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In sintesi
- Tributo UE: i dazi doganali sono imposti dall’Unione Europea, non dallo Stato italiano, e il gettito è una ‘risorsa propria’ dell’UE.
- Base di calcolo: si applica l’aliquota al valore doganale della merce, di norma il prezzo pagato più trasporto e assicurazione fino alla frontiera UE (valore CIF).
- Aliquota per prodotto e origine: ogni merce ha un codice TARIC a 10 cifre che determina l’aliquota; l’origine del Paese fornitore può ridurla o azzerarla.
- Tipi di dazio: ad valorem (percentuale sul valore), specifico (per unità o peso), misto (entrambi).
- Origine preferenziale: gli accordi commerciali UE con Paesi terzi consentono dazi ridotti o zero, a condizione di documentare l’origine con certificato EUR.1 o dichiarazione del fornitore.
Perché esistono i dazi e chi li riscuote
I dazi doganali sono un tributo che l’Unione Europea applica alle merci importate da Paesi terzi. Non si tratta di una tassa italiana: sono stabiliti da regolamenti europei, riscossi dalle dogane nazionali per conto dell’UE e il loro gettito confluisce direttamente nel bilancio comunitario come ‘risorsa propria’. In parole semplici, ogni volta che un’azienda italiana acquista merci da un fornitore cinese, americano o turco, parte di quello che paga in dogana va a finanziare il bilancio dell’Unione Europea.
Il meccanismo di calcolo ha tre ingredienti fondamentali: il valore doganale (cioè su quale cifra si applica l’aliquota), il codice doganale del prodotto (che stabilisce l’aliquota percentuale o specifica) e il Paese di origine della merce (che può abbassare o azzerare il dazio se esiste un accordo commerciale tra l’UE e quel Paese). Capire come funzionano questi tre elementi aiuta a stimare in anticipo il costo reale di un’importazione e a valutare se esistono percorsi alternativi più convenienti.
I dazi si distinguono dall’IVA all’importazione, che è un tributo separato: i dazi remunerano la protezione del mercato UE, mentre l’IVA segue le regole ordinarie e, per i soggetti passivi, è normalmente detraibile. Un’azienda che importa deve mettere in conto entrambi i costi, ma solo i dazi sono definitivamente a carico del conto economico — l’IVA, in genere, è neutrale per chi ha diritto alla detrazione.
| Voce | Descrizione | Nota |
|---|---|---|
| Valore di transazione | Prezzo effettivamente pagato al fornitore estero | Punto di partenza del valore doganale |
| + Trasporto fino alla frontiera UE | Costo del trasporto fino al primo punto di ingresso UE | Da aggiungere se non già incluso nel prezzo |
| + Assicurazione | Premio assicurativo fino alla frontiera UE | Da aggiungere se non già incluso |
| = Valore doganale (CIF) | Base imponibile per i dazi | Su questo si applica l'aliquota TARIC |
| Dazio ad valorem | Aliquota % × valore CIF | Dipende da codice TARIC e Paese di origine |
| IVA all'importazione | Aliquota IVA ordinaria × (valore CIF + dazio) | Separata dai dazi; detraibile per soggetti passivi |
Esempio pratico
-
Tizio importa dalla Turchia un lotto di piastrelle ceramiche. Valore di fattura: 10.000 euro; trasporto fino a Trieste: 800 euro; assicurazione: 120 euro. Valore doganale CIF = 10.920 euro. Il codice TARIC del prodotto prevede un’aliquota convenzionale (da verificare sul portale TARIC della Commissione UE); poiché la Turchia è in unione doganale con l’UE per i prodotti industriali, le piastrelle potrebbero beneficiare di dazio zero — ma Tizio deve verificarlo con il codice esatto e presentare il documento di origine corretto. In assenza di preferenze, il dazio si applicherebbe all’aliquota prevista sul valore di 10.920 euro.
