Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Chi si iscrive: professionisti con partita IVA senza cassa propria, collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), amministratori di società e altre figure assimilate.
- Aliquota piena: di norma intorno al 26-27% per chi non ha altra copertura previdenziale; comprende le aliquote aggiuntive per maternità, malattia e ISCRO.
- Aliquota ridotta: di norma intorno al 24% per i pensionati e per chi è già iscritto a un’altra forma previdenziale obbligatoria.
- Massimale annuo: esiste un tetto di reddito oltre il quale i contributi non sono dovuti; l’importo è aggiornato ogni anno dall’INPS con apposita circolare.
- Estratto conto: nel Cassetto previdenziale INPS puoi verificare i periodi accreditati e la tua posizione pensionistica.
- Versamento: tramite modello F24, agli stessi termini del saldo e degli acconti IRPEF (giugno/luglio + acconto di novembre).
Cos'è la gestione separata INPS e a chi si applica
La gestione separata INPS è una forma previdenziale obbligatoria istituita dall’articolo 2, comma 26, della Legge 335/1995. Nasce per garantire copertura pensionistica a chi lavora in modo autonomo o parasubordinato senza avere una cassa professionale di riferimento.
Non si tratta di una scelta: l’iscrizione è obbligatoria non appena si inizia a svolgere l’attività. Il mancato versamento comporta sanzioni civili, ossia somme aggiuntive calcolate sull’importo dovuto, distinte dalle ordinarie sanzioni tributarie.
L’aliquota da applicare dipende dalla tua situazione previdenziale complessiva. Se la gestione separata è la tua unica copertura, paghi l’aliquota più alta. Se sei già pensionato o già iscritto a un’altra gestione obbligatoria (per esempio perché hai anche un rapporto di lavoro dipendente), l’aliquota è ridotta. In ogni caso, i valori esatti vengono aggiornati ogni anno dall’INPS: è indispensabile verificare la circolare relativa all’anno di competenza prima di procedere ai calcoli.
| Categoria | Aliquota indicativa | Note |
|---|---|---|
| Professionisti e co.co.co. senza altra copertura | di norma ~26-27% | Include aliquote aggiuntive maternità, malattia, ISCRO |
| Pensionati o già iscritti ad altra gestione obbligatoria | di norma ~24% | Aliquota ridotta; verificare circolare INPS dell'anno |
| Reddito oltre il massimale annuo | 0% | Nessun contributo dovuto sulla parte eccedente |
| Reddito sotto il minimale annuo | Aliquota normale | Contributi dovuti ma con effetti limitati sull'accredito |
Esempio pratico
-
Esempio indicativo. Tizio è un consulente informatico con partita IVA, non iscritto ad alcuna cassa professionale e senza altri rapporti previdenziali. Il suo reddito netto da lavoro autonomo per l’anno è di 40.000 euro. Applicando un’aliquota indicativa del 26%, i contributi dovuti ammontano a circa 10.400 euro. Se il reddito superasse il massimale annuo fissato dall’INPS (aggiornato ogni anno), la parte eccedente sarebbe esente da contribuzione. I valori esatti — aliquota e massimale — vanno sempre verificati sulla circolare INPS dell’anno di riferimento.
Documenti necessari
- Circolare INPS annuale con aliquote e massimali della gestione separata
- Modello F24 per il versamento dei contributi
- Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o 730) per il calcolo della base imponibile
- Estratto conto contributivo nel Cassetto previdenziale INPS
- Documentazione attestante l’iscrizione ad altra gestione previdenziale (se in possesso di aliquota ridotta)
Caso 1 — Tizio: professionista senza altra copertura
Scenario. Tizio lavora come consulente di marketing con partita IVA. Non è iscritto ad alcun ordine professionale con cassa propria e non ha rapporti di lavoro dipendente in corso.
Come si applica. Tizio si iscrive alla gestione separata INPS come unica forma previdenziale. Si applica l’aliquota piena, di norma intorno al 26-27%, comprensiva delle aliquote aggiuntive per maternità, malattia e ISCRO (l’indennità straordinaria di continuità reddituale per i lavoratori autonomi). Versa i contributi con modello F24 entro gli stessi termini del saldo e degli acconti IRPEF: di norma entro giugno/luglio per il saldo e entro novembre per l’acconto. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo IRPEF come oneri deducibili.
In pratica
- Iscriviti alla gestione separata tramite il portale INPS prima di emettere le prime fatture.
- Calcola il contributo sull’intero reddito netto da lavoro autonomo (compensi meno costi inerenti), fino al massimale annuo.
- Verifica l’aliquota esatta sulla circolare INPS dell’anno in corso prima di fare i calcoli.
