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Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Versare una somma alla firma di un contratto non significa sempre la stessa cosa: può trattarsi di caparra o di semplice acconto.

  • La caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) ha una funzione di garanzia: in caso di inadempimento consente di recedere e di trattenerla o di esigerne il doppio.

  • L’acconto è invece un mero anticipo del prezzo: va sempre restituito o imputato e non consente di recedere né di liquidare il danno.

  • Esiste anche la caparra penitenziale (art. 1386 c.c.), corrispettivo del diritto di recesso.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Quando si conclude un affare e si consegna una somma di denaro, la qualificazione di quella dazione cambia tutto. La caparra svolge una funzione di garanzia e, in caso di inadempimento, permette reazioni precise; l’acconto è solo un anticipo del prezzo. Distinguere le due figure evita brutte sorprese se l’accordo salta.

Tabella riassuntiva del confronto

Profilo Caparra (confirmatoria) Acconto
Norma di riferimento Art. 1385 c.c.
Funzione Garanzia e liquidazione anticipata del danno Anticipo del prezzo
Momento Alla conclusione del contratto Durante l’esecuzione
Se si adempie Imputata alla prestazione o restituita Imputato al prezzo
Inadempimento di chi l’ha versata L’altro recede e la trattiene Va comunque restituito
Inadempimento di chi l’ha ricevuta L’altro recede ed esige il doppio Va comunque restituito
Consente il recesso Sì, con effetti predeterminati No
Variante Caparra penitenziale (art. 1386 c.c.)
Quando conviene Rafforzare l’impegno con una garanzia Anticipare parte del prezzo senza garanzie

Le caratteristiche della caparra

La caparra confirmatoria è una somma di denaro che una parte consegna all’altra al momento della conclusione del contratto. Svolge una funzione di garanzia e, in caso di inadempimento, opera come liquidazione anticipata del danno.

  • Se il contratto è regolarmente adempiuto, la caparra si imputa alla prestazione dovuta o viene restituita.
  • Se è inadempiente chi l’ha versata, l’altra parte può recedere e trattenerla.
  • Se è inadempiente chi l’ha ricevuta, l’altra parte può recedere ed esigere il doppio.

Esiste anche la caparra penitenziale (art. 1386 c.c.), che rappresenta il corrispettivo del diritto di recesso: chi recede perde la caparra versata o restituisce il doppio di quella ricevuta, senza che si discuta di inadempimento.

Esempio: Tizio versa a Caio una caparra confirmatoria. Se poi è Tizio a non adempiere, Caio può recedere e trattenere la somma; se è Caio a non adempiere, Tizio può recedere ed esigere il doppio.

Le caratteristiche dell’acconto

L’acconto è un semplice anticipo del prezzo. Non ha funzione di garanzia né serve a liquidare il danno: rappresenta soltanto una parte del corrispettivo pagata in anticipo.

  • Se l’affare va a buon fine, l’acconto si imputa al prezzo complessivo.
  • Se l’affare salta, l’acconto va sempre restituito, indipendentemente da chi non ha adempiuto.
  • L’acconto non consente di recedere né funziona come liquidazione anticipata del danno.

Esempio: Caia versa un acconto sul prezzo di un bene. Se la vendita non si conclude, l’acconto le deve essere restituito, salvo il risarcimento del danno secondo le regole generali.

Quando conviene la caparra e quando l’acconto

La caparra conviene quando si vuole rafforzare l’impegno con una garanzia concreta: in caso di inadempimento la parte fedele dispone di una reazione immediata e predeterminata, senza dover quantificare e provare il danno. È quindi lo strumento adatto per dare serietà a una trattativa o per blindare un accordo importante.

L’acconto è adeguato quando si intende soltanto anticipare una parte del prezzo, senza attribuire alla somma alcuna funzione di garanzia: se l’affare salta, l’acconto torna indietro e il danno si fa valere secondo le regole ordinarie. La distinzione non dipende dal nome usato nel documento, ma dalla funzione concreta della dazione e dalla volontà delle parti, che vanno espresse con chiarezza.

Esempio: se Caia consegna una somma definendola caparra confirmatoria, accetta che, in caso di proprio inadempimento, l’altra parte possa trattenerla; se la stessa somma è un semplice acconto, le dovrà essere restituita.

Effetti dell’inadempimento a confronto

La differenza tra le due figure emerge soprattutto quando l’affare salta. Con la caparra confirmatoria, la parte fedele dispone di una reazione immediata e predeterminata: può recedere e trattenere la somma se a non adempiere è chi l’ha versata, oppure recedere ed esigere il doppio se a non adempiere è chi l’ha ricevuta. In questo modo la caparra opera come liquidazione anticipata del danno, senza necessità di provarne l’entità.

Con l’acconto, invece, l’inadempimento non produce questi effetti automatici: la somma anticipata va comunque restituita, e l’eventuale danno si fa valere secondo le regole generali, dimostrandolo. L’acconto, quindi, non rafforza la posizione della parte fedele come fa la caparra, ma resta un semplice pagamento parziale del prezzo.

  • La caparra confirmatoria consente di recedere e quantifica in anticipo il danno.
  • L’acconto non consente recesso e non libera dall’onere di provare il danno subito.

Aspetti pratici da non trascurare

Per evitare incertezze conviene scrivere chiaramente nel contratto se la somma versata è caparra confirmatoria, caparra penitenziale o semplice acconto. La qualificazione non dipende dal termine usato, ma dalla funzione concreta della dazione e dalla volontà delle parti, perciò una formulazione precisa riduce il rischio di contenziosi.

  • Indicare la funzione della somma con precisione previene contestazioni sul recesso e sul doppio.
  • Ricordare che l’acconto, salvo accordi diversi, non legittima il recesso e va restituito se l’affare non si conclude.
  • Nella caparra penitenziale chiarire che la somma è il prezzo del recesso, così da non confonderla con quella confirmatoria.

Articoli di legge da consultare

Domande frequenti

Che differenza c’è tra caparra e acconto?

La caparra ha funzione di garanzia e, in caso di inadempimento, consente di recedere trattenendola o esigendone il doppio. L’acconto è un semplice anticipo del prezzo, che va comunque restituito o imputato.

Cosa succede alla caparra se chi l’ha ricevuta non adempie?

La parte che ha versato la caparra confirmatoria può recedere ed esigere il doppio della somma versata (art. 1385 c.c.).

L’acconto consente di recedere dal contratto?

No. L’acconto è solo un anticipo del prezzo: non consente il recesso e non funziona da liquidazione anticipata del danno.

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I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un professionista abilitato.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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