Documenti necessari
- Fattura commerciale del fornitore estero (con valore, quantità, descrizione)
- Documento di trasporto internazionale (CMR, polizza di carico, airway bill)
- Certificato di origine EUR.1 o dichiarazione di origine del fornitore (per preferenze tariffarie)
- Dichiarazione di valore in dogana (modello DV1 per forniture sopra 20.000 euro)
- Eventuale Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) ottenuta preventivamente
- Eventuale licenza di importazione o certificato di conformità settoriale
Tizio importa componenti elettronici dalla Cina: dazio ad valorem
Scenario. Tizio gestisce una piccola azienda di assemblaggio e acquista resistenze elettroniche da un fornitore di Shenzhen. Il prezzo di acquisto è 5.000 euro, il trasporto aereo fino a Milano Malpensa costa 400 euro e l’assicurazione 60 euro. Origine: Cina.
Come si applica. Il valore doganale CIF è 5.460 euro (5.000 + 400 + 60). Lo spedizioniere cerca il codice TARIC per le resistenze elettroniche: il codice determina l’aliquota doganale convenzionale prevista per le merci di origine cinese. Su quel codice possono esistere anche misure di difesa commerciale (dazi antidumping o compensativi) se la Commissione UE ha aperto procedure nei confronti della Cina per quel prodotto: lo spedizioniere lo verifica sul database TARIC online. Il dazio si calcola applicando l’aliquota (ad valorem) al valore di 5.460 euro. Dopodiché si aggiunge l’IVA all’importazione calcolata su valore doganale + dazio. Tizio, soggetto passivo IVA, potrà recuperare l’IVA come credito; il dazio, invece, è un costo definitivo.
In pratica
- Valore doganale = prezzo fattura + trasporto + assicurazione fino alla frontiera UE.
- Il codice TARIC (10 cifre) determina l’aliquota del dazio e le eventuali misure di difesa commerciale.
- Il dazio è un costo definitivo; l’IVA all’importazione è detraibile per i soggetti passivi.
- Verificare sempre sul portale TARIC se esistono dazi antidumping oltre al dazio ordinario.
Alfa Srl importa capi di abbigliamento dalla Tunisia: origine preferenziale
Scenario. Alfa Srl acquista 200 giacche da un produttore tunisino. Valore CIF alla frontiera italiana: 8.000 euro. L’abbigliamento di origine UE-Tunisia può beneficiare di preferenze tariffarie in base all’Accordo Euro-Mediterraneo.
Come si applica. L’UE ha concluso accordi commerciali con molti Paesi terzi, tra cui la Tunisia, che prevedono dazi ridotti o azzerati per le merci che soddisfano le regole di origine preferenziale (cioè che sono ‘sufficientemente trasformate’ in quel Paese). Per beneficiare della preferenza, Alfa Srl deve ottenere dal fornitore tunisino il certificato EUR.1 (rilasciato dalle autorità doganali tunisine) oppure, se il fornitore è un ‘esportatore registrato’ nel sistema REX, una dichiarazione di origine sulla fattura. Senza questo documento, l’aliquota applicata sarà quella convenzionale ordinaria, più alta. La classificazione della merce con il codice TARIC corretto è comunque il primo passo, perché l’accordo preferenziale si applica solo ai codici previsti dall’allegato dell’accordo.
In pratica
- L’origine preferenziale riduce o azzera i dazi, ma va documentata con EUR.1 o dichiarazione di origine.
- Senza il documento di origine, si paga l’aliquota ordinaria anche se il Paese ha un accordo con l’UE.
- Il sistema REX (esportatori registrati) sostituisce progressivamente il certificato EUR.1.
- L’accordo copre solo determinati codici merceologici: verificare che il prodotto rientri nell’allegato tariffario.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Dazi e IVA all'importazione sono la stessa cosa?
No, sono tributi distinti. I dazi doganali sono un tributo UE applicato sul valore CIF della merce; l’IVA all’importazione è calcolata su valore CIF più dazio ed è gestita secondo le regole IVA ordinarie. Per le aziende con diritto alla detrazione, l’IVA è normalmente neutrale; i dazi sono invece un costo definitivo.
Come faccio a sapere qual è l'aliquota del dazio per il mio prodotto?
Cercando il codice TARIC del prodotto sul portale TARIC della Commissione UE (disponibile online e gratuito). Il codice a 10 cifre indica l’aliquota convenzionale, le eventuali preferenze per accordo e le misure di difesa commerciale. Se non si è sicuri del codice corretto, si può richiedere una Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) all’Agenzia delle Dogane.
