Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 192 quinquies D.Lgs. 58/1998 (TUF) – Sanzioni amministrative in tema di operazioni con parti correlate

In vigore dal 01/07/1998

1. Nei confronti delle società quotate nei mercati regolamentati che violano l’ articolo 2391-bis del codice civile e le relative disposizioni di attuazione adottate dalla Consob ai sensi del medesimo articolo, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro ((dieci milioni)) . ((98))

2. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni indicate nel comma 1, nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e di direzione si applica, nei casi previsti dall’articolo 190-bis, comma 1, lettera a), una sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro ((un milione e cinquecentomila)) . ((98))

In sintesi

  • L'art. 192-quinquies del TUF sanziona le società quotate che violano l'art. 2391-bis c.c. e le relative disposizioni attuative della Consob in tema di operazioni con parti correlate.
  • Per la società è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a dieci milioni di euro.
  • Per gli esponenti aziendali con funzioni di amministrazione e direzione è prevista una sanzione da cinquemila a un milione e cinquecentomila euro, nei casi dell'art. 190-bis, comma 1, lett. a).
  • Tutela la trasparenza e la correttezza delle operazioni con parti correlate e l'integrità del mercato.
  • Opera la clausola di sussidiarietà: “salvo che il fatto costituisca reato”.
Indice dei contenuti

L'art. 192-quinquies del Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58) presidia, sul versante amministrativo, la disciplina delle operazioni con parti correlate delle società quotate. La norma sanziona la violazione dell'art. 2391-bis del codice civile e delle relative disposizioni di attuazione adottate dalla Consob, esprimendo l'esigenza di garantire la trasparenza e la correttezza di operazioni che, per la presenza di un soggetto correlato, presentano un fisiologico rischio di conflitto di interessi. Si tratta di un tassello del complesso apparato sanzionatorio amministrativo del TUF, volto a tutelare il mercato e gli investitori.

La materia delle operazioni con parti correlate

Le operazioni con parti correlate sono quelle concluse da una società con soggetti ad essa legati da particolari relazioni, suscettibili di influenzarne le condizioni. L'art. 2391-bis c.c. impone agli organi di amministrazione delle società quotate di adottare regole idonee ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale di tali operazioni, secondo i principi stabiliti dalla Consob. La ratio è prevenire il rischio che il soggetto correlato approfitti della propria posizione a danno della società e degli azionisti.

La sanzione a carico della società

Il primo comma colpisce le società quotate nei mercati regolamentati che violano l'art. 2391-bis e le relative disposizioni di attuazione della Consob, prevedendo una sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro dieci milioni. L'ampiezza della forbice edittale consente di modulare la sanzione in funzione della gravità della violazione e delle dimensioni dell'ente, secondo i criteri generali. La previsione di una sanzione a carico della società valorizza la responsabilizzazione dell'ente nell'adozione e nel rispetto delle procedure.

La sanzione a carico degli esponenti

Il secondo comma estende la responsabilità sanzionatoria ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e di direzione, nei casi previsti dall'art. 190-bis, comma 1, lettera a), prevedendo una sanzione da euro cinquemila a euro un milione e cinquecentomila. La norma realizza così un duplice livello di responsabilità: quello dell'ente e quello delle persone fisiche che ne governano l'attività. Il richiamo all'art. 190-bis circoscrive l'applicabilità della sanzione personale ai casi in cui la condotta degli esponenti assuma specifico rilievo.

La clausola di sussidiarietà

Il secondo comma si apre con la clausola "salvo che il fatto costituisca reato". La previsione segna il confine tra l'illecito amministrativo e quello penale: ove la medesima condotta integri una fattispecie di reato, prevale la disciplina penale. La clausola di sussidiarietà evita la duplicazione sanzionatoria e raccorda l'apparato amministrativo del TUF con il sistema penale, riservando a quest'ultimo le condotte di maggiore offensività.