Caso 2 — Caio: professionista già pensionato
Scenario. Caio ha 68 anni, è in pensione di vecchiaia da due anni e continua a svolgere attività professionale autonoma con partita IVA, incassando compensi regolari dai suoi clienti.
Come si applica. Essendo già titolare di trattamento pensionistico, Caio beneficia dell’aliquota ridotta della gestione separata, di norma intorno al 24%. Non spettano le aliquote aggiuntive per maternità, malattia e ISCRO, che non sono applicabili ai pensionati. Caio versa comunque i contributi con le stesse modalità (F24, stessi termini IRPEF) e li porta in deduzione dal reddito complessivo. Conviene verificare anno per anno la circolare INPS per il valore aggiornato dell’aliquota ridotta e del massimale.
In pratica
- Comunica all’INPS la tua condizione di pensionato già iscritto ad altra gestione per applicare l’aliquota ridotta.
- Non dimenticare di dedurre i contributi versati nella dichiarazione dei redditi: è un onere deducibile dal reddito complessivo.
- Controlla ogni anno la circolare INPS perché sia l’aliquota sia il massimale vengono aggiornati.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Devo iscrivermi alla gestione separata anche se guadagno poco?
Sì, l’iscrizione è obbligatoria dal primo euro di reddito soggetto a contribuzione gestione separata. Esiste però un minimale sotto il quale i contributi vengono comunque versati ma l’accredito ai fini pensionistici è proporzionalmente ridotto.
Come faccio a sapere qual è l'aliquota esatta quest'anno?
L’INPS pubblica ogni anno una circolare (di solito nei primi mesi dell’anno) con le aliquote, il massimale e il minimale aggiornati. Puoi trovarla sul sito INPS nella sezione ‘Circolari e messaggi’ oppure nel Cassetto previdenziale personale.
I contributi versati alla gestione separata sono deducibili?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati alla gestione separata sono oneri deducibili dal reddito complessivo IRPEF, da indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui sono stati effettivamente pagati.
Cosa succede se non verso i contributi nei termini?
Si applicano sanzioni civili (somme aggiuntive), distinte dalle sanzioni tributarie, calcolate sull’importo non versato. In alcuni casi l’INPS può concedere una dilazione. Meglio regolarizzare al più presto per evitare l’accumulo degli interessi.
Posso versare i contributi in modo rateizzato?
I contributi della gestione separata si versano con F24 alle scadenze ordinarie (saldo + acconti IRPEF). Non è prevista una rateizzazione autonoma come per gli artigiani/commercianti, salvo accordi di dilazione successivi a un’omissione.
Come verifico i periodi accreditati ai fini della pensione?
Accedendo con SPID o CIE al portale INPS puoi consultare il Cassetto previdenziale e l’estratto conto contributivo: mostra tutti i periodi accreditati, le retribuzioni di riferimento e i contributi versati.
Domande frequenti
Devo iscrivermi alla gestione separata anche se guadagno poco?
Sì, l'iscrizione è obbligatoria dal primo euro di reddito soggetto a contribuzione gestione separata. Esiste però un minimale sotto il quale i contributi vengono comunque versati ma l'accredito ai fini pensionistici è proporzionalmente ridotto.
Come faccio a sapere qual è l'aliquota esatta quest'anno?
L'INPS pubblica ogni anno una circolare (di solito nei primi mesi dell'anno) con le aliquote, il massimale e il minimale aggiornati. Puoi trovarla sul sito INPS nella sezione 'Circolari e messaggi' oppure nel Cassetto previdenziale personale.
I contributi versati alla gestione separata sono deducibili?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati alla gestione separata sono oneri deducibili dal reddito complessivo IRPEF, da indicare nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui sono stati effettivamente pagati.
Cosa succede se non verso i contributi nei termini?
Si applicano sanzioni civili (somme aggiuntive), distinte dalle sanzioni tributarie, calcolate sull'importo non versato. In alcuni casi l'INPS può concedere una dilazione. Meglio regolarizzare al più presto per evitare l'accumulo degli interessi.
Posso versare i contributi in modo rateizzato?
I contributi della gestione separata si versano con F24 alle scadenze ordinarie (saldo + acconti IRPEF). Non è prevista una rateizzazione autonoma come per gli artigiani/commercianti, salvo accordi di dilazione successivi a un'omissione.
Come verifico i periodi accreditati ai fini della pensione?
Accedendo con SPID o CIE al portale INPS puoi consultare il Cassetto previdenziale e l'estratto conto contributivo: mostra tutti i periodi accreditati, le retribuzioni di riferimento e i contributi versati.
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