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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il comma 44 L. 199/2025 consente di affrancare, in tutto o in parte, le riserve e i fondi in sospensione d’imposta esistenti al 31 dicembre 2024 e residui al 31 dicembre 2025, con un’imposta sostitutiva IRES/IRPEF e IRAP del 10%. La sostitutiva si liquida nella dichiarazione dei redditi 2025 e si versa in 4 rate annuali di pari importo.

Approfondimento normativo completo: Comma 44 LB26: affrancamento riserve in sospensione imposta sost.

Cosa sono le riserve in sospensione e perché affrancarle nel 2026

Le riserve in sospensione d’imposta sono poste del patrimonio netto che non hanno ancora scontato una tassazione definitiva: tipicamente derivano da rivalutazioni fiscali di beni, agevolazioni pregresse o operazioni straordinarie. Finché rimangono in sospensione, la loro distribuzione ai soci o il loro utilizzo per copertura di perdite fa scattare la tassazione ordinaria in capo alla società, con IRES (o IRPEF) e IRAP.

Il comma 44 della Legge di Bilancio 2026 offre la possibilità di ‘liberare’ queste poste pagando un’imposta sostitutiva del 10%, eliminando definitivamente lo stato di sospensione. Una volta affrancate, le riserve possono essere distribuite ai soci senza ulteriore imposizione in capo alla società, e il regime fiscale per il socio è quello ordinario dei dividendi — con le relative esenzioni per i soci persone giuridiche (regime PEX, 95% esente).

La convenienza dell’operazione dipende dal confronto tra il 10% pagato ora e l’aliquota IRES/IRPEF + IRAP che si applicherebbe in futuro sull’emersione ordinaria. Per molte società la sostitutiva risulta significativamente inferiore, ma occorre considerare anche il costo finanziario della rateazione e i tempi di effettivo utilizzo delle riserve.

Checklist: quando conviene affrancare?

  • Censire tutte le riserve e i fondi in sospensione d’imposta presenti nel bilancio al 31 dicembre 2024 che residuano al 31 dicembre 2025.
  • Stimare l’aliquota effettiva che si applicherebbe all’emersione ordinaria (IRES 24% + IRAP variabile, o IRPEF + IRAP per società di persone) e confrontarla con il 10%.
  • Valutare se si prevede di distribuire o utilizzare le riserve nel breve-medio termine: più è prossimo l’utilizzo, più è conveniente affrancare.
  • Verificare la capienza finanziaria per sostenere il versamento in 4 rate annuali: la prima scade alla data del saldo IRES/IRPEF per il 2025.
  • Considerare il regime fiscale del socio destinatario: per i soci persone fisiche la tassazione dei dividendi post-affrancamento (26% su cedolare) va confrontata con il totale dell’operazione.

Caso Tizio: Srl con riserva di rivalutazione da affrancare

Scenario. Tizio è socio al 100% di una Srl che ha in bilancio una riserva di rivalutazione fiscale di 500.000 euro, esistente al 31 dicembre 2024 e residua al 31 dicembre 2025. La Srl vuole distribuirla entro il 2027. Senza affrancamento, la distribuzione farebbe emergere la posta con IRES al 24%.

Come si legge in pratica. Affrancando l’intera riserva con la sostitutiva del 10%, la Srl paga 50.000 euro in 4 rate da 12.500 euro ciascuna. Senza affrancamento, al momento della distribuzione la società avrebbe dovuto versare IRES al 24% pari a 120.000 euro. Il risparmio è di 70.000 euro, cui va sottratto il costo finanziario della rateazione quadriennale.

Confronto Tizio

  • Riserva in sospensione: 500.000 euro
  • Sostitutiva affrancamento (10%): 50.000 euro in 4 rate da 12.500
  • IRES ordinaria evitata (24%): 120.000 euro
  • Risparmio lordo: 70.000 euro
  • Distribuzione post-affrancamento: soggetta a ritenuta ordinaria dividendi in capo al socio

Caso Caia: affrancamento parziale per gestire la liquidità

Scenario. Caia è socia di una Srl che ha riserve in sospensione per complessivi 800.000 euro, ma prevede di distribuirne solo 300.000 nel breve periodo. Vuole affrancare solo la porzione che intende distribuire presto.

Come si legge in pratica. Il comma 44 consente l’affrancamento parziale. Caia sceglie di affrancare 300.000 euro, con sostitutiva di 30.000 euro (10%) in 4 rate da 7.500 ciascuna. I restanti 500.000 euro rimangono in sospensione e potranno essere affrancati (se la norma verrà rinnovata) o emergeranno con tassazione ordinaria quando utilizzati. La scelta parziale ottimizza il costo finanziario immediato.

Riepilogo Caia

  • Riserve totali in sospensione: 800.000 euro
  • Porzione affrancata (scelta): 300.000 euro
  • Sostitutiva (10%): 30.000 euro in 4 rate da 7.500
  • Riserve non affrancate: 500.000 euro (rimangono in sospensione)
  • Flessibilità: l’affrancamento parziale è esplicitamente consentito dal comma 44

Caso Sempronio: società di persone con fondo in sospensione

Scenario. Sempronio è socio al 50% di una Snc che ha un fondo in sospensione d’imposta da agevolazione fiscale pregressa pari a 200.000 euro. In assenza di affrancamento, il fondo emergerebbe come reddito imponibile IRPEF (aliquota marginale di Sempronio: 43%) e IRAP.

Come si legge in pratica. Affrancando il fondo con la sostitutiva del 10%, la Snc versa 20.000 euro in 4 rate da 5.000. L’imposta sostitutiva copre sia la componente IRPEF sia l’IRAP. Senza affrancamento, la quota di Sempronio (100.000 euro) sarebbe stata tassata a IRPEF al 43%, con un’imposta di circa 43.000 euro sulla sola quota socio. Il risparmio è sostanziale, pur tenendo conto che l’imposta è pagata dalla Snc e non dal singolo socio.

Riepilogo Sempronio

  • Fondo in sospensione: 200.000 euro
  • Sostitutiva (10%): 20.000 euro in 4 rate da 5.000
  • IRPEF ordinaria sulla quota Sempronio (43% su 100.000): circa 43.000 euro
  • Sostitutiva copre anche IRAP: non dovuta separatamente
  • Prima rata: scadenza al saldo IRPEF per il periodo d’imposta 2025

Quando conviene una verifica

La convenienza dell’affrancamento dipende dall’aliquota effettiva della società, dal momento atteso di utilizzo delle riserve e dal costo finanziario della rateazione. Un commercialista può costruire il confronto puntuale per la tua situazione. Calcola la convenienza con un esperto.

Norme e fonti collegate

Domande frequenti

Quali poste possono essere affrancate con il comma 44?

Il comma 44 si riferisce ai saldi attivi di rivalutazione, alle riserve e ai fondi in sospensione d’imposta esistenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2024 e residui al termine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2025. Non rientrano le riserve già tassate o liberamente distribuibili: l’affrancamento riguarda esclusivamente le poste che, senza la norma, genererebbero tassazione ordinaria al momento della distribuzione o utilizzo.

Come funziona la rateazione in 4 rate prevista dal comma 44?

L’imposta sostitutiva del 10% si liquida nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025 (tipicamente Unico 2026 per le società con esercizio coincidente con l’anno solare). Il versamento è obbligatoriamente suddiviso in 4 rate annuali di pari importo: la prima scade entro il termine del saldo delle imposte sui redditi per il 2025, le successive entro i termini dei saldi degli esercizi 2026, 2027 e 2028.

Dopo l'affrancamento, come vengono tassate le distribuzioni ai soci?

Una volta affrancata la riserva, le sue successive distribuzioni ai soci seguono le regole ordinarie dei dividendi. Per i soci persone fisiche si applica la ritenuta a titolo d’imposta del 26% (o tassazione progressiva IRPEF per partecipazioni qualificate in certi casi). Per i soci società di capitali si applica il regime PEX con esclusione del 95% della distribuzione dalla base imponibile IRES. La società non dovrà pagare ulteriori imposte sulla distribuzione delle riserve già affrancate.

L'affrancamento è conveniente anche se la società non prevede di distribuire le riserve presto?

Se l’utilizzo delle riserve è lontano nel tempo, il confronto deve tenere conto del valore temporale del denaro: pagare il 10% oggi ha un costo finanziario reale rispetto a pagare imposte ordinarie tra molti anni. Tuttavia, per società con aliquote marginali elevate (IRES 24% + IRAP), l’affrancamento rimane conveniente nella maggior parte degli scenari anche con un orizzonte temporale di utilizzo pluriennale. L’analisi va fatta caso per caso.

È possibile affrancare solo una parte delle riserve in sospensione?

Sì, il comma 44 prevede espressamente la possibilità di affrancamento parziale: la società può scegliere liberamente quali poste e per quale importo avvalersi dell’agevolazione. Questa flessibilità consente di ottimizzare il costo finanziario immediato, affrancando solo le poste che si prevede di utilizzare a breve e lasciando in sospensione le restanti, con la possibilità (non certa) di beneficiare di eventuali futuri rinnovi della norma.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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