← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Quando si cede un credito, la domanda decisiva è una sola: chi sopporta il rischio che il debitore non paghi? La risposta sta nella distinzione tra cessione pro soluto e pro solvendo, due formule che cambiano radicalmente l’operazione (e il prezzo). Ecco la differenza, con le norme.

Il cuore della distinzione: chi rischia l’insolvenza

Tipo Il cedente garantisce Rischio insolvenza del debitore
Pro soluto Solo l’esistenza del credito (nomen verum) A carico del cessionario
Pro solvendo Anche la solvenza del debitore (nomen bonum) A carico del cedente

La cessione pro soluto (art. 1266)

Nella cessione pro soluto, il cedente garantisce soltanto che il credito esiste (nomen verum) al tempo della cessione, se a titolo oneroso (art. 1266 c.c.). Non garantisce che il debitore sia solvibile: se il debitore non paga, è il cessionario a subire la perdita. È la formula tipica quando si vuole trasferire il rischio (es. factoring pro soluto).

La cessione pro solvendo (art. 1267)

Nella cessione pro solvendo, il cedente assume anche la garanzia della solvenza del debitore (nomen bonum): se il debitore ceduto non paga, ne risponde il cedente (art. 1267 c.c.). La garanzia opera però nei limiti di quanto il cedente ha ricevuto, con interessi, spese della cessione e dell’escussione e risarcimento del danno. Inoltre il cessionario deve essersi diligentemente attivato per escutere il debitore.

Come si stabilisce quale sia

La garanzia di solvenza (pro solvendo) non si presume: deve essere espressamente pattuita. In mancanza, la cessione a titolo oneroso è pro soluto con la sola garanzia dell’esistenza del credito (art. 1266). La qualificazione va quindi scritta chiaramente nel contratto.

Riflessi sul prezzo e sul rischio

Le due formule incidono sul prezzo: cedere pro soluto è più “costoso” per il cedente (incassa meno, ma scarica il rischio); pro solvendo gli rende di più, ma resta esposto. È la stessa logica del factoring e dello sconto di crediti.

Spunti pratici

Esempio pratico

Un’impresa cede un credito di 50.000 euro. Se la cessione è pro soluto, garantisce solo che il credito esiste: se il debitore fallisce, la perdita è del cessionario. Se è pro solvendo, l’impresa risponde dell’insolvenza nei limiti di quanto ha incassato dalla cessione, con interessi e spese (art. 1267).

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Quanta IRPEF devi pagare?

Calcola l'IRPEF lorda e netta con scaglioni, aliquote e detrazioni aggiornati, per capire cosa aspettarti dal modello 730.

Apri il calcolatore IRPEF →

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.