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Se la tua impresa guarda oltre i confini nazionali, il marchio italiano non basta. Esistono due strade per proteggere il segno all’estero con un’unica procedura: il marchio dell’Unione europea (EUIPO) e il marchio internazionale (sistema di Madrid, OMPI). Questa guida spiega come funzionano, quanto durano e come scegliere tra le due.
Il marchio dell’Unione europea (EUTM)
Disciplinato dal Regolamento (UE) 2017/1001, il marchio UE si deposita presso l’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, ad Alicante) con una sola domanda che produce effetti in tutti i 27 Stati membri. È un titolo unitario: vale e cade per l’intera Unione. Dura dieci anni rinnovabili e segue requisiti analoghi a quelli nazionali (carattere distintivo, novità, liceità).
Il carattere unitario ha un rovescio: se un marchio anteriore in anche un solo Stato membro è in conflitto, l’intera domanda UE può cadere. In tal caso, però, è possibile la conversione in domande nazionali, conservando la data di deposito originaria.
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Il marchio internazionale (sistema di Madrid)
Gestito dall’OMPI di Ginevra sulla base dell’Accordo e del Protocollo di Madrid, consente di estendere un marchio già depositato o registrato in Italia (il «marchio base») a uno o più dei Paesi aderenti, scelti dal titolare. A differenza del marchio UE, non è unitario: è un fascio di registrazioni nazionali, ognuna autonoma.
Attenzione alla dipendenza dal marchio base: se nei primi cinque anni il marchio base italiano cade, cadono anche le estensioni internazionali (cd. central attack). Dopo i cinque anni le estensioni diventano indipendenti.
UE o internazionale? Tabella di scelta
| Profilo | Marchio UE (EUIPO) | Marchio internazionale (OMPI) |
|---|---|---|
| Copertura | 27 Stati UE in blocco | Solo i Paesi scelti (anche extra-UE) |
| Natura | Titolo unitario | Fascio di registrazioni nazionali |
| Marchio base | Non richiesto | Richiesto (italiano o UE) |
| Rischio | Conflitto in 1 Stato fa cadere tutto (ma conversione) | Central attack nei primi 5 anni |
| Ideale per | Chi opera in tutta l’UE | Chi mira a pochi Paesi mirati, anche fuori UE |
La procedura in breve
- Ricerca di anteriorità nei registri pertinenti (EUIPO TMview per l’UE; banche dati OMPI per gli altri Paesi).
- Deposito: per l’UE direttamente all’EUIPO; per l’internazionale tramite l’UIBM, che trasmette all’OMPI.
- Esame e pubblicazione; possibilità di opposizione da parte di titolari di diritti anteriori.
- Registrazione e gestione dei rinnovi decennali.
Errori frequenti
- Scegliere il marchio UE senza una ricerca su tutti gli Stati: basta un conflitto per bloccare tutto.
- Dimenticare la dipendenza quinquennale dal marchio base nel sistema di Madrid.
- Indicare classi diverse da quelle del marchio base nell’estensione internazionale.
La priorità unionista (Convenzione di Parigi)
Chi deposita un marchio in Italia ha sei mesi di tempo per estenderlo all’estero rivendicando la priorità: le domande successive sono trattate come se fossero state depositate alla data del primo deposito. È un meccanismo della Convenzione di Parigi che evita di essere «scavalcati» da chi, nel frattempo, deposita lo stesso segno in un altro Paese. Va dunque pianificata fin dall’inizio la strategia di estensione internazionale.
La procedura del marchio internazionale in dettaglio
- Marchio base: occorre un marchio italiano (o UE) già depositato o registrato.
- Domanda all’UIBM: la domanda internazionale si presenta all’UIBM, che la trasmette all’OMPI verificando la corrispondenza col marchio base.
- Designazione dei Paesi: si scelgono gli Stati aderenti in cui si vuole protezione; si paga in base al numero di designazioni.
- Esame nazionale: ogni Paese designato esamina la domanda secondo la propria legge e può rifiutarla o ammetterla.
- Registrazione: si ottiene un fascio di registrazioni nazionali, ciascuna con vita propria dopo i primi cinque anni.
Brexit e altri scenari
Un caso pratico ricorrente riguarda il Regno Unito: dopo l’uscita dall’UE, il marchio UE non copre più il territorio britannico. Chi vuole protezione nel Regno Unito deve depositare un marchio nazionale UK o designarlo tramite il sistema di Madrid. È l’esempio di come la copertura territoriale vada verificata Paese per Paese, soprattutto fuori dall’Unione.
Tabella dei costi e della convenienza
| Esigenza | Strumento consigliato |
|---|---|
| Solo Italia | Marchio nazionale UIBM |
| Tutta l’UE | Marchio UE (EUIPO) |
| Pochi Paesi mirati extra-UE | Sistema di Madrid (OMPI) |
| UE + alcuni Paesi extra-UE | Marchio UE + designazioni di Madrid |
Spunti pratici
- Se vendi in tutta Europa, il marchio UE è spesso più conveniente di tante domande nazionali.
- Se ti interessano pochi Paesi mirati (es. USA, UK, Svizzera), valuta il sistema di Madrid.
- Conserva un solido marchio base per i primi cinque anni di vita dell’internazionale.
Esempio pratico
Sempronio produce cosmetici e vende online in tutta Europa: gli conviene un marchio UE, unico titolo per 27 Paesi. Tizio, invece, esporta solo in Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti: deposita prima il marchio italiano, poi lo estende a quei tre Paesi con il sistema di Madrid, pagando solo per le designazioni che gli servono.
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Domande frequenti
Cos'è il marchio dell'Unione europea?
Un titolo unitario depositato all'EUIPO che, con un'unica domanda, protegge il segno in tutti i 27 Stati membri (Reg. UE 2017/1001), per dieci anni rinnovabili.
Cos'è il marchio internazionale?
Un'estensione del marchio nazionale o UE ai Paesi aderenti al sistema di Madrid (OMPI): non è unitario ma un fascio di registrazioni nazionali autonome.
Cosa significa che il marchio UE è unitario?
Vale e cade per l'intera Unione: un conflitto in un solo Stato può far cadere l'intera domanda, salvo la conversione in domande nazionali.
Cos'è il central attack nel sistema di Madrid?
Nei primi cinque anni le estensioni internazionali dipendono dal marchio base: se questo cade, cadono anche le estensioni.
Meglio il marchio UE o quello internazionale?
Il marchio UE conviene a chi opera in tutta l'UE; il sistema di Madrid a chi mira a pochi Paesi specifici, anche fuori dall'Unione.