Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Il bonus mobili è prorogato anche per le spese sostenute nel 2026.
- Il limite massimo di appartamenti agevolabili per contribuente è fissato a due.
- Il bonus si lega all’effettuazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio sull’immobile.
- L’agevolazione consiste in una detrazione IRPEF da fruire in dieci quote annuali.
- La norma restringe l’ambito rispetto alla formulazione previgente che ammetteva fino a quattro appartamenti.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
Il comma 17 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), in vigore dal 1° gennaio 2026, proroga il bonus mobili ed elettrodomestici all’anno 2026, mantenendo il limite a un massimo di due appartamenti per ciascun contribuente. La norma modifica l’art. 1, comma 595, primo periodo, della l. 178/2020 sostituendo il riferimento all’anno 2021 con l’anno 2026 e riducendo il numero massimo di appartamenti agevolabili da quattro a due.
Approfondimento normativo completo: Comma 17 LB26: bonus mobili e arredi – proroga e limite a due appartamenti.
Il bonus mobili 2026: proroga confermata, ma con un limite più stretto
Il comma 17 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) proroga il bonus mobili ed elettrodomestici all’anno 2026, consentendo ai contribuenti di detrarre le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare immobili oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia. La proroga viene attuata mediante la sostituzione del riferimento temporale contenuto nell’art. 1, comma 595, primo periodo, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, aggiornato dall’anno 2021 all’anno 2026.
La novità più rilevante introdotta dalla legge di bilancio 2026 riguarda il numero massimo di appartamenti per i quali ogni contribuente può fruire del bonus: il testo novellato sostituisce le parole ‘quattro appartamenti’ con ‘due appartamenti’. Si tratta di una riduzione significativa rispetto alla platea ammessa in precedenza, che impone a chi possiede più immobili di pianificare con attenzione su quali unità concentrare gli acquisti agevolabili.
Il meccanismo di funzionamento del bonus rimane invariato nei suoi elementi essenziali: l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici deve essere collegato a un intervento di recupero del patrimonio edilizio avviato non oltre la data del primo acquisto agevolato, e la detrazione spettante si recupera in dieci rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Il tetto di spesa agevolabile per unità immobiliare rimane quello stabilito dalla normativa vigente richiamata dalla disposizione prorogante.
Condizioni principali per accedere al bonus
- Effettuare un intervento di recupero edilizio sull’appartamento per il quale si chiede il bonus mobili.
- L’inizio dei lavori di ristrutturazione deve precedere o coincidere con la data del primo acquisto agevolato.
- L’appartamento deve essere uno dei massimo due per i quali il medesimo contribuente richiede il bonus nel 2026.
- Il pagamento degli arredi e degli elettrodomestici deve avvenire con carta di debito, credito o bonifico.
- Conservare scontrini, fatture e ricevute di pagamento per la documentazione fiscale.
Caso 1: Tizio arredisce un unico appartamento dopo ristrutturazione
Scenario. Tizio ha ristrutturato il proprio appartamento nel 2026, usufruendo del bonus ristrutturazioni. A seguito dei lavori, acquista mobili nuovi per il soggiorno e la camera da letto, spendendo complessivamente 8.000 euro nel corso del 2026. È l’unico appartamento per cui richiede il bonus mobili in quell’anno.
Come si legge in pratica. Tizio rientra pienamente nell’ambito applicativo del comma 17 della legge di bilancio 2026: ha eseguito un intervento di recupero edilizio sull’immobile e l’acquisto dei mobili si collega temporalmente a tali lavori. Il limite di due appartamenti non costituisce un ostacolo, avendo richiesto il bonus per un solo immobile. La detrazione spettante si calcola sulla spesa sostenuta nei limiti del tetto agevolabile vigente: la quota annua risultante sarà distribuita su dieci anni in parti uguali, consentendo a Tizio di ridurre l’IRPEF dovuta per ciascuno degli anni successivi.
Riepilogo Caso 1
- Spesa mobili 2026: 8.000 euro
- Intervento di ristrutturazione collegato: sì
- Numero appartamenti per cui si chiede il bonus: 1 (nei limiti ammessi)
- Detrazione: calcolata sulla spesa nei limiti del tetto vigente
- Recupero: in 10 quote annuali uguali
Caso 2: Caia ha due appartamenti ristrutturati e vuole arredarli entrambi
Scenario. Caia possiede due appartamenti, entrambi oggetto di interventi di ristrutturazione nel 2026. Per il primo acquista mobili e arredi per 6.000 euro, per il secondo acquista elettrodomestici di classe energetica elevata e mobili per 5.500 euro. Caia vuole sapere se può fruire del bonus per entrambi gli immobili.
