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In sintesi
- Chi la rilascia: il sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente previdenziale, committente) che ha corrisposto redditi soggetti a ritenuta.
- Scadenza di trasmissione: di norma entro il 16 marzo il sostituto la invia all’Agenzia delle Entrate e la consegna al percettore.
- Cosa certifica: redditi da lavoro dipendente, pensioni, redditi di lavoro autonomo e provvigioni, con le relative ritenute operate.
- Ritenute a titolo d’acconto: quelle certificate nella CU si scomputano dall’IRPEF dovuta in sede di dichiarazione dei redditi.
- Precompilata: i dati della CU confluiscono direttamente nel modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
- Termine più ampio: per le CU contenenti solo redditi di lavoro autonomo non rientranti nella precompilata è previsto un termine di trasmissione all’Agenzia successivo al 16 marzo.
Che cos'è la Certificazione Unica e a cosa serve
Quando ricevi uno stipendio, una pensione o un compenso professionale, chi ti paga non ti versa l’intera somma: trattiene una parte a titolo di imposta — la cosiddetta ritenuta — e la versa direttamente allo Stato al tuo posto. Questo soggetto si chiama sostituto d’imposta. La Certificazione Unica, abbreviata in CU, è il documento ufficiale che il sostituto ti rilascia per attestare quanto ti ha pagato e quanta imposta ha già trattenuto per tuo conto durante l’anno.
La CU non è un semplice pezzo di carta: è la fonte da cui parte la tua dichiarazione dei redditi. I dati che contiene finiscono nella dichiarazione precompilata che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione ogni primavera. Se la tua situazione è semplice — un solo datore di lavoro, nessuna altra fonte di reddito — potresti accettare la precompilata quasi senza modifiche, grazie proprio alle informazioni che il tuo datore ha comunicato con la CU.
Nella CU trovi i redditi che hai percepito nell’anno (stipendi, pensioni, compensi, provvigioni) e la somma delle ritenute già versate allo Stato. Questi dati ti servono per capire se a fine anno hai pagato troppo (e hai diritto a un rimborso) o troppo poco (e devi versare la differenza). Tenerla al sicuro è il primo passo per fare la dichiarazione senza sorprese.
| Tipo di reddito | Chi la rilascia | Tipo di ritenuta |
|---|---|---|
| Lavoro dipendente e assimilati | Datore di lavoro / ente | Acconto IRPEF (scaglioni progressivi) |
| Pensioni | Ente previdenziale (INPS, casse) | Acconto IRPEF (scaglioni progressivi) |
| Lavoro autonomo / professionisti | Committente / cliente | Acconto 20% sul compenso imponibile |
| Provvigioni agenti e rappresentanti | Mandante / preponente | 23% sul 50% delle provvigioni (o 20% se agente con dipendenti) |
| Prestazioni occasionali | Committente sostituto | Acconto 20% sul compenso |
Esempio pratico
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Tizio lavora come libero professionista e nel 2025 ha fatturato a un cliente (committente sostituto) un compenso di 10.000 euro. Il committente ha trattenuto la ritenuta d’acconto del 20%, pari a 2.000 euro, e l’ha versata con F24. A marzo il committente consegna a Tizio la CU, che riporta: compenso 10.000 euro, ritenute operate 2.000 euro. Quando Tizio compila la dichiarazione dei redditi, indica quei 10.000 euro tra i redditi di lavoro autonomo e detrae i 2.000 euro già versati: se la sua IRPEF totale risulta, per esempio, 3.500 euro, deve versare solo i 1.500 euro rimanenti.
Documenti necessari
- Certificazione Unica (CU) consegnata dal datore di lavoro, ente pensionistico o committente
- Eventuale seconda CU se si hanno più sostituti (es. due datori di lavoro nell’anno)
- Modello F24 con i versamenti delle ritenute (utile per verifica, in possesso del sostituto)
- Deleghe di versamento o prospetti paga per riscontro dei singoli mesi
Caso 1 — Tizio, lavoratore dipendente con un solo datore
Scenario. Tizio è impiegato a tempo indeterminato. Nel 2025 ha avuto un unico datore di lavoro che ogni mese gli ha applicato la ritenuta IRPEF in busta paga, riconoscendo anche le detrazioni per lavoro dipendente.
