Testo dell'articoloVigente
Il part-time agevolato (o «staffetta generazionale») consente al lavoratore prossimo alla pensione di ridurre l’orario di lavoro, ricevendo una quota integrativa dal datore esentasse pari alla contribuzione che il datore avrebbe versato per le ore non lavorate. Lo strumento è attivo sotto alcune condizioni e richiede il consenso del datore.
Tabella riepilogativa
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Requisito del lavoratore | Deve maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni; almeno 20 anni di contribuzione |
| Consenso del datore | Obbligatorio: la trasformazione è su accordo individuale |
| Riduzione orario | Dal 40% al 60% dell’orario contrattuale |
| Integrazione del datore | Quota corrispondente ai contributi previdenziali (quota INPS) sulle ore non lavorate |
| Fiscalità dell’integrazione | Esente da IRPEF e contributi per il lavoratore |
| Contribuzione pensionistica | Calcolata sull’orario pieno (contribuzione figurativa sulle ore ridotte) |
Chi può accedere e a quali condizioni
Il part-time agevolato (previsto dalla L. 208/2015) richiede che il lavoratore stia per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e che abbia almeno 20 anni di contribuzione INPS. È necessario il consenso del datore di lavoro: non è un diritto soggettivo del lavoratore, ma una trasformazione volontaria concordata. Possono accedere sia i lavoratori del settore privato sia alcune categorie del pubblico impiego, con specifiche regole di settore.
Come funziona l'integrazione economica
Quando il lavoratore passa al part-time agevolato, il datore paga le ore non lavorate in misura pari alla contribuzione previdenziale (quota INPS) che avrebbe versato sulle ore non lavorate. Questa somma integrativa viene corrisposta al lavoratore esente da IRPEF e da contributi: è un vantaggio fiscale rilevante, in parte finanziato dallo Stato che esonera il datore dal versamento dei contributi sulla quota oraria ridotta.
Effetti sulla pensione futura
Grazie alla contribuzione figurativa, il lavoratore in part-time agevolato matura la contribuzione come se lavorasse a orario pieno: la pensione futura non subisce penalizzazioni legate alla riduzione d’orario nel periodo agevolato. Al momento del pensionamento effettivo — che avviene comunque ai 67 anni (pensione di vecchiaia 2026) o alla maturazione dei requisiti — la pensione è calcolata sul montante contributivo pieno.
Casi pratici
Tizio ha 63 anni e 38 anni di contribuzione: maturerà la pensione di vecchiaia a 67 anni, cioè tra 4 anni. Purtroppo il requisito richiede la maturazione entro 3 anni: Tizio non ha ancora accesso al part-time agevolato. Potrà richiederlo a 64 anni.
Caia ha 64 anni e matura la pensione a 66 (ha 20 anni di contributi da lavoratrice part-time con contribuzione figurativa). Con il datore raggiunge un accordo per ridurre l’orario dal 100% al 50%: percepiranno metà stipendio più l’integrazione del datore (esentasse) pari ai contributi sulle ore non lavorate. La pensione futura non viene penalizzata.
Sempronio ha tutti i requisiti ma il datore rifiuta la trasformazione in part-time agevolato, ritenendo indispensabile la sua presenza a orario pieno. Il rifiuto è legittimo: il part-time agevolato richiede accordo bilaterale. Sempronio può esplorare altre opzioni (part-time ordinario, pensione anticipata se ha i requisiti).
Domande frequenti
Cosa sono i 3 anni entro cui devo maturare la pensione?
Il requisito è che, al momento della richiesta di trasformazione, il lavoratore maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (o ad altra pensione anticipata se il CCNL lo consente) entro i successivi 3 anni. Se la pensione si maturerà tra 4 o più anni, l’accesso al beneficio non è ancora disponibile.
L'integrazione del datore riduce la pensione futura?
No. Grazie alla contribuzione figurativa, la pensione viene calcolata come se il lavoratore avesse continuato a lavorare a orario pieno. L’integrazione non ha effetti negativi sull’importo della pensione.
Il part-time agevolato si applica anche nel pubblico impiego?
Sì, con alcune specificità di settore. Le Pubbliche Amministrazioni possono applicare lo schema con modalità analoghe, ma la disciplina può variare per comparto. Verificare le disposizioni specifiche del CCNL pubblico e le circolari INPS/Funzione Pubblica.
Posso tornare a orario pieno dopo la trasformazione?
La trasformazione in part-time agevolato è tendenzialmente definitiva fino alla pensione. Un eventuale rientro a orario pieno richiederebbe un nuovo accordo con il datore e la restituzione dei benefici fiscali-contributivi già goduti, secondo le indicazioni INPS.
Quanta contribuzione percepisce il lavoratore durante il part-time agevolato?
Il lavoratore riceve la retribuzione proporzionale all’orario ridotto più l’integrazione del datore (esente) pari ai contributi INPS sulle ore non lavorate. La contribuzione previdenziale è versata sul montante pieno grazie all’esonero contributivo del datore integrato dal meccanismo figurativo.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Cosa sono i 3 anni entro cui devo maturare la pensione?
Il requisito è che, al momento della richiesta di trasformazione, il lavoratore maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (o ad altra pensione anticipata se il CCNL lo consente) entro i successivi 3 anni. Se la pensione si maturerà tra 4 o più anni, l'accesso al beneficio non è ancora disponibile.
L'integrazione del datore riduce la pensione futura?
No. Grazie alla contribuzione figurativa, la pensione viene calcolata come se il lavoratore avesse continuato a lavorare a orario pieno. L'integrazione non ha effetti negativi sull'importo della pensione.
Il part-time agevolato si applica anche nel pubblico impiego?
Sì, con alcune specificità di settore. Le Pubbliche Amministrazioni possono applicare lo schema con modalità analoghe, ma la disciplina può variare per comparto. Verificare le disposizioni specifiche del CCNL pubblico e le circolari INPS/Funzione Pubblica.
Posso tornare a orario pieno dopo la trasformazione?
La trasformazione in part-time agevolato è tendenzialmente definitiva fino alla pensione. Un eventuale rientro a orario pieno richiederebbe un nuovo accordo con il datore e la restituzione dei benefici fiscali-contributivi già goduti, secondo le indicazioni INPS.
Quanta contribuzione percepisce il lavoratore durante il part-time agevolato?
Il lavoratore riceve la retribuzione proporzionale all'orario ridotto più l'integrazione del datore (esente) pari ai contributi INPS sulle ore non lavorate. La contribuzione previdenziale è versata sul montante pieno grazie all'esonero contributivo del datore integrato dal meccanismo figurativo.
Vedi anche