Come si legge in pratica. Il comma 17 della legge di bilancio 2026 stabilisce espressamente che il bonus mobili può essere fruito per un massimo di due appartamenti per contribuente. Caia, avendo ristrutturato esattamente due immobili, rientra nel limite e può richiedere la detrazione per entrambi gli acquisti, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti (collegamento temporale tra lavori e acquisti, modalità di pagamento tracciabile, limite di spesa per unità). Le detrazioni maturate sui due appartamenti si recuperano separatamente, ciascuna in dieci rate annuali.
Riepilogo Caso 2
- Appartamento 1 – spesa mobili: 6.000 euro
- Appartamento 2 – spesa mobili/elettrodomestici: 5.500 euro
- Numero appartamenti: 2 (nel limite massimo consentito dalla norma)
- Bonus richiedibile: sì, per entrambi gli immobili
- Recupero: 10 rate annuali per ciascun appartamento
Caso 3: Sempronio ha tre appartamenti ristrutturati e vuole arredarli tutti
Scenario. Sempronio è proprietario di tre appartamenti, tutti ristrutturati nel 2026. Per ognuno ha acquistato mobili e arredi: 7.000 euro per il primo, 4.000 euro per il secondo e 3.500 euro per il terzo. Sempronio chiede se può portare in detrazione tutti e tre gli acquisti.
Come si legge in pratica. Il comma 17 della legge di bilancio 2026 fissa il limite a due appartamenti per contribuente: Sempronio non può pertanto fruire del bonus mobili per tutti e tre gli immobili. Dovrà scegliere i due appartamenti per i quali richiedere l’agevolazione, rinunciando alla detrazione sul terzo. La scelta più conveniente è normalmente quella che massimizza la spesa agevolabile, privilegiando i due appartamenti con le spese più elevate: in questo caso il primo (7.000 euro) e il secondo (4.000 euro), per un totale di 11.000 euro di spesa agevolabile. La spesa del terzo appartamento (3.500 euro) rimarrebbe esclusa dal bonus.
Riepilogo Caso 3
- Appartamenti ristrutturati: 3
- Limite massimo bonus mobili: 2 appartamenti per contribuente
- Appartamenti agevolabili scelti (esempio): primo e secondo
- Spesa agevolabile (esempio): 7.000 + 4.000 = 11.000 euro
- Terzo appartamento: escluso dal bonus nel 2026
Quando conviene una verifica
Per pianificare correttamente gli acquisti agevolabili e scegliere i due appartamenti più convenienti, è opportuno confrontarsi con un professionista. Trova un fiscalista o un commercialista.
Norme e fonti collegate
- Comma 17 LB26: bonus mobili e arredi – proroga e limite a due appartamenti (Legge in Chiaro)
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) su Normattiva
Domande frequenti
Il bonus mobili 2026 è stato prorogato dalla legge di bilancio 2026?
Sì. Il comma 17 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), in vigore dal 1° gennaio 2026, ha prorogato il bonus mobili ed elettrodomestici alle spese sostenute nel 2026. La proroga è avvenuta modificando l’art. 1, comma 595, primo periodo, della l. 178/2020, aggiornando il riferimento temporale fino all’anno 2026.
Quanti appartamenti posso includere nel bonus mobili nel 2026?
La legge di bilancio 2026 fissa il limite a due appartamenti per contribuente. Il testo novellato sostituisce le parole ‘quattro appartamenti’ con ‘due appartamenti’, restringendo l’ambito rispetto alla disciplina previgente. Chi possiede più di due immobili ristrutturati dovrà scegliere per quali richiedere il bonus.
È obbligatorio aver fatto lavori di ristrutturazione per ottenere il bonus mobili?
Sì. Il bonus mobili si lega strutturalmente a un intervento di recupero del patrimonio edilizio sull’immobile per cui si richiedono le spese di arredamento. I lavori di ristrutturazione devono essere stati avviati prima o contestualmente al primo acquisto agevolato. In assenza di tale collegamento, la detrazione non spetta.
Quali beni sono acquistabili con il bonus mobili?
Il bonus riguarda l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore a quella prevista dalla normativa vigente, destinati ad arredare l’immobile oggetto dell’intervento edilizio. Sono esclusi i piccoli elettrodomestici, le porte, i pavimenti e le tende. Il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (carta di debito, credito o bonifico).
In quante rate si recupera la detrazione del bonus mobili?
La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo, a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui la spesa è stata sostenuta. Il recupero avviene in riduzione dell’IRPEF lorda; se la detrazione eccede l’imposta dovuta in un determinato anno, la quota non recuperata non può essere riportata agli anni successivi.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti