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Il lavoro domestico è regolato dal CCNL specifico che distingue colf, badanti, baby-sitter e governanti in livelli (A, B, C, D) con retribuzioni tabellari, vitto e alloggio, tredicesima e contribuzione INPS Gestione domestici. Il datore familiare è equiparato a un piccolo imprenditore per gli obblighi contributivi.
Tabella riepilogativa
| Livello | Profilo tipico | Caratteristiche |
|---|---|---|
| A | Collaboratore domestico generico | Pulizie, lavori di casa senza specializzazione |
| B | Collaboratore qualificato / baby-sitter base | Cura bambini o anziani, esperienza richiesta |
| C | Badante / collaboratore specializzato | Assistenza continuativa non sanitaria, autonomia |
| D | Governante / assistente familiare esperto | Gestione autonoma della casa o assistenza specialistica |
Chi è il datore di lavoro domestico
Il datore di lavoro domestico è la famiglia (o il singolo nucleo familiare) che impiega colf, badanti, baby-sitter o governanti a uso privato. Nonostante non sia un imprenditore, ha gli stessi obblighi del datore ordinario: comunicazione al CPI (solo per rapporti superiori alle 10 ore settimanali), versamento dei contributi INPS alla Gestione domestici trimestralmente, applicazione del CCNL e rilascio del cedolino paga.
Retribuzione, vitto e alloggio
La retribuzione è definita dalle tabelle del CCNL in base al livello e all’orario. I lavoratori conviventi hanno diritto a vitto e alloggio, il cui valore convenzionale è stabilito dal CCNL e può essere dedotto parzialmente dalla retribuzione in natura. Spettano tredicesima (e a volte quattordicesima), ferie annuali (26 giorni per i conviventi, 20 giorni per i non conviventi), riposo settimanale di 36 ore consecutive (inclusa la domenica) e indennità sostitutiva se il riposo non è goduto.
Contribuzione INPS e adempimenti del datore
I contributi alla Gestione domestici si versano a scadenza trimestrale (gennaio, aprile, luglio, ottobre) tramite il MAV o i canali INPS online. La quota è divisa tra datore e lavoratore; l’importo dipende dall’orario settimanale contrattuale e varia in base alle fasce orarie definite annualmente dall’INPS. Il lavoratore domestico matura pensione, indennità di malattia e di maternità dall’INPS e TFR a carico del datore.
Casi pratici
Tizio assume una colf per pulire la casa due volte a settimana: essendo il rapporto superiore alle 10 ore settimanali, deve comunicare l’assunzione al CPI, applicare il CCNL livello A e versare i contributi INPS ogni trimestre. Al termine del rapporto dovrà corrispondere il TFR.
Caia assume una badante per assistere sua madre anziana: il contratto è full time con convivenza. La badante è inquadrata al livello C, ha diritto a vitto e alloggio gratuiti (con valore convenzionale CCNL), 26 giorni di ferie all’anno e 36 ore di riposo settimanale consecutive.
Sempronio non ha versato i contributi alla Gestione domestici per due anni. L’INPS, su segnalazione della lavoratrice, contesta il mancato versamento: Sempronio deve saldare i contributi arretrati maggiorati delle sanzioni civili e degli interessi.
Domande frequenti
Quante ore settimanali richiedono la comunicazione al CPI?
Il contratto di lavoro domestico superiore a 10 ore settimanali deve essere comunicato al Centro per l’Impiego.
Quando si versano i contributi INPS per la colf?
A cadenza trimestrale: entro il 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre, tramite MAV o canali INPS online.
La badante convivente ha diritto a riposi?
Sì: 36 ore consecutive di riposo settimanale, di norma domenica. Se il riposo non è goduto spetta un’indennità sostitutiva prevista dal CCNL.
Come si calcola il TFR per la colf?
Con la stessa formula del TFR ordinario (retribuzione utile divisa per 13,5), ma considerando la retribuzione del CCNL domestico, compreso il valore convenzionale di vitto e alloggio se spettanti.
Cosa succede se il datore non assume regolarmente il lavoratore domestico?
Il rapporto di lavoro in nero espone il datore alle sanzioni per lavoro irregolare, al recupero dei contributi evasi con sanzioni civili e, in certi casi, a responsabilità penale.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Quante ore settimanali richiedono la comunicazione al CPI?
Il contratto di lavoro domestico superiore a 10 ore settimanali deve essere comunicato al Centro per l'Impiego.
Quando si versano i contributi INPS per la colf?
A cadenza trimestrale: entro il 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre, tramite MAV o canali INPS online.
La badante convivente ha diritto a riposi?
Sì: 36 ore consecutive di riposo settimanale, di norma domenica. Se il riposo non è goduto spetta un'indennità sostitutiva prevista dal CCNL.
Come si calcola il TFR per la colf?
Con la stessa formula del TFR ordinario (retribuzione utile divisa per 13,5), ma considerando la retribuzione del CCNL domestico, compreso il valore convenzionale di vitto e alloggio se spettanti.
Cosa succede se il datore non assume regolarmente il lavoratore domestico?
Il rapporto di lavoro in nero espone il datore alle sanzioni per lavoro irregolare, al recupero dei contributi evasi con sanzioni civili e, in certi casi, a responsabilità penale.
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