Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il comma 22 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), in vigore dal 1° gennaio 2026, proroga il bonus mobili alle spese sostenute nel 2026, modificando l’art. 16, comma 2, del d.l. 63/2013 («2024 e 2025» diventa «2024, 2025 e 2026»). La proroga è senza modifiche: tetto di 5.000 euro per unità immobiliare, aliquota unica del 50% e nessun limite al numero di immobili agevolabili. Attenzione a non confondere il comma 22 con il comma 17 della stessa legge, che riduce da quattro a due gli appartamenti destinabili a locazione breve in regime privato (art. 1, comma 595, L. 178/2020): quella norma riguarda gli affitti brevi, non il bonus mobili.

Approfondimento normativo completo: Comma 22 LB26: proroga ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili.

Due case da arredare: come funziona davvero il bonus mobili

La domanda è frequente tra chi possiede più immobili: se ho ristrutturato due case e voglio arredarle entrambe, posso fruire del bonus mobili due volte? La risposta è affermativa. Il tetto di spesa di 5.000 euro non è un limite «per contribuente», ma un limite per unità immobiliare oggetto di intervento edilizio: chi ristruttura due appartamenti dispone di due plafond distinti, per una spesa agevolabile complessiva fino a 10.000 euro e una detrazione totale fino a 5.000 euro (2.500 per casa).

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La vera condizione da rispettare, per ciascun immobile, è il collegamento con un intervento di recupero del patrimonio edilizio: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sulla singola unità, oppure manutenzione anche ordinaria sulle parti comuni. Per le spese di arredo del 2026 i lavori devono essere iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2025 e comunque prima dell’acquisto dei mobili. L’acquisto va inoltre riferito all’immobile ristrutturato: i mobili comprati per la casa A non possono «appoggiarsi» ai lavori eseguiti sulla casa B.

Non esiste invece alcun limite normativo al numero di appartamenti: chi ha ristrutturato tre o quattro unità immobiliari può fruire del bonus per ognuna, sempre con il tetto di 5.000 euro ciascuna. Ogni detrazione si recupera separatamente in dieci quote annuali di pari importo, con pagamenti tracciabili (bonifico ordinario o carta) e il rispetto delle classi energetiche minime per i grandi elettrodomestici: forni almeno A, lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie almeno E, frigoriferi e congelatori almeno F.

Bonus mobili 2026 su più immobili – regole chiave
Domanda Regola 2026
Spetta per due case? Sì, se ciascuna è oggetto di intervento edilizio agevolabile
Tetto di spesa 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare (plafond autonomi)
Limite di numero immobili Nessuno: conta solo il collegamento lavori-acquisto per ogni casa
Aliquota 50% unica (anche per le seconde case)
Ripartizione 10 rate annuali per ciascun immobile
Inizio lavori (per acquisti 2026) dal 1° gennaio 2025, prima dell’acquisto dei mobili

Caso 1: Tizio ha ristrutturato entrambe le case

Scenario. Tizio ha ristrutturato nel 2026 sia l’abitazione in cui vive sia la casa al mare. Per la prima spende 4.500 euro di mobili, per la seconda 3.000 euro, tutto con carta di credito.

Come si applica. Entrambi gli immobili hanno un intervento edilizio collegato: Tizio ha diritto a due plafond autonomi da 5.000 euro e le due spese vi rientrano per intero. Detrazione sulla prima casa: 4.500 × 50% = 2.250 euro (10 rate da 225 euro). Detrazione sulla casa al mare: 3.000 × 50% = 1.500 euro (10 rate da 150 euro). Beneficio complessivo: 3.750 euro, senza alcuna riduzione per il fatto che la seconda unità non è abitazione principale.

Riepilogo Caso 1

  • Case ristrutturate e arredate: 2
  • Spesa agevolabile: 4.500 + 3.000 = 7.500 euro (entro i due plafond)
  • Detrazione totale: 3.750 euro
  • Rate annue: 225 + 150 = 375 euro complessivi per 10 anni

Caso 2: Caio ha due case ma ne ha ristrutturata una sola

Scenario. Caio possiede due appartamenti. Nel 2026 ristruttura solo il primo; il secondo è in buono stato e viene semplicemente riarredato. Spende 4.000 euro di mobili per il primo e 3.500 euro per il secondo.

Come si applica. Il bonus mobili segue l’intervento edilizio, immobile per immobile. Per il primo appartamento il collegamento c’è: detrazione 4.000 × 50% = 2.000 euro in 10 rate da 200 euro. Per il secondo appartamento non esiste alcun intervento di recupero collegato: la spesa di 3.500 euro non è agevolabile, nemmeno in parte, e non può essere «spostata» sul plafond del primo immobile, che riguarda solo gli arredi destinati a quella casa.

Riepilogo Caso 2

  • Casa 1 (ristrutturata): spesa 4.000 euro, detrazione 2.000 euro
  • Casa 2 (non ristrutturata): spesa 3.500 euro, bonus non spettante
  • Regola: il collegamento lavori-arredo si verifica per ogni singolo immobile

Caso 3: Sempronia ha tre appartamenti ristrutturati

Scenario. Sempronia ha ristrutturato nel 2026 tre appartamenti destinati alla locazione e li arreda spendendo 6.000 euro per il primo, 4.000 euro per il secondo e 3.000 euro per il terzo.

