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Nel factoring la scelta tra “pro soluto” e “pro solvendo” non è un dettaglio tecnico: decide chi perde se un cliente non paga, e quanto costa l’operazione. Per un’impresa che smobilizza i crediti è la variabile più importante. Ecco le due formule a confronto.
Il punto: chi rischia l’insolvenza del debitore
| Formula | Rischio insolvenza | Funzione prevalente |
|---|---|---|
| Factoring pro soluto | A carico del factor | Finanziamento + garanzia |
| Factoring pro solvendo | A carico dell’impresa cedente | Finanziamento + gestione |
Il factoring pro soluto
Nel pro soluto, il factor assume il rischio dell’insolvenza dei debitori ceduti: se il cliente non paga, la perdita è del factor, non dell’impresa. È la formula che offre anche una funzione di garanzia (oltre a quella finanziaria e gestionale), e per questo ha un costo più alto (commissioni maggiori). Si fonda sulla cessione pro soluto (art. 1266 c.c.: garanzia della sola esistenza del credito).
Il factoring pro solvendo
Nel pro solvendo, il rischio resta sull’impresa cedente: se il debitore non paga, l’impresa deve restituire al factor l’anticipo relativo a quel credito. Il factor offre soprattutto finanziamento (anticipo) e gestione degli incassi, non garanzia. Costa meno, ma l’impresa resta esposta (art. 1267 c.c.).
Impatto contabile e di bilancio
La distinzione ha riflessi anche contabili: nel pro soluto, trasferito sostanzialmente il rischio, i crediti possono essere eliminati dal bilancio (derecognition), migliorando gli indici; nel pro solvendo, trattenendo il rischio, i crediti tendono a restare iscritti. Vanno seguiti i principi contabili applicabili.
Quando conviene l’una o l’altra
- Pro soluto: quando si vuole proteggersi dall’insolvenza di clienti incerti o concentrati, o “pulire” il bilancio dai crediti;
- Pro solvendo: quando i clienti sono affidabili e si cerca soprattutto liquidità a costo contenuto.
Spunti pratici
- Clienti rischiosi? Il pro soluto trasferisce il rischio (ma costa di più).
- Solo liquidità? Il pro solvendo è più economico, ma resti esposto.
- Effetti di bilancio: il pro soluto può consentire la derecognition dei crediti.
- Leggi il contratto: verifica plafond, anticipo %, commissioni e clausole di rivalsa.
Esempio pratico
Un’impresa con un cliente importante ma a rischio sceglie il factoring pro soluto: cede i crediti, incassa l’anticipo e, se il cliente fallisce, la perdita è del factor. Un’altra impresa, con clienti solidi, opta per il pro solvendo: paga commissioni minori, ma se un cliente non pagasse dovrebbe restituire l’anticipo al factor (art. 1267).
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti