisce una dichiarazione già presentata.
Cos'è il quadro DI e quando va compilato?
Il quadro DI serve a indicare analiticamente le variazioni rispetto alla dichiarazione originaria. Va compilato quando la correzione riguarda importi che devono essere riconciliati con la dichiarazione precedente.
Con il ravvedimento operoso si evitano le sanzioni?
No, le sanzioni si pagano comunque, ma in misura ridotta. L’entità della riduzione dipende da quanto tempo è trascorso dalla scadenza originaria del versamento: prima si regolarizza, più bassa è la percentuale da pagare.
Il credito che emerge da un'integrativa a favore è rimborsabile?
La disciplina prevede che il credito emerso dall’integrativa a favore sia in via principale utilizzabile in compensazione. Le regole sull’utilizzo possono variare in base alla data di presentazione rispetto alla dichiarazione successiva.
Si può presentare una seconda integrativa dopo la prima?
Sì. È possibile presentare più integrative successive, ognuna delle quali sostituisce la precedente. Ogni integrativa deve essere completa e corretta, non solo le parti modificate.
Domande frequenti
Entro quando si può presentare la dichiarazione integrativa a sfavore?
L'integrativa a sfavore si può presentare entro i termini di decadenza dell'accertamento, che in generale è di cinque anni dalla presentazione della dichiarazione originaria. Prima si interviene, minore è la sanzione ridotta applicabile con il ravvedimento.
Cosa si barra nel modello per presentare l'integrativa?
Nel frontespizio del Modello Redditi SC (o SP) è presente una casella specifica per la dichiarazione integrativa. Va barrata per segnalare all'Agenzia delle Entrate che il modello sostituisce una dichiarazione già presentata.
Cos'è il quadro DI e quando va compilato?
Il quadro DI serve a indicare analiticamente le variazioni rispetto alla dichiarazione originaria. Va compilato quando la correzione riguarda importi che devono essere riconciliati con la dichiarazione precedente.
Con il ravvedimento operoso si evitano le sanzioni?
No, le sanzioni si pagano comunque, ma in misura ridotta. L'entità della riduzione dipende da quanto tempo è trascorso dalla scadenza originaria del versamento: prima si regolarizza, più bassa è la percentuale da pagare.
Il credito che emerge da un'integrativa a favore è rimborsabile?
La disciplina prevede che il credito emerso dall'integrativa a favore sia in via principale utilizzabile in compensazione. Le regole sull'utilizzo possono variare in base alla data di presentazione rispetto alla dichiarazione successiva.
Si può presentare una seconda integrativa dopo la prima?
Sì. È possibile presentare più integrative successive, ognuna delle quali sostituisce la precedente. Ogni integrativa deve essere completa e corretta, non solo le parti modificate.