Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 105 c.c. – Matrimonio del Re Imperatore e dei Principi Reali

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Le disposizioni di questa sezione e della precedente non si applicano al Re Imperatore e alla Famiglia Reale.

In sintesi

  • L'art. 105 c.c. escludeva l'applicazione delle norme sulle pubblicazioni e sulle opposizioni al matrimonio al Re Imperatore e alla Famiglia Reale.
  • La disposizione riflette l'assetto monarchico vigente al momento dell'emanazione del Codice civile del 1942.
  • Con l'avvento della Repubblica (1946) e la Costituzione (1948) il presupposto soggettivo della norma è venuto meno.
  • La disposizione è oggi priva di portata applicativa: è una previsione storicamente superata.
  • Ha valore esclusivamente documentale e di interesse storico-giuridico.
Indice dei contenuti

Il Codice civile del 1942 reca ancora oggi tracce dell'assetto istituzionale in cui fu emanato. L'art. 105 c.c. ne è un esempio significativo: una disposizione concepita per un ordinamento monarchico e priva, nel sistema repubblicano, di ogni concreta portata applicativa. Esaminarla significa ripercorrere l'evoluzione dell'ordinamento e cogliere come il principio di uguaglianza abbia progressivamente eroso ogni statuto differenziato fondato sul rango. La norma conserva oggi un valore esclusivamente documentale e storico-giuridico.

Una norma di interesse storico

L'art. 105 c.c. appartiene alle disposizioni del Codice civile del 1942 che recano traccia dell'assetto istituzionale dell'epoca, anteriore alla nascita della Repubblica. La disposizione escludeva l'applicazione delle norme della sezione e di quella precedente, relative alle pubblicazioni e alle opposizioni al matrimonio, al Re Imperatore e alla Famiglia Reale. Si tratta di una previsione che, pur formalmente presente nel testo, ha perso da tempo ogni concreta portata applicativa per il radicale mutamento del quadro costituzionale. Va perciò letta come testimonianza storica, non come regola operante.

Il contesto istituzionale del 1942

Al momento dell'entrata in vigore del Codice civile, l'ordinamento italiano era una monarchia e il Capo dello Stato era il Re, cui si attribuiva anche il titolo di Imperatore. In quel contesto, alla Famiglia Reale era riconosciuto uno statuto particolare, che giustificava la sottrazione di alcuni atti, tra cui il matrimonio, alle regole comuni in materia di pubblicazioni e opposizioni. La disposizione si inseriva in un sistema di prerogative collegate alla forma di governo monarchica, oggi non più esistente.

Il superamento con l'avvento della Repubblica

Il referendum istituzionale del 1946 e l'entrata in vigore della Costituzione repubblicana il 1° gennaio 1948 hanno mutato radicalmente la forma di Stato. Con la fine della monarchia è venuto meno il presupposto soggettivo della norma: non esistono più il Re Imperatore né una Famiglia Reale titolare di prerogative nell'ordinamento. La disposizione transitoria XIII della Costituzione ha inoltre dettato specifiche previsioni nei confronti dei membri e dei discendenti di Casa Savoia, confermando il definitivo abbandono dell'assetto cui l'art. 105 faceva riferimento.

L'irrilevanza applicativa attuale

Per effetto del mutamento costituzionale, l'art. 105 c.c. è privo di portata applicativa. Non vi sono soggetti cui la deroga possa riferirsi e le regole comuni sulle pubblicazioni e sulle opposizioni al matrimonio si applicano oggi a tutti i cittadini senza eccezioni di rango. La norma è dunque tacitamente superata: pur formalmente presente nel codice, non produce alcun effetto e non può fondare alcuna deroga al regime ordinario del matrimonio.

Il valore documentale della disposizione

La permanenza di una norma di questo tipo nel testo codicistico ha un significato essenzialmente documentale. Essa offre una testimonianza dell'evoluzione dell'ordinamento e della stratificazione storica del Codice civile, che pur essendo stato emanato in epoca monarchica ha attraversato il passaggio alla Repubblica conservando in molte parti la propria struttura. Lo studio di simili disposizioni è utile per comprendere come il diritto rifletta i mutamenti istituzionali e come il principio di uguaglianza abbia progressivamente eroso ogni statuto differenziato fondato sul rango.

Il principio di uguaglianza come chiave di lettura

La vicenda dell'art. 105 c.c. va inquadrata alla luce del principio di uguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione, che vieta distinzioni fondate, tra l'altro, sulle condizioni personali e sociali. In un ordinamento repubblicano e democratico non possono sopravvivere prerogative collegate al rango dinastico in materia di stato civile. La disposizione, letta oggi, conferma a contrario la centralità dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge anche nella disciplina degli atti relativi alla persona e alla famiglia.

Domande frequenti

L'art. 105 c.c. è ancora applicabile?

No. Con l'avvento della Repubblica è venuto meno il presupposto soggettivo della norma: non esistono più il Re Imperatore né una Famiglia Reale. La disposizione è storicamente superata e priva di portata applicativa.

Che cosa prevedeva la norma?

Escludeva l'applicazione delle regole sulle pubblicazioni e sulle opposizioni al matrimonio al Re Imperatore e alla Famiglia Reale, in coerenza con l'assetto monarchico del 1942.

Perché la norma è ancora presente nel codice?

Per ragioni di stratificazione storica del testo. Ha oggi valore esclusivamente documentale e di interesse storico-giuridico, senza alcun effetto pratico.

Esistono oggi deroghe alle pubblicazioni di matrimonio per ragioni di rango?

No. In coerenza con il principio di uguaglianza dell'art. 3 Cost., le regole sulle pubblicazioni e sulle opposizioni si applicano a tutti i cittadini senza distinzioni di rango.

Quale norma costituzionale ha inciso sull'assetto richiamato dall'art. 105?

Il passaggio alla Repubblica e la Costituzione del 1948, con la disposizione transitoria XIII relativa a Casa Savoia, hanno definitivamente superato l'assetto monarchico cui la norma faceva riferimento.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Fonti consultate: 1 fonte verificate
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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