Indice
In sintesi
- L'art. 46 TUI istituisce la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie presso la Presidenza del Consiglio.
- Funzioni: consulenza al Governo sulla politica migratoria, monitoraggio, indirizzo sulle questioni di integrazione, partecipazione.
- Composizione: rappresentanti di amministrazioni statali (ministeri), Regioni, Enti locali, parti sociali, associazioni di immigrati e del terzo settore.
- Esprime pareri su atti normativi, programmi, piani; produce relazioni annuali sullo stato dell'immigrazione.
- Si coordina con l'Organismo Nazionale di Coordinamento per le politiche di integrazione sociale ex art. 47 TUI.
- Strumento di partecipazione delle comunità di immigrati alle politiche che li riguardano: principio democratico e di sussidiarietà.
Testo dell'articoloVigente
1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituita la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Una consulta multistakeholder
L'art. 46 del T.U. Immigrazione istituisce la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie, organismo consultivo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le Politiche del Lavoro e dell'Inclusione Sociale, oggi Ministero del Lavoro). La Consulta riflette il principio della governance multistakeholder delle politiche migratorie: nessun attore singolo (Stato, Regioni, associazioni, comunità di immigrati) può autonomamente gestire una materia così complessa. È sede di confronto istituzionale e di formulazione di proposte.
Funzioni consultive e di indirizzo
La Consulta esercita: (a) funzioni consultive: esprime pareri al Governo su atti normativi (decreti, regolamenti), su programmi pluriennali, su decisioni rilevanti in materia migratoria; (b) funzioni di monitoraggio: produce relazioni periodiche sullo stato dell'immigrazione in Italia (presenze, integrazione, criticità), in cooperazione con ISTAT, Caritas, IDOS; (c) funzioni di indirizzo: formula proposte e raccomandazioni al Governo e al Parlamento su orientamenti strategici. Il documento programmatico triennale ex art. 3 TUI è uno dei principali atti su cui la Consulta esprime parere.
Composizione multilivello
La Consulta è composta da rappresentanti di: (a) amministrazioni statali (Ministeri Interno, Lavoro, Esteri, Salute, Istruzione, Giustizia, Affari Regionali); (b) Regioni (designati dalla Conferenza dei Presidenti); (c) Enti locali (ANCI, UPI); (d) parti sociali (Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura, CGIL, CISL, UIL); (e) associazioni del terzo settore (Caritas, Comunità di Sant'Egidio, Save the Children, ASGI, ARCI); (f) rappresentanti di comunità di immigrati, indicati dalle organizzazioni più rappresentative. La presidenza è del Ministro del Lavoro o suo delegato.
Pareri e relazioni
I pareri della Consulta sono pubblicati e possono essere consultati. Le relazioni annuali sullo stato dell'immigrazione sono documenti di riferimento per l'analisi delle dinamiche migratorie e per la valutazione delle politiche. Le proposte della Consulta sono trasmesse al Governo e al Parlamento. Pur non vincolanti, godono di significativo peso politico-istituzionale, soprattutto in occasione di riforme normative. Le sessioni plenarie sono periodiche (semestrali); operano gruppi tematici (lavoro, istruzione, integrazione, accoglienza, religione).
Coordinamento con altri organismi
La Consulta si coordina con: (a) Organismo Nazionale di Coordinamento per le politiche di integrazione (art. 47 TUI): organi di lavoro tecnico; (b) Comitato per i Minori Stranieri (art. 33 TUI): per le questioni dei minori; (c) UNAR: per la discriminazione; (d) Dipartimento Pari Opportunità: per anti-tratta e violenza di genere; (e) Conferenza Stato-Regioni: per le competenze territoriali. La rete istituzionale è complessa ma necessariamente articolata.
Profili evolutivi e criticità
La Consulta ha subito alterne fortune: in alcuni periodi attivamente coinvolta nei processi normativi, in altri marginale. Le riforme normative ne hanno talora ridotto il ruolo (D.L. 113/2018, D.L. 145/2024), ridefinendone la composizione. Tuttavia il principio della partecipazione degli stranieri alle politiche che li riguardano è valorizzato dal diritto europeo (Convenzione di Strasburgo 1992) e dalla giurisprudenza CGUE. La Consulta resta uno strumento istituzionale di riferimento, con potenzialità non sempre pienamente sfruttate.
Massime giurisprudenziali
Cass. SS.UU., sent. n. 9217/2016
Perché è importante: Cittadinanza dello straniero
Prassi e linee guida
Integrazione · Integrazione e politiche per gli stranieri
Min. Interno
Hub del Ministero dell'Interno su politiche di integrazione, cittadinanza e dialogo interculturale.
Leggi il documento su www.interno.gov.itPiani nazionali · Piano integrazione
Governo
Piani e indirizzi nazionali del Governo per l'integrazione dei cittadini stranieri.
Leggi il documento su www.governo.itCasi pratici
Caso 1: Tizio: rappresentante comunità marocchina
Tizio, dirigente associazione comunitaria marocchina, è designato membro della Consulta. Partecipa alle sessioni e propone misure su seconda generazione, ricongiungimenti, formazione professionale.
Caso 2: Caia: ANCI nella Consulta
Caia, sindaca di città media, rappresenta ANCI nella Consulta. Solleva problemi di accoglienza nei piccoli comuni, propone protocollo tra Stato e ANCI per ripartizione equilibrata.
Caso 3: Sempronio: parere su riforma
Sempronio, in Consulta come rappresentante Caritas, contribuisce al parere sulla riforma dei decreti flussi: ampliamento quote, semplificazione SUI, tutele per agricoltura.
Caso 4: Commento applicativo
La Consulta dell'art. 46 TUI è organo multistakeholder presso la Presidenza del Consiglio: amministrazioni, Regioni, Enti locali, parti sociali, terzo settore, comunità di immigrati. Pareri al Governo, relazioni annuali, indirizzo strategico. Coordinamento con artt. 33, 47, UNAR, Conferenza Stato-Regioni.
Domande frequenti
Cos'è la Consulta dell'art. 46 TUI?
Organismo consultivo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ministero del Lavoro), che riunisce amministrazioni, Regioni, Enti locali, parti sociali, terzo settore, comunità di immigrati per consulenza sulle politiche migratorie.
Quali sono le sue funzioni?
Pareri al Governo su atti normativi e programmi; monitoraggio dello stato dell'immigrazione tramite relazioni annuali; indirizzo strategico al Governo e al Parlamento; consulenza sul documento programmatico triennale ex art. 3 TUI.
Chi siede nella Consulta?
Ministeri (Interno, Lavoro, Esteri, Salute, Istruzione, Giustizia), Regioni, ANCI, UPI, parti sociali (Confindustria, CGIL, CISL, UIL), associazioni del terzo settore (Caritas, Save the Children, ASGI), rappresentanti di comunità di immigrati.
I pareri sono vincolanti?
No, sono atti consultivi. Tuttavia godono di significativo peso politico-istituzionale, soprattutto in occasione di riforme normative. Le relazioni annuali sullo stato dell'immigrazione sono documenti di riferimento.
Come si coordina con altri organismi?
Con il Comitato per i Minori Stranieri (art. 33), l'Organismo Nazionale di Coordinamento (art. 47), l'UNAR, il Dipartimento Pari Opportunità, la Conferenza Stato-Regioni. Rete istituzionale articolata.
Vedi anche