Cosa cambia se la merce viene da un Paese con accordo commerciale con l'UE?
Se l’UE ha un accordo commerciale con il Paese fornitore e la merce ha origine preferenziale provata (certificato EUR.1, dichiarazione di origine o sistema REX), l’aliquota del dazio si riduce o si azzera. Senza la prova documentale dell’origine si paga l’aliquota ordinaria.
Cos'è il dazio antidumping e quando si applica?
È una misura di difesa commerciale che l’UE impone quando accerta che un Paese esporta a prezzi artificialmente bassi (dumping) danneggiando i produttori europei. Si aggiunge al dazio ordinario e può essere consistente. Si verifica sul portale TARIC insieme all’aliquota base.
Come si calcola il valore doganale se il prezzo è franco fabbrica (EXW)?
Se il prezzo concordato è EXW (il fornitore mette la merce a disposizione nel suo stabilimento), l’importatore deve aggiungere al prezzo di fattura tutte le spese di trasporto e assicurazione dal punto di origine fino al primo punto di ingresso nel territorio UE (frontiera doganale). Il totale costituisce il valore CIF che è la base per il calcolo del dazio.
Esiste una soglia sotto cui non si pagano dazi?
Sì, per le spedizioni verso privati: la franchigia dai dazi è fino a 150 euro di valore intrinseco della merce. Le spedizioni regalo tra privati sono esenti fino a 45 euro. Sopra queste soglie si applicano dazi e IVA. Per le imprese non esistono franchigie: ogni importazione commerciale sconta i dazi previsti dal codice TARIC, indipendentemente dal valore.
Domande frequenti
Dazi e IVA all'importazione sono la stessa cosa?
No, sono tributi distinti. I dazi doganali sono un tributo UE applicato sul valore CIF della merce; l'IVA all'importazione è calcolata su valore CIF più dazio ed è gestita secondo le regole IVA ordinarie. Per le aziende con diritto alla detrazione, l'IVA è normalmente neutrale; i dazi sono invece un costo definitivo.
Come faccio a sapere qual è l'aliquota del dazio per il mio prodotto?
Cercando il codice TARIC del prodotto sul portale TARIC della Commissione UE (disponibile online e gratuito). Il codice a 10 cifre indica l'aliquota convenzionale, le eventuali preferenze per accordo e le misure di difesa commerciale. Se non si è sicuri del codice corretto, si può richiedere una Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) all'Agenzia delle Dogane.
Cosa cambia se la merce viene da un Paese con accordo commerciale con l'UE?
Se l'UE ha un accordo commerciale con il Paese fornitore e la merce ha origine preferenziale provata (certificato EUR.1, dichiarazione di origine o sistema REX), l'aliquota del dazio si riduce o si azzera. Senza la prova documentale dell'origine si paga l'aliquota ordinaria.
Cos'è il dazio antidumping e quando si applica?
È una misura di difesa commerciale che l'UE impone quando accerta che un Paese esporta a prezzi artificialmente bassi (dumping) danneggiando i produttori europei. Si aggiunge al dazio ordinario e può essere consistente. Si verifica sul portale TARIC insieme all'aliquota base.
Come si calcola il valore doganale se il prezzo è franco fabbrica (EXW)?
Se il prezzo concordato è EXW (il fornitore mette la merce a disposizione nel suo stabilimento), l'importatore deve aggiungere al prezzo di fattura tutte le spese di trasporto e assicurazione dal punto di origine fino al primo punto di ingresso nel territorio UE (frontiera doganale). Il totale costituisce il valore CIF che è la base per il calcolo del dazio.
Esiste una soglia sotto cui non si pagano dazi?
Sì, per le spedizioni verso privati: la franchigia dai dazi è fino a 150 euro di valore intrinseco della merce. Le spedizioni regalo tra privati sono esenti fino a 45 euro. Sopra queste soglie si applicano dazi e IVA. Per le imprese non esistono franchigie: ogni importazione commerciale sconta i dazi previsti dal codice TARIC, indipendentemente dal valore.
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