Il ruolo della Consob

La disposizione attribuisce un rilievo centrale alle disposizioni di attuazione adottate dalla Consob ai sensi dell'art. 2391-bis c.c. La violazione sanzionata non è soltanto quella della norma codicistica, ma anche quella della regolamentazione secondaria dettata dall'Autorità di vigilanza, che individua in concreto i presidi di trasparenza e correttezza. In linea generale, ciò attribuisce alla Consob un ruolo nodale nella definizione degli obblighi e nel relativo controllo.

La funzione di tutela del mercato

In definitiva, l'art. 192-quinquies tutela la trasparenza e la correttezza del governo societario delle quotate, presidiando con sanzione amministrativa il rispetto delle regole sulle operazioni con parti correlate. La norma protegge l'integrità del mercato, la fiducia degli investitori e gli interessi degli azionisti, in particolare di quelli di minoranza, esposti al rischio che le operazioni con soggetti correlati siano concluse a condizioni non eque. Si inserisce così nel più ampio disegno di tutela del corretto funzionamento dei mercati finanziari e del buon governo delle società che vi fanno appello.

La struttura della responsabilità: ente e persone fisiche

Uno degli aspetti più significativi della norma è la previsione di una responsabilità su due livelli: quello della società quotata, sanzionata per la violazione delle regole sulle parti correlate, e quello degli esponenti aziendali con funzioni di amministrazione e direzione, sanzionati nei casi indicati. Questa architettura riflette l'orientamento del sistema sanzionatorio finanziario verso la responsabilizzazione tanto dell'organizzazione quanto delle persone fisiche che ne determinano le scelte. Il duplice livello rafforza l'effetto deterrente e mira a colpire la violazione nella sua dimensione tanto strutturale quanto individuale.

Il rinvio all'art. 190-bis e i criteri di commisurazione

La sanzione a carico degli esponenti opera nei casi previsti dall'art. 190-bis, comma 1, lettera a), che circoscrive la responsabilità personale alle ipotesi in cui la condotta individuale assuma specifico rilievo, secondo i criteri di imputazione propri del sistema. Tale rinvio risponde all'esigenza di non sanzionare automaticamente le persone fisiche per ogni violazione dell'ente, ma di riservare la sanzione personale alle situazioni in cui sia ravvisabile un contributo qualificato. La tecnica adottata realizza un equilibrio tra effettività della repressione e proporzionalità del trattamento. A valle dell'imputazione si pone poi la commisurazione: l'ampiezza delle forbici edittali - da diecimila a dieci milioni di euro per la società e da cinquemila a un milione e cinquecentomila euro per gli esponenti - impone un'attenta determinazione. In linea generale, essa tiene conto della gravità della violazione, del grado di responsabilità, della capacità economica del trasgressore, dei vantaggi conseguiti e di ogni altra circostanza rilevante, secondo i criteri che presiedono all'irrogazione delle sanzioni amministrative del TUF. La graduazione assicura che la risposta sanzionatoria sia proporzionata alla concreta offensività della condotta.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Che cosa sanziona l'art. 192-quinquies TUF?

Sanziona le società quotate che violano l'art. 2391-bis c.c. e le relative disposizioni di attuazione della Consob in materia di operazioni con parti correlate.

Qual è la sanzione a carico della società?

Una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a dieci milioni di euro, graduabile in funzione della gravità della violazione.

Sono sanzionabili anche gli amministratori?

Sì. Per i soggetti con funzioni di amministrazione e direzione è prevista, nei casi dell'art. 190-bis, comma 1, lett. a), una sanzione da cinquemila a un milione e cinquecentomila euro.

Cosa significa la clausola 'salvo che il fatto costituisca reato'?

È una clausola di sussidiarietà: se la condotta integra un reato prevale la disciplina penale, evitando la duplicazione sanzionatoria.

Quale interesse protegge la norma?

Protegge la trasparenza e la correttezza delle operazioni con parti correlate, l'integrità del mercato e gli interessi degli azionisti, specie di minoranza.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Fonti consultate: 3 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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