Come si applica. A marzo il datore consegna a Tizio la CU con il totale dei redditi da lavoro dipendente e le ritenute operate nell’anno. Poiché il datore ha già eseguito il conguaglio di fine anno in busta paga (verificando se le ritenute mensili corrispondevano all’imposta dovuta), la CU riflette una situazione già regolata. Tizio trova quegli stessi dati nel 730 precompilato e, se non ha altre detrazioni da aggiungere, può accettarlo senza modifiche.
In pratica
- Controlla che il reddito nella CU corrisponda alla somma degli imponibili delle buste paga dell’anno.
- Se hai avuto permessi non retribuiti o periodi di malattia, l’imponibile in CU sarà inferiore alla retribuzione lorda: è normale.
- Conserva la CU per almeno cinque anni: può servirti in caso di controllo.
Caso 2 — Caio, professionista con più committenti
Scenario. Caio è consulente informatico con partita IVA. Nel 2025 ha lavorato per tre aziende diverse, ognuna delle quali ha trattenuto la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi pagati.
Come si applica. A marzo Caio riceve tre CU separate, una per ciascun committente sostituto. Ognuna certifica i compensi e le ritenute del singolo rapporto. Nella dichiarazione dei redditi Caio somma i compensi delle tre CU, calcola l’IRPEF totale sullo scaglione di reddito corrispondente e detrae tutte le ritenute certificate. Se il totale delle ritenute subite supera l’IRPEF calcolata, ha diritto a un rimborso; in caso contrario deve versare il saldo.
In pratica
- Raccogli tutte le CU prima di compilare la dichiarazione: dimenticarne una significa dichiarare un reddito inferiore al reale.
- Le ritenute d’acconto del 20% sono solo un anticipo: l’imposta definitiva dipende dal reddito complessivo e dall’aliquota marginale applicabile.
- Se un committente non ti ha consegnato la CU entro il termine, richiedila formalmente: l’omessa certificazione è sanzionata per il sostituto.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Entro quando devo ricevere la CU?
Il sostituto la trasmette all’Agenzia delle Entrate e la consegna al percettore di norma entro il 16 marzo. Per le CU contenenti solo redditi di lavoro autonomo non rientranti nella dichiarazione precompilata è previsto un termine più ampio.
Cosa faccio se il mio datore non mi consegna la CU?
Contatta il sostituto per iscritto e chiedi la consegna: l’omessa certificazione è sanzionata dalla legge. Puoi anche verificare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dove la CU trasmessa dal sostituto è consultabile nell’area riservata.
La CU sostituisce la busta paga?
No. La busta paga è il prospetto mensile della retribuzione; la CU è il riepilogo annuale di tutti i redditi e le ritenute e ha valore fiscale ufficiale. Ai fini della dichiarazione conta la CU, non le singole buste paga.
Devo allegare la CU alla dichiarazione dei redditi?
No, non si allega. I dati della CU vengono trasmessi direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite il sostituto e confluiscono nella precompilata. Devi solo conservarla in caso di controllo.
La ritenuta nella CU è l'imposta definitiva che devo?
Dipende. Se si tratta di ritenuta a titolo d’acconto (come per il lavoro autonomo al 20% o per il lavoro dipendente), è un anticipo: il conguaglio avviene in dichiarazione. Se è una ritenuta a titolo d’imposta (es. cedolare secca o certe ritenute su non residenti), l’imposta è già definitiva e non va riliquidata.
Ho avuto due datori di lavoro nell'anno: ricevo due CU?
Sì, ogni sostituto emette una CU separata per i redditi da lui corrisposti. Devi inserire i dati di tutte le CU ricevute nella dichiarazione, altrimenti rischi di dichiarare un reddito inferiore al reale.
Domande frequenti