In sintesi
- La Consob stabilisce le forme di pubblicità dei codici di comportamento in materia di governo societario promossi da gestori del mercato o da associazioni di categoria.
- La norma consente la diffusione trasparente dei codici di autodisciplina applicabili alle società quotate italiane.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 124 ter D.Lgs. 58/1998 (TUF) – (Informazione relativa ai codici di comportamento)
In vigore dal 01/07/1998
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1. La Consob, negli ambiti di propria competenza, stabilisce le forme di pubblicità cui sono sottoposti i codici di comportamento in materia di governo societario promossi da società di gestione del mercato o da associazioni di categoria. ))
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
La trasparenza sui codici di autodisciplina nella corporate governance
L’art. 124-ter TUF attribuisce alla Consob il compito di stabilire le forme di pubblicità dei codici di comportamento in materia di governo societario promossi da gestori del mercato (es. Borsa Italiana S.p.A.) o da associazioni di categoria (es. associazioni di emittenti, Confindustria). Si tratta di un’attuazione del principio «comply or explain» applicato alla disclosure sui codici di autodisciplina: gli emittenti devono indicare nella relazione sul governo societario (art. 123-bis TUF) a quale codice aderiscono e, per i punti di non conformità, spiegare le ragioni della non applicazione.
I codici di comportamento sulla corporate governance più rilevanti in Italia sono:
Il Codice di Corporate Governance: promosso dal Comitato per la Corporate Governance con il supporto di Borsa Italiana, Assonime e Confindustria, contiene principi e raccomandazioni su composizione e funzionamento del consiglio di amministrazione, indipendenza degli amministratori, remunerazione, gestione del rischio e sustainability. Gli emittenti quotati che aderiscono al Codice devono indicare nella propria relazione sulla governance il grado di adesione ai singoli principi e raccomandazioni.
La funzione della Consob ai sensi dell’art. 124-ter è quella di garantire che i codici siano adeguatamente pubblicizzati e accessibili: stabilendo le forme di pubblicità (sito Internet della Consob, dell’emittente, del gestore del mercato), la Consob garantisce che gli investitori possano facilmente identificare il codice applicabile e verificare il grado di conformità di ciascun emittente.
Domande frequenti
Qual è il principale codice di autodisciplina sulla governance per le società quotate italiane?
Il Codice di Corporate Governance italiano, promosso dal Comitato per la Corporate Governance con il supporto di Borsa Italiana, Assonime e Confindustria. Contiene principi e raccomandazioni su consiglio di amministrazione, indipendenza, remunerazione, rischio e sostenibilità.
Un emittente quotato è obbligato ad aderire a un codice di governance?
No, l’adesione è volontaria. Tuttavia, la relazione sul governo societario (art. 123-bis TUF) deve indicare a quale codice la società aderisce e, per i punti di non conformità, spiegare le ragioni (meccanismo comply or explain). Il mancato riferimento a qualsiasi codice sarebbe insolito e oggetto di attenzione degli investitori.
Come si accede ai codici di governance rilevanti per le quotate italiane?
La Consob stabilisce le forme di pubblicità applicabili ai codici: tipicamente sono pubblicati sui siti Internet del Comitato per la Corporate Governance, di Borsa Italiana e della Consob, garantendo la massima accessibilità agli investitori e agli stakeholder.