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L’impresa agricola gode di un regime speciale rispetto a quella commerciale: meno adempimenti, una fiscalità particolare e tutele dedicate. Ma per accedervi bisogna rientrare nella definizione di “imprenditore agricolo”. Vediamo i confini.
Chi è l’imprenditore agricolo
È imprenditore agricolo chi esercita una delle attività dell’art. 2135 c.c.: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e le attività connesse. Le prime tre sono attività legate alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico (o di una sua fase) che utilizza il fondo, il bosco o le acque.
Le attività connesse
Sono connesse (art. 2135, comma 3) le attività esercitate dallo stesso imprenditore agricolo dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla propria attività agricola, nonché la fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzo prevalente di attrezzature normalmente impiegate (es. agriturismo, fattorie didattiche). Restano agricole anche se hanno tratti “commerciali”, grazie alla connessione.
| Attività | Esempio |
|---|---|
| Coltivazione del fondo | Cereali, ortaggi, vigneti |
| Allevamento | Bovini, avicoli, ittico |
| Selvicoltura | Gestione del bosco |
| Connesse | Trasformazione, vendita, agriturismo |
Coltivatore diretto e IAP
Due figure rilevanti, soprattutto per agevolazioni e previdenza:
- il coltivatore diretto: chi coltiva il fondo col lavoro proprio e della famiglia, in misura non inferiore a un terzo del fabbisogno;
- l’imprenditore agricolo professionale (IAP): chi dedica all’attività agricola almeno il 50% del tempo di lavoro e ne ricava almeno il 50% del reddito (d.lgs. 99/2004), con specifici benefici (es. agevolazioni sull’acquisto di terreni).
Regime semplificato e fiscalità
L’imprenditore agricolo è esonerato dalle scritture contabili tipiche dell’imprenditore commerciale e si iscrive in una sezione speciale del Registro delle Imprese (art. 2136 c.c. e normativa speciale). Sul piano fiscale, molte attività sono tassate in base al reddito agrario/dominicale (catastale), con un regime IVA particolare per l’agricoltura.
Spunti pratici
- Verifica la “prevalenza” nelle attività connesse: è la chiave per restare agricolo.
- Valuta la qualifica IAP/coltivatore diretto per agevolazioni e previdenza.
- Sfrutta il regime semplificato, ma cura comunque gli adempimenti fiscali agricoli.
Esempio pratico
Un viticoltore coltiva le vigne, vinifica e vende il proprio vino, gestendo anche un agriturismo con i propri prodotti. Tutte queste attività restano agricole come attività connesse (art. 2135, c. 3), purché usi prevalentemente prodotti propri. Da IAP, accede ad agevolazioni dedicate.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti