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Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Straordinario = lavoro oltre l'orario normale; limite di norma 250 ore/anno salvo CCNL.
  • Va pagato con maggiorazione fissata dal CCNL (più alta per notturno/festivo).
  • È di regola volontario: rifiutabile salvo casi di obbligatorietà (forza maggiore, esigenze eccezionali).
  • Limiti rafforzati per gravidanza, minori e alcuni lavoratori notturni.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Si parla di lavoro straordinario quando si lavora oltre l’orario normale (di norma oltre le 40 ore settimanali). È ammesso ma entro limiti precisi e con un compenso maggiorato, secondo il D.Lgs. 66/2003 e il contratto collettivo.

Cos'è e qual è il limite

Lo straordinario è la prestazione resa oltre l’orario normale. In assenza di diversa disciplina del CCNL, il ricorso allo straordinario è contenuto entro le 250 ore annue. Resta fermo il tetto inderogabile delle 48 ore medie settimanali (straordinari inclusi).

Le maggiorazioni retributive

Le ore di straordinario vanno pagate con una maggiorazione rispetto alla paga oraria ordinaria. La misura esatta è fissata dal CCNL e varia in base al tipo di straordinario (diurno, notturno, festivo): le percentuali aumentano per le ore più gravose. In alternativa al pagamento, alcuni contratti consentono il recupero con riposi compensativi.

Quando il lavoratore può rifiutare

Lo straordinario ha di regola natura volontaria: richiede l’accordo tra le parti, salvo i casi di obbligatorietà previsti dalla legge o dal CCNL (per esempio eccezionali esigenze tecnico-produttive, forza maggiore, eventi che mettono a rischio persone o impianti). Fuori da questi casi, un rifiuto giustificato non può essere sanzionato. Per i lavoratori part-time vale invece la disciplina del lavoro supplementare.

Straordinario e categorie particolari

Esistono limiti rafforzati o divieti per specifiche categorie: lavoratrici in gravidanza, lavoratori notturni con determinate condizioni di salute, minori. In questi casi lo straordinario può essere vietato o soggetto a condizioni più stringenti.

Domande frequenti

Quanto straordinario si può fare in un anno?

In assenza di una diversa disciplina del CCNL, il limite è 250 ore annue. Resta comunque il tetto delle 48 ore medie settimanali, straordinari inclusi.

Lo straordinario è pagato di più?

Sì, con una maggiorazione sulla paga oraria fissata dal CCNL, più alta per lo straordinario notturno o festivo. A volte è recuperabile con riposi compensativi.

Posso rifiutare lo straordinario?

Di regola sì, perché è volontario, salvo i casi di obbligatorietà previsti da legge o CCNL (esigenze eccezionali, forza maggiore). Un rifiuto giustificato non è sanzionabile.

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Straordinario = lavoro oltre l'orario normale; limite di norma 250 ore/anno salvo CCNL.
  • Va pagato con maggiorazione fissata dal CCNL (più alta per notturno/festivo).
  • È di regola volontario: rifiutabile salvo casi di obbligatorietà (forza maggiore, esigenze eccezionali).
  • Limiti rafforzati per gravidanza, minori e alcuni lavoratori notturni.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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