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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Due forme di tutela

Un marchio può essere protetto in due modi: con la registrazione, che attribuisce un titolo formale, oppure di fatto, attraverso l’uso effettivo nel mercato. Entrambe ricevono tutela dall’ordinamento, ma con intensità e ampiezza molto diverse.

Il marchio registrato

La registrazione conferisce un diritto di esclusiva opponibile a chiunque, su tutto il territorio per cui è registrato, dalla data di deposito. Facilita enormemente la difesa: il titolare esibisce il titolo e può agire contro chi usa segni confondibili, senza dover provare la notorietà del proprio marchio.

Il marchio di fatto e il preuso

Chi usa un marchio senza registrarlo acquista comunque una tutela basata sul preuso (art. 2571 c.c. e CPI), ma limitata all’ambito territoriale e merceologico in cui il segno ha acquisito notorietà. Il preuso con notorietà non puramente locale può impedire ad altri di registrare validamente lo stesso segno e consente di continuare a usarlo.

Il problema della prova

La differenza pratica più rilevante è probatoria: chi vanta un marchio di fatto deve dimostrare quando ha iniziato a usarlo, dove e con quale notorietà — prova spesso difficile e costosa. Il titolare di un marchio registrato, invece, si avvale della data certa e dell’ambito definito dal titolo.

Perché conviene registrare

Il marchio di fatto è meglio di niente, ma espone a rischi: un terzo potrebbe registrare un segno simile, costringendo a difendersi in giudizio provando il preuso. La registrazione dà certezza, ampiezza di tutela, valore economico (è cedibile e licenziabile) e una difesa molto più semplice.

Esempio pratico

Caio usa da anni un’insegna per la sua attività locale senza registrarla. Un’altra impresa registra un marchio simile e gli intima di smettere. Caio può difendersi provando il preuso, ma solo nei limiti della notorietà raggiunta: se avesse registrato il marchio, avrebbe evitato il contenzioso e protetto il segno ovunque.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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