Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

In sintesi

  • Regola generale: le borse di studio, gli assegni, i premi e i sussidi per studio o addestramento professionale sono redditi assimilati al lavoro dipendente, se chi li riceve non è dipendente di chi li paga (art. 50, comma 1, lett. c, del TUIR).
  • Esenti solo per legge: una borsa è esente IRPEF solo se una norma lo dice. Le istruzioni del 730/2026 elencano le principali: borse regionali per il diritto allo studio universitario, borse universitarie per dottorato, specializzazione, perfezionamento e post-dottorato, borse per le scuole di specializzazione medica, Erasmus+, Fondazione Articolo 34, assegni di ricerca delle università e degli enti pubblici di ricerca.
  • Tassabili: tutte le altre, per esempio le borse di fondazioni o aziende private per master e corsi, quelle di enti bilaterali e i premi di studio senza una norma di esenzione.
  • Esente non vuol dire invisibile: la borsa esente non va nel 730 e non conta per il limite di reddito del figlio a carico; quella tassabile sì.
  • Borse dall’estero: chi è residente in Italia le dichiara, salvo esenzione; se le ha tassate anche lo Stato estero chiede il credito d’imposta.

Borsa di studio e IRPEF: quando si paga e quando no

Se hai ricevuto una borsa di studio nel 2025, la prima domanda è se va dichiarata. La risposta non dipende dall’importo né dal nome della borsa, ma dall’esistenza di una norma di esenzione. Le istruzioni del 730/2026 sono esplicite: le somme percepite come borsa di studio, assegno, premio o sussidio per fini di studio e di addestramento professionale, se erogate al di fuori di un rapporto di lavoro dipendente, sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, «sempre che non sia prevista una specifica esenzione».

Se la borsa è erogata dal tuo datore di lavoro, invece, è reddito di lavoro dipendente vero e proprio e la trovi già nella busta paga e nella Certificazione Unica.

Quali borse di studio sono esenti IRPEF: l’elenco

Borse di studio esenti IRPEF secondo le istruzioni del 730/2026 (Appendice, «Redditi esenti»)
Borsa Norma
Borse delle regioni (e delle province autonome di Trento e Bolzano) per il diritto allo studio universitario, per esempio quelle di DSU, ERSU o ADISU D.Lgs. n. 68 del 2012
Borse delle università per corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione, dottorato di ricerca, ricerca post-dottorato e perfezionamento all’estero L. n. 398 del 1989
Borse per le scuole universitarie di specializzazione di medicina e chirurgia D.Lgs. n. 257 del 1991
Borse di mobilità internazionale Erasmus+ per studenti universitari e AFAM, per l’intera durata del programma Reg. (UE) n. 1288/2013
Borse del programma Socrates bandite dal 2000, con le somme aggiuntive dell’università, fino a 7.746,85 euro annui Decisione n. 819/95/CE
Borse nazionali per il merito e la mobilità della Fondazione Articolo 34 L. n. 232 del 2016, art. 1, comma 285
Assegni per la collaborazione ad attività di ricerca di università, osservatori, enti pubblici di ricerca, Enea e ASI Appendice istruzioni 730/2026
Borse per vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, orfani e figli L. n. 407 del 1998

Se la tua borsa non è in questo elenco, non è automaticamente tassabile: può esserci una norma speciale. Ma senza una norma precisa, citata nel bando o nella lettera di assegnazione, la regola è la tassazione.

Borse di studio tassabili: master, fondazioni, aziende ed enti bilaterali

Sono tassabili, come redditi assimilati, le borse che non rientrano in un’esenzione: quelle di fondazioni e associazioni private per master o corsi, le borse di enti bilaterali, le borse di ricerca di soggetti privati, i premi di studio per merito pagati da aziende ai figli dei dipendenti o a terzi. Chi le paga, se è sostituto d’imposta, applica la ritenuta e rilascia la Certificazione Unica con l’importo nel punto 1 o 2. Come si compila poi il 730 (righi C1 e C5, giorni, esonero) è spiegato nella guida su tirocinio, stage e borse di studio nel 730.

Borsa esente e reddito di lavoro dipendente insieme

Una borsa esente resta esente anche se nello stesso anno hai uno stipendio, un contratto di collaborazione o un altro reddito. Il reddito di lavoro si dichiara normalmente; la borsa esente non si somma e non cambia le aliquote né le detrazioni. Una borsa tassabile, invece, si somma agli altri redditi e può far salire l’aliquota.

Borsa di studio e figlio fiscalmente a carico

Un figlio resta a carico se il suo reddito complessivo non supera 4.000 euro fino a 24 anni, 2.840,51 euro dopo. Le borse esenti non sono reddito complessivo e non entrano nel conto: le istruzioni del 730 elencano le somme non imponibili da aggiungere per questa verifica (cedolare secca, regime forfetario, retribuzioni di organismi internazionali, quota esente dei frontalieri, mance tassate a parte) e le borse di studio non ci sono. Una borsa tassabile, invece, conta per intero: con 5.000 euro di borsa da una fondazione privata il figlio non è più a carico.

Borse di studio dall’estero

Chi è residente in Italia dichiara anche le borse pagate dall’estero, a meno che non ci sia un’esenzione specifica. Le istruzioni del 730/2026 portano l’esempio delle convenzioni con Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti: se lo studente residente in Italia soggiorna all’estero ed è pagato da un soggetto italiano, la borsa è tassata solo in Italia; se è pagato da un soggetto dello Stato estero, quello Stato può tassarla, ma lo studente la dichiara comunque in Italia e chiede il credito per l’imposta pagata all’estero. Le borse Erasmus+ restano esenti.

Esempio pratico

  • Tizio riceve nel 2025 una borsa di 8.000 euro da una fondazione privata per un master universitario. Nessuna norma la rende esente: è reddito assimilato al lavoro dipendente, la fondazione applica la ritenuta e rilascia la Certificazione Unica. Tizio la riporta nel quadro C del 730/2026. Se invece avesse ricevuto la borsa regionale per il diritto allo studio o una borsa di dottorato universitaria, non avrebbe dovuto indicare nulla.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica 2026, se la borsa è tassabile e l’ente è sostituto d’imposta
  • Bando, contratto o lettera di assegnazione della borsa, con la norma di riferimento
  • Per le borse esenti: il documento che indica la norma di esenzione, da conservare per eventuali controlli
  • Per le borse estere: attestazione delle somme ricevute e dell’eventuale imposta pagata all’estero

Borsa di studio tassabile: come compilare il 730

Scenario. Caio, 26 anni, ha ricevuto nel 2025 una borsa di 6.000 euro da una fondazione privata per un programma di ricerca applicata. Nessuna norma la esenta. La fondazione ha applicato le ritenute e rilasciato la Certificazione Unica.

Come si applica. Caio riporta l’importo della CU in uno dei righi da C1 a C3 del 730/2026, con il codice 2 (redditi di lavoro dipendente e assimilati) nella colonna 1, e le ritenute nel rigo C9. Nel rigo C5 indica i giorni: per le borse di studio sono quelli del periodo di studio per cui la borsa è stata concessa. Se la borsa premia il rendimento scolastico o accademico la detrazione spetta per l’intero anno; se è legata alla frequenza di un corso, per il periodo di frequenza obbligatoria.

In pratica

  • Prendi la Certificazione Unica e riporta reddito e ritenute nel quadro C.
  • I giorni del rigo C5 seguono il periodo di studio, non le date dei pagamenti.
  • L’imposta la calcola chi presta l’assistenza fiscale (CAF, professionista o sostituto).

Borsa di studio esente: cosa fare

Scenario. Sempronia, dottoranda, ha percepito nel 2025 la borsa di dottorato dell’università, esente per legge. Ha ricevuto l’importo senza ritenute IRPEF.

Come si applica. La borsa esente non va nel 730. Se Sempronia non ha altri redditi, non è tenuta a presentare la dichiarazione: le istruzioni del 730/2026 indicano tra i casi di esonero chi possiede solo redditi esenti, come «alcune borse di studio». Conviene conservare il bando o il decreto che indica la norma di esenzione.

In pratica

  • Non inserire la borsa esente nel quadro C: non è reddito imponibile.
  • Conserva la documentazione che indica la norma di esenzione.
  • Se hai dubbi, chiedi all’ente erogatore quale norma applica: l’assenza di ritenute da sola non prova l’esenzione.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

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Domande frequenti

Le borse di studio vanno dichiarate nel 730?

Solo quelle tassabili. Una borsa è esente se una norma lo prevede (per esempio borse regionali per il diritto allo studio universitario, borse universitarie di dottorato e specializzazione, Erasmus+): in quel caso non si dichiara. Senza una norma di esenzione è reddito assimilato al lavoro dipendente e va nel quadro C.

Come faccio a sapere se la mia borsa di studio è esente?

Cerca la norma nel bando o nella lettera di assegnazione e confrontala con l’elenco delle esenzioni nell’Appendice delle istruzioni del 730. L’assenza di ritenute o di Certificazione Unica da sola non prova l’esenzione: l’ente potrebbe non essere sostituto d’imposta.

La borsa di dottorato è esente IRPEF?

Sì, se è erogata dalle università in base alla legge n. 398 del 1989, come le borse per scuole di specializzazione, perfezionamento e ricerca post-dottorato.

La borsa Erasmus va dichiarata?

No. Le borse di mobilità internazionale Erasmus+ per studenti universitari e AFAM sono esenti per l’intera durata del programma.

Una borsa esente si somma allo stipendio?

No. La borsa esente non entra nel reddito complessivo anche se nello stesso anno hai redditi di lavoro dipendente o di collaborazione, che si dichiarano normalmente.

Mio figlio con una borsa di studio resta a carico?

Se la borsa è esente sì: non conta per il limite di 4.000 euro (fino a 24 anni) o 2.840,51 euro. Se è tassabile conta per intero e può far superare il limite.

Una borsa per un master privato è tassabile?

Di regola sì: le borse di fondazioni o aziende private non rientrano nelle esenzioni previste per le borse universitarie e regionali, salvo una norma specifica.

Se ho ricevuto la borsa da un ente estero devo dichiararla in Italia?

Sì, se sei residente in Italia e non c’è un’esenzione specifica. Se lo Stato estero l’ha tassata, in Italia chiedi il credito per l’imposta pagata all’estero.

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Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.