Art. 2393 BIS c.c. Azione sociale di responsabilità esercitata
In vigore
dai soci L’azione sociale di responsabilità può essere esercitata anche dai soci che rappresentino almeno un quinto del capitale sociale o la diversa misura prevista nello statuto, comunque non superiore al terzo. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, l’azione di cui al comma precedente può essere esercitata dai soci che rappresentino un quarantesimo (1) del capitale sociale o la minore misura prevista nello statuto. La società deve essere chiamata in giudizio e l’atto di citazione è ad essa notificato anche in persona del presidente dell’organo di controllo (2). I soci che intendono promuovere l’azione nominano, a maggioranza del capitale posseduto, uno o più rappresentanti comuni per l’esercizio dell’azione e per il compimento degli atti conseguenti. In caso di accoglimento della domanda, la società rimborsa agli attori le spese del giudizio e quelle sopportate nell’accertamento dei fatti che il giudice non abbia posto a carico dei soccombenti o che non sia possibile recuperare a seguito della loro escussione. I soci che hanno agito possono rinunciare all’azione o transigerla; ogni corrispettivo per la rinuncia o transazione deve andare a vantaggio della società. Si applica all’azione prevista dal presente articolo l’ultimo comma dell’articolo precedente.
In sintesi
I soci possono esercitare un'azione di responsabilità contro amministratori se rappresentano una frazione minima di capitale stabilita dalla legge.
Ratio
La norma mira a incentivare il controllo diffuso sulla gestione amministrativa, permettendo ai soci di minoranza di agire in tutela del patrimonio sociale. Riduce le soglie minime di partecipazione rispetto alle azioni individuali, democratizzando l'accesso alla giustizia civile per violazioni amministrative.
Analisi
L'azione sociale è distinta dall'azione individuale: non verte su danni personali ai soci, bensì su danni al patrimonio della società. La legge prevede due soglie: quella generale (un quinto del capitale) e quella per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (un quarantesimo). Lo statuto può abbassare ulteriormente tali frazioni, incentivando l'esercizio. I soci attori devono nominare collettivamente uno o più rappresentanti comuni (maggioranza del capitale posseduto) per evitare frammentazione procedurale.
Quando si applica
Si applica quando soci rappresentanti la frazione legale desiderano agire per conseguenze dannose derivanti da atti amministrativi violativi della legge, dello statuto o dei principi di corretta gestione. Rientra nelle azioni di responsabilità amministratori ex art. 2391 c.c., con peculiarità procedurali e di ripartizione del danno.
Connessioni
L'articolo si coordina con l'art. 2391 c.c. (responsabilità amministratori), l'art. 2393 c.c. (criteri di imputabilità), e l'art. 2393-bis c.c. (diritto di azione del singolo socio). Richiama anche l'art. 2364-bis c.c. su convocazione assemblea e rendicontazione amministrativa.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra azione sociale e azione individuale di responsabilità?
L'azione sociale è esercitata dai soci nel loro interesse collettivo per tutelare il patrimonio societario; il danno va alla società. L'azione individuale è esperita da un singolo socio per danni personali derivanti da un atto amministrativo (es., violazione dei diritti di azionista).
Possono essere combinati i capitali di soci diversi per raggiungere la soglia minima?
Sì. La legge richiede che 'soci che rappresentino' una frazione del capitale: è una condizione cumulativa. Più soci possono aggregarsi, purché il loro capitale complessivo raggiunga il quinto (o il quarantesimo per le quotate).
Cosa accade se i soci transigono con gli amministratori?
La transazione (scambio totale o parziale di diritti) è ammessa, ma ogni corrispettivo deve andare a vantaggio della società, non ai soci personalmente. Diversamente, la transazione è inefficace quanto al profilo della legittimità.
Chi paga le spese del processo se i soci vincono?
La società rimborsa ai soci attori le spese del giudizio e quelle sopportate per l'accertamento dei fatti, salvo quanto il giudice ponga a carico dei soccombenti (amministratori) o non sia possibile escutere.
Lo statuto può fissare una soglia più alta del quinto?
La legge vieta soglie superiori al terzo del capitale. Lo statuto può abbassare il quinto, non innalzarlo oltre il terzo. Per le quotate, il minimo è il quarantesimo se lo statuto non diversamente prevede.
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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