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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Qualcuno usa un segno uguale o simile al tuo marchio: è contraffazione. Il Codice della proprietà industriale offre strumenti rapidi e incisivi per fermarla e ottenere il risarcimento, e in certi casi scatta anche la tutela penale. Ecco cosa puoi fare e come.

Quando c’è contraffazione (art. 20 CPI)

Il titolare del marchio può vietare ai terzi di usare nell’attività economica (art. 20 CPI):

Le azioni civili (artt. 124 ss.)

Strumento Funzione
Inibitoria Ordine di cessare l’uso del segno contraffatto (art. 124)
Descrizione e sequestro Misure per acquisire prove e bloccare i prodotti (artt. 129-130)
Ritiro dal commercio / distruzione Rimozione dei prodotti contraffatti
Risarcimento del danno Danno emergente, lucro cessante, retroversione degli utili (art. 125)

Il risarcimento del danno (art. 125)

Il danno si liquida secondo i criteri dell’art. 125 CPI: tenendo conto del lucro cessante, dei benefici realizzati dal contraffattore (retroversione degli utili) e, come parametro minimo, del giusto prezzo del consenso (la “royalty” che il contraffattore avrebbe dovuto pagare per una licenza).

Le misure cautelari urgenti

Prima e durante la causa si possono chiedere misure cautelari: descrizione, sequestro e inibitoria urgente, spesso decisive perché bloccano la contraffazione in tempi brevi e cristallizzano le prove. Competenti sono le sezioni specializzate in materia di impresa.

La tutela penale (art. 473 c.p.)

La contraffazione può integrare reato: l’art. 473 c.p. punisce chi contraffà o altera marchi o segni distintivi registrati; l’art. 474 c.p. punisce l’introduzione e il commercio di prodotti con marchi contraffatti. Sono procedibili d’ufficio e si affiancano alle tutele civili.

Spunti pratici

Esempio pratico

Un’impresa scopre che un concorrente vende prodotti con un logo quasi identico al proprio marchio registrato, creando confusione tra i clienti. Chiede in via cautelare la descrizione e il sequestro della merce, poi l’inibitoria e il risarcimento ex art. 125 (compresa la retroversione degli utili). Trattandosi di marchio registrato contraffatto, valuta anche la denuncia ex art. 473 c.p.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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