← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

L’amministratore di SRL ha diritto a un compenso? Chi lo decide e cosa succede se non è stato deliberato? Sono domande frequenti e fonte di contenzioso tra soci e amministratori.

Il diritto al compenso

L’incarico di amministratore si presume oneroso: salvo che la carica sia stata accettata a titolo gratuito, l’amministratore ha diritto a un compenso per l’attività svolta. Il compenso è distinto dall’eventuale rapporto di lavoro e attiene alla carica gestoria.

Chi lo determina

La misura del compenso è stabilita all’atto della nomina o con apposita decisione dei soci (per richiamo dei principi dell’art. 2389 c.c. e dell’art. 2479 c.c.). È bene che la delibera sia chiara e specifica: la giurisprudenza richiede una determinazione effettiva, non implicita, soprattutto per prevenire abusi.

Compenso non deliberato

Se il compenso non è stato deliberato, l’amministratore non può auto-attribuirselo: prelievi non autorizzati possono integrare una distrazione e fondare la responsabilità verso la società (art. 2476 c.c.), oltre a possibili profili fiscali. In mancanza di delibera, l’amministratore può comunque chiedere giudizialmente un compenso congruo per l’attività effettivamente svolta.

La rinuncia al compenso

L’amministratore può rinunciare al compenso, espressamente o per fatti concludenti; la rinuncia deve essere però chiara. La gratuità della carica non si presume: va risultare dallo statuto, dalla nomina o da una rinuncia inequivoca.

Forme del compenso

Il compenso può essere fisso, variabile (legato agli utili), o misto, e può includere benefit. La sua determinazione e congruità rilevano anche sul piano fiscale (deducibilità per la società e tassazione in capo all’amministratore).

Spunti pratici

Esempio pratico

I soci di una SRL deliberano un compenso annuo fisso per l’amministratore unico, verbalizzandolo. L’amministratore, anni dopo, vorrebbe un importo aggiuntivo legato agli utili: senza una nuova delibera dei soci non può attribuirselo, pena la responsabilità verso la società.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.