Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 120 octies T.U.B. – Pubblicita’ (1).

In vigore dal 01/11/2016

Modificato da: Decreto legislativo del 21/04/2016 n. 72 Articolo 1

“1. Fermo restando quanto previsto dalla parte II, titolo III, del Codice del consumo, gli annunci pubblicitari relativi a contratti di credito sono effettuati in forma corretta, chiara e non ingannevole. Essi non contengono formulazioni che possano indurre nel consumatore false aspettative sulla disponibilita’ o il costo del credito.

2. Gli annunci pubblicitari che riportano il tasso di interesse o altre cifre concernenti il costo del credito indicano le seguenti informazioni di base, in maniera chiara, precisa, evidenziata e, a seconda del mezzo usato, facilmente leggibile o udibile:

a) il finanziatore o, se del caso, l’intermediario del credito;

b) se del caso, il fatto che il contratto di credito sara’ garantito da un’ipoteca su beni immobili residenziali oppure su un diritto reale avente a oggetto beni immobili residenziali;

c) il tasso d’interesse, precisando se fisso o variabile o una combinazione dei due tipi, corredato di informazioni dettagliate relative alle commissioni e agli altri oneri compresi nel costo totale del credito per il consumatore;

d) l’importo totale del credito;

e) il TAEG, che deve avere un’evidenza all’interno dell’annuncio almeno equivalente a quella di ogni tasso di interesse;

f) l’esistenza di eventuali servizi accessori necessari per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni pubblicizzate, qualora i costi relativi a tali servizi non siano inclusi nel TAEG in quanto non determinabili in anticipo;

g) la durata del contratto di credito, se determinata;

h) se del caso, l’importo delle rate;

i) se del caso, l’importo totale che il consumatore e’ tenuto a pagare;

l) se del caso, il numero delle rate;

m) in caso di finanziamenti in valuta estera, un’avvertenza relativa al fatto che eventuali fluttuazioni del tasso di cambio potrebbero incidere sull’importo che il consumatore e’ tenuto a pagare.

3. Le informazioni elencate al comma 2, lettere c), d), e), f), g), h), i), l), sono specificate con l’impiego di un esempio rappresentativo.

4. Il CICR, su proposta della Banca d’Italia, precisa le caratteristiche delle informazioni da includere negli annunci pubblicitari, le modalita’ per la loro divulgazione e i criteri per la definizione dell’esempio rappresentativo (1).”

(1) Articolo aggiunto dall’art. 1, comma 2 decreto legislativo 21 aprile 2016 n. 72 con gli effetti previsti dall’art. 3, comma 2 del citato decreto legislativo n. 72 del 2016.

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In sintesi

  • Disciplina della pubblicità dei contratti di credito immobiliare ai consumatori, introdotta dal D.Lgs. 72/2016 in attuazione della Direttiva MCD 2014/17/UE.
  • Gli annunci pubblicitari devono essere corretti, chiari e non ingannevoli, senza indurre false aspettative sulla disponibilità o il costo del credito.
  • Quando l'annuncio riporta tassi o costi, devono essere indicate obbligatoriamente le informazioni di base elencate al comma 2 (TAEG, durata, importo rate, ecc.).
  • Le informazioni numeriche (tasso, importo, TAEG, rate) sono specificate tramite un esempio rappresentativo.
  • Il CICR, su proposta della Banca d'Italia, definisce le caratteristiche e le modalità di divulgazione delle informazioni pubblicitarie.
Indice dei contenuti

Ambito e ratio della norma

L'art. 120-octies TUB, introdotto dall'art. 1 del D.Lgs. 21 aprile 2016 n. 72 in recepimento della Direttiva 2014/17/UE (cd. MCD, Mortgage Credit Directive), disciplina la pubblicità relativa ai contratti di credito immobiliare destinati ai consumatori. La norma si inserisce nel Capo I-bis del Titolo VI TUB, dedicato al credito immobiliare ai consumatori, e si coordina con l'art. 120-quinquies che fornisce le definizioni rilevanti, nonché con la disciplina generale del Codice del Consumo (parte II, titolo III).

La ratio è duplice: garantire la trasparenza informativa già nella fase pubblicitaria (pre-contrattuale in senso lato) e prevenire pratiche commerciali scorrette che inducano il consumatore a formarsi aspettative errate sul costo o sulla disponibilità del credito ipotecario.

Il divieto di pubblicità ingannevole (comma 1)

Il comma 1 stabilisce il principio generale: la pubblicità deve essere corretta, chiara e non ingannevole. Il riferimento al Codice del Consumo (parte II, titolo III) mantiene applicabile la disciplina delle pratiche commerciali scorrette e della pubblicità ingannevole anche al settore del credito immobiliare, con effetto di doppio presidio normativo. È espressamente vietato inserire formulazioni che possano generare false aspettative sulla disponibilità o il costo del credito: un annuncio che prospetti tassi promozionali non effettivamente disponibili o condizioni accessibili solo a una platea ristretta viola già il comma 1, indipendentemente dal rispetto formale delle informazioni di base.

Le informazioni di base obbligatorie (comma 2)

Quando l'annuncio pubblicitario riporta un tasso d'interesse o altri elementi del costo del credito (ad esempio la rata mensile), scatta l'obbligo di indicare le informazioni di base elencate alle lettere da a) a m) del comma 2. Le principali sono:

  • Identificazione del finanziatore o dell'intermediario (lett. a);
  • Presenza di garanzia ipotecaria su beni immobili residenziali (lett. b), elemento qualificante del prodotto MCD;
  • Tasso d'interesse (fisso, variabile o misto) con dettaglio su commissioni e altri oneri (lett. c);
  • TAEG con evidenza almeno equivalente a qualsiasi altro tasso indicato (lett. e): questa regola sull'«evidenza equivalente» impedisce che il TAEG venga relegato in caratteri minori rispetto al tasso nominale;
  • Avvertenza sul rischio di cambio in caso di finanziamenti in valuta estera (lett. m), presidio rilevante per mutui indicizzati a CHF o altre valute.

L'obbligo di indicare le informazioni non scatta in assenza di riferimenti numerici al costo del credito: un annuncio puramente istituzionale o di brand awareness che non menzioni tassi né rate non è soggetto al comma 2, ma rimane soggetto al comma 1.

L'esempio rappresentativo (comma 3)

Le informazioni di cui alle lettere c), d), e), f), g), h), i), l) del comma 2 devono essere specificate tramite un esempio rappresentativo. Questa tecnica, già nota nel credito al consumo (art. 123 TUB e Dir. 2008/48/CE), consente di contestualizzare i dati numerici in uno scenario concreto (es. «Importo: 150.000 €, durata 20 anni, TAN fisso 3,50%, TAEG 3,80%, rata mensile 869,84 €, importo totale dovuto 208.761,60 €»), evitando che l'indicazione isolata del tasso risulti fuorviante. L'esempio deve essere effettivamente rappresentativo dell'offerta, non costruito su ipotesi irrealistiche o favorevoli al finanziatore.

Poteri normativi secondari (comma 4)

Il CICR, su proposta della Banca d'Italia, è delegato a precisare: le caratteristiche delle informazioni da includere, le modalità di divulgazione (differenziate per mezzo: stampa, digitale, radiotelevisivo) e i criteri per l'esempio rappresentativo. Questa delega consente un adeguamento tecnico nel tempo, in particolare per i nuovi canali digitali (banner, video online) in cui la leggibilità delle informazioni di base pone sfide specifiche.

Coordinamento sistematico

L'art. 120-octies va letto insieme all'art. 120-novies TUB (obblighi precontrattuali e PIES, Prospetto Informativo Europeo Standardizzato): la pubblicità costituisce il primo contatto informativo con il consumatore, mentre il PIES approfondisce le informazioni personalizzate prima della conclusione del contratto. La catena informativa MCD è quindi: pubblicità corretta → informazioni generali → PIES personalizzato → periodo di riflessione → conclusione del contratto.

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Domande frequenti

Un annuncio pubblicitario che mostra solo la rata mensile del mutuo deve indicare anche il TAEG?

Sì. La rata mensile è un «elemento del costo del credito», pertanto scatta l'obbligo di indicare tutte le informazioni di base del comma 2, incluso il TAEG con evidenza almeno equivalente alla rata o a qualsiasi altro tasso indicato nell'annuncio.

Cosa si intende per 'esempio rappresentativo' richiesto dal comma 3?

È uno scenario numerico concreto e realistico che illustra le informazioni di base (importo, durata, tasso, TAEG, rata, totale dovuto) in modo da rendere comprensibile il costo effettivo del credito. Non può essere costruito su condizioni favorevoli irrealistiche o su ipotesi marginali.

Un finanziatore online che pubblica banner digitali è soggetto alle stesse regole della pubblicità tradizionale?

Sì, il comma 2 impone che le informazioni siano 'facilmente leggibili o udibili' a seconda del mezzo usato, quindi si adattano al formato digitale. Il CICR può stabilire modalità specifiche per i canali digitali.

Come si coordina l'art. 120-octies con il Codice del Consumo in materia di pubblicità ingannevole?

Il comma 1 fa salva la disciplina del Codice del Consumo (parte II, titolo III): si applicano entrambe le normative. La pubblicità di un mutuo che rispetti formalmente il comma 2 TUB può comunque essere sanzionata come pratica commerciale scorretta se inganna il consumatore sull'effettiva accessibilità dell'offerta.

I mutui in valuta estera richiedono avvertenze specifiche nell'annuncio?

Sì. La lettera m) del comma 2 impone di inserire un'avvertenza esplicita sul rischio di cambio: fluttuazioni del tasso di cambio potrebbero incidere sull'importo che il consumatore è tenuto a pagare, aumentando potenzialmente la rata e il debito residuo.

Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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