Come si applica. Nessuna norma limita il numero di immobili: Sempronia fruisce del bonus per tutti e tre, ciascuno con il proprio tetto. Primo appartamento: spesa agevolabile 5.000 euro (il tetto taglia l’eccedenza di 1.000), detrazione 2.500 euro. Secondo: 4.000 × 50% = 2.000 euro. Terzo: 3.000 × 50% = 1.500 euro. Beneficio complessivo: 6.000 euro in 10 rate annuali da 600 euro totali. Ogni acquisto deve essere documentato e riferibile allo specifico immobile ristrutturato.

Riepilogo Caso 3

  • Appartamenti ristrutturati e arredati: 3 (nessun limite di numero)
  • Spesa agevolabile: 5.000 + 4.000 + 3.000 = 12.000 euro
  • Detrazione totale: 6.000 euro
  • Rata annua complessiva: 600 euro per 10 anni

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Domande frequenti

Il bonus mobili spetta per due case nello stesso anno?

Sì, purché ciascuna casa sia oggetto di un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato prima dell’acquisto dei mobili (dal 1° gennaio 2025 per gli acquisti 2026). Ogni unità immobiliare ha un tetto autonomo di 5.000 euro: due case ristrutturate valgono fino a 10.000 euro di spesa agevolabile complessiva.

Esiste un limite al numero di appartamenti agevolabili?

No. La disciplina del bonus mobili (art. 16, comma 2, d.l. 63/2013, prorogato dal comma 22 della L. 199/2025) non fissa alcun tetto al numero di immobili per contribuente. Il limite di «due appartamenti» introdotto dal comma 17 della legge di bilancio 2026 riguarda le locazioni brevi (art. 1, comma 595, L. 178/2020), non i bonus edilizi.

Posso usare il plafond non sfruttato di una casa per l’altra?

No. Il tetto di 5.000 euro è legato alla singola unità immobiliare e agli arredi destinati a quella casa: se per il primo appartamento spendi 2.000 euro, i 3.000 euro «residui» non si trasferiscono sull’altro immobile. Ogni acquisto va riferito all’immobile effettivamente ristrutturato e arredato.

Per la seconda casa l’aliquota scende al 36% come per le ristrutturazioni?

No. La distinzione 50%/36% tra abitazione principale e altri immobili riguarda il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus. Il bonus mobili mantiene l’aliquota unica del 50% su qualunque unità abitativa oggetto di intervento, prima o seconda casa che sia.

Cosa devo conservare per documentare due bonus mobili distinti?

Per ciascun immobile: la documentazione che prova l’inizio dei lavori (titolo edilizio o comunicazione, con data anteriore agli acquisti), le fatture o gli scontrini parlanti degli arredi con l’indicazione dei beni, e le ricevute dei pagamenti tracciabili. È buona pratica tenere i giustificativi separati per casa, così da rendere evidente a quale plafond si riferisce ogni spesa.

Da leggere insieme

Domande frequenti

Posso usare il bonus mobili su due appartamenti distinti nel 2026?

Sì. Il comma 17 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) consente di fruire del bonus mobili su un massimo di due appartamenti per contribuente nell'anno d'imposta 2026. La condizione è che ciascuno dei due immobili sia stato oggetto di un intervento di recupero edilizio che preceda o coincida con il primo acquisto agevolato.

Prima della legge di bilancio 2026 quanti appartamenti erano ammessi?

La formulazione previgente dell'art. 1, comma 595, primo periodo, della l. 178/2020 consentiva di fruire del bonus mobili per un massimo di quattro appartamenti. Il comma 17 della legge di bilancio 2026 ha sostituito le parole 'quattro appartamenti' con 'due appartamenti', dimezzando il limite a partire dal 1° gennaio 2026.

Se ho tre case ristrutturate, quale scelgo per massimizzare il bonus?

In assenza di altri vincoli, la scelta ottimale è orientarsi verso i due appartamenti per i quali è stata sostenuta la spesa di arredamento più elevata, in modo da massimizzare la base imponibile agevolabile e quindi la detrazione complessiva. Un professionista può aiutare a valutare anche altri fattori, come la capienza IRPEF e la distribuzione delle rate nel tempo.

Il limite di due appartamenti si applica separatamente a ciascun coniuge?

Il limite di due appartamenti si riferisce a ciascun contribuente singolarmente considerato. In caso di acquisto in comproprietà, ciascun comproprietario può detrarre la propria quota di spesa nei limiti che gli competono. Per la corretta imputazione del bonus in presenza di coniugi o conviventi comproprietari di più immobili è consigliabile una verifica specifica con un professionista.

Il bonus mobili spetta anche se acquisto solo elettrodomestici senza mobili?

Sì. Il bonus riguarda sia i mobili sia i grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore a quella prevista dalla normativa, destinati all'arredo dell'immobile oggetto di recupero edilizio. È quindi possibile fruire del bonus anche acquistando esclusivamente elettrodomestici, purché siano rispettati i requisiti di classe energetica, di collegamento con i lavori edilizi e di pagamento con strumento tracciabile.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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