Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Prassi e linee guida
  4. Casi pratici
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Risposta in chiaro

L’art. 564 c.p. punisce l’incesto commesso in modo che ne derivi pubblico scandalo con un ascendente, discendente, affine in linea retta o con fratello/sorella: senza pubblico scandalo il fatto non è reato. La pena è la reclusione da 1 a 5 anni, aumentata per il maggiorenne che lo commette con un minore di 18 anni; la condanna del genitore comporta la perdita della responsabilità genitoriale.

Art. 564 c.p. – Incesto

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

La pena è della reclusione da due a otto anni nel caso di relazione incestuosa.

Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se l’incesto è commesso da persona maggiore di età con persona minore degli anni diciotto, la pena è aumentata per la persona maggiorenne.

La condanna pronunciata contro il genitore importa la perdita della responsabilità genitoriale o della tutela legale.

Spiegazione

Punisce chi, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o ascendente, con un affine in linea retta, oppure con una sorella o un fratello. La pena è la reclusione (da uno a cinque anni; più grave in caso di relazione incestuosa).

Come funziona e quando si applica

Elemento essenziale e caratterizzante del reato è il pubblico scandalo: in sua assenza il fatto non è punibile ai sensi di questa norma. La disposizione tutela un bene di natura familiare e morale.

Esempio pratico

Il reato di incesto si configura solo quando dal fatto deriva pubblico scandalo; è questo l’elemento che la norma espressamente richiede.

Domande frequenti

L’incesto è reato in Italia?

È punito dall’art. 564 c.p. solo se dal fatto deriva pubblico scandalo: è questo l’elemento essenziale richiesto dalla norma.

Norme collegate

Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

In sintesi

  • L'art. 564 c.p. punisce chi commette incesto con un discendente o un ascendente, con un affine in linea retta o con una sorella o un fratello, in modo che ne derivi pubblico scandalo.
  • Pena: reclusione da uno a cinque anni; da due a otto anni nel caso di relazione incestuosa.
  • Se l'incesto è commesso da un maggiorenne con un minore degli anni diciotto, la pena è aumentata per il maggiorenne.
  • La condanna del genitore comporta la perdita della responsabilità genitoriale o della tutela legale.
Indice dei contenuti

L'incesto tra parenti in linea retta, quando provoca pubblico scandalo, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Ratio

L'articolo 564 codice penale tutela l'integrità morale della famiglia e il sano sviluppo della convivenza domestica. Affonda radici nella concezione di ordine pubblico morale, dove i vincoli di sangue e affinità devono restare preservati da contaminazioni sessuali. Il requisito del 'pubblico scandalo' rappresenta una clausola di offensività, esigendo che la violazione non resti meramente privata bensì generi turbamento nel contesto sociale.

Analisi

Il primo comma punisce l'incesto in modo che ne derivi pubblico scandalo. I soggetti passivi sono: discendenti diretti, ascendenti diretti, affini in linea retta (coniuge, suoceri), fratelli e sorelle. Il secondo comma eleva la pena a reclusione 2-8 anni nel caso di relazione incestuosa stabile (elemento di durata). Il terzo comma contiene l'aggravante fondamentale: se l'autore è maggiorenne e la vittima minore di 18 anni, la pena aumenta per il maggiorenne. Il medesimo comma prescrive che la condanna comporta perdita automatica della patria potestà o tutela legale, elemento sanzionatorio accessorio di notevole impatto.

Quando si applica

Ricorre quando un individuo intrattenga relazioni sessuali con un parente in grado di parentela vietato, purché emerga il pubblico scandalo (diffusione del fatto, reazione della comunità). Esempi: rapporto padre-figlia, nonno-nipote, fratello-sorella, relazione con affine in linea retta. Se la relazione è stabile e nota (convivenza, relazione pubblica), l'elemento di scandalo si presume agevolmente. Se occultata completamente, il pubblico scandalo potrebbe mancare, escludendo la tipicità.

Connessioni

L'articolo opera in continuità logica con l'art. 563 (corruzione della gioventù), l'art. 572 (maltrattamenti in famiglia) e l'art. 573 (sottrazione di minori). Si raccorda inoltre agli artt. 582-583 (lesioni personali), con i quali condivide il paradigma della tutela dell'integrità personale, salvo che qui il focus è il danno morale-familiare. Rimanda inoltre alle disposizioni di legge sulla patria potestà (codice civile artt. 330, 332) per gli effetti sulla genitorialità.

Prassi e linee guida

Casi pratici

Caso 1

Tizio, 45 anni, intreccia relazione stabile con la propria figlia maggiore di età. La convivenza è nota al vicinato e occasione di commenti negativi ripetuti. Il fatto è portato a conoscenza della polizia attraverso segnalazione di terzi. Ricorre il pubblico scandalo e la relazione, ancorché con persona maggiore, integra l'articolo 564 comma 1. Se la figlia avesse avuto 16 anni al momento di inizio della relazione, per il maggiorenne scatterebbe l'aggravante e la perdita della patria potestà su eventuali altri figli.

Caso 2

Caio e sua sorella Sempronia, entrambi maggiorenni, vivono relazione incestuosa in modo riservato. La loro convivenza non è nota pubblicamente e il fatto viene scoperto solo per denuncia di uno stretto parente. La giurisprudenza dibatte se, in assenza di divulgazione al di fuori della stretta famiglia, sussista il 'pubblico scandalo'. In linea di massima, la sola segnalazione a organi di polizia non crea automaticamente il necessario turbamento pubblico; la condotta rimanrebbe impunita per difetto del requisito tipico, salvo che poi emerga una diffusione effettiva del fatto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 9 maggio 2026
Fonti consultate: 2 fonti verificate
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.