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Il FIS è un fondo residuale che copre i datori non rientranti nella CIGO/CIGS e privi di un fondo di solidarietà bilaterale: in pratica quasi tutti i settori non industriali con almeno un dipendente. Eroga assegno di integrazione salariale (AIS) pari all’80% della retribuzione persa fino al massimale INPS.
Tabella riepilogativa
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Datori beneficiari | Tutti i settori non coperti da CIGO/CIGS né da fondi bilaterali, con almeno 1 dipendente |
| Prestazione | Assegno di integrazione salariale (AIS): 80% della retribuzione persa fino al massimale INPS |
| Durata (datori 1-5 dip.) | Fino a 13 settimane nel biennio mobile |
| Durata (datori ≥ 6 dip.) | Fino a 26 settimane nel biennio mobile |
| Contribuzione | Aliquota a carico del datore (con parziale compartecipazione del lavoratore); varia per dimensione |
Chi rientra nel FIS
Il FIS è il fondo residuale del sistema degli ammortizzatori sociali: vi rientrano i datori di lavoro non coperti dalla CIGO o dalla CIGS e non aderenti a fondi di solidarietà bilaterali (come quello del commercio, del credito, delle assicurazioni). Ciò include ad esempio commercio al dettaglio di piccole dimensioni, agenzie, servizi professionali, piccola ristorazione. A partire dalla riforma del 2022 (D.L. 4/2022) il campo è stato esteso: anche i datori con un solo dipendente accedono al FIS.
L'assegno di integrazione salariale
L’assegno di integrazione salariale (AIS) è pari all’80% della retribuzione globale persa nelle ore sospese o ridotte, fino al massimale INPS aggiornato annualmente. Il trattamento è erogato dall’INPS direttamente al lavoratore (pagamento diretto) oppure anticipato dal datore con successivo conguaglio. La procedura prevede l’accordo o l’esame congiunto sindacale per la causale di crisi, mentre per la causale ordinaria è sufficiente la comunicazione preventiva.
Differenze rispetto alla CIGO e contribuzione FIS
A differenza della CIGO (riservata al settore industriale) il FIS non ha categorie merceologiche specifiche: è il fondo di chiusura del sistema. I datori versano una contribuzione obbligatoria al FIS proporzionale alla dimensione aziendale. Il lavoratore in AIS beneficia di contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici. La durata massima è inferiore alla CIGS ma il meccanismo di calcolo dell’integrazione è identico.
Casi pratici
L’agenzia immobiliare di Tizio (4 dipendenti) attraversa una crisi di fatturato. Non rientra nella CIGO (è un’impresa commerciale). Il datore attiva il FIS per 8 settimane: Tizio riceve l’AIS pari all’80% delle ore sospese.
La libreria di Caia ha un solo dipendente. Dopo la riforma 2022 anche questo datore accede al FIS: può attivare l’AIS per un massimo di 13 settimane nel biennio mobile.
Sempronio lavora in uno studio di consulenza con 8 dipendenti. Rientra nel FIS (non in fondi bilaterali specifici) e può beneficiare dell’AIS fino a 26 settimane nel biennio mobile.
Domande frequenti
Il FIS si attiva automaticamente?
No. È il datore che deve presentare domanda all’INPS, dopo aver espletato la procedura sindacale prevista (comunicazione preventiva o accordo a seconda della causale e della dimensione aziendale).
Anche i lavoratori con contratto a tempo determinato accedono al FIS?
Sì, purché il contratto sia in corso al momento della sospensione e il rapporto sia attivo. Lavoratori con contratto già scaduto non rientrano nella tutela.
Il FIS copre anche le assenze per malattia?
No. Il FIS copre sospensioni e riduzioni dell’orario per cause aziendali (crisi, riorganizzazione); le assenze per malattia sono gestite dall’INPS con l’indennità di malattia.
Cosa succede se il datore non ha versato i contributi al FIS?
L’INPS può comunque erogare le prestazioni al lavoratore, ma agisce in via amministrativa per il recupero dei contributi omessi dal datore, che risponde anche delle sanzioni.
Il FIS e la CIGS si possono usare in sequenza?
Dipende dalla dimensione aziendale: le imprese con almeno 15 dipendenti possono accedere anche alla CIGS. Sotto tale soglia il FIS è l’unico strumento residuale; si possono però sommare più periodi distinti entro i limiti di durata.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il Fondo di Integrazione Salariale e' il tassello che, nell'architettura degli ammortizzatori sociali ridisegnata dal D.Lgs. 148/2015, garantisce una tutela del reddito anche ai lavoratori dei settori storicamente esclusi dalla cassa integrazione. Conoscerne il funzionamento aiuta a capire a chi spetta e in quali limiti opera.
La funzione residuale del FIS
Il FIS interviene la' dove non arrivano gli altri strumenti: copre i datori non rientranti nella CIGO o nella CIGS e non aderenti a un fondo di solidarieta' bilaterale di settore. E' quindi il fondo di chiusura del sistema, pensato per il terziario, i servizi, il commercio di piccole dimensioni e le attività professionali.
La platea dopo la riforma del 2022
La riforma del 2022 ha ampliato in modo significativo il perimetro: l'accesso e' oggi riconosciuto ai datori con almeno un dipendente, superando le precedenti soglie dimensionali. Anche le micro-realta' dispongono percio' di una rete di protezione in caso di sospensione o riduzione dell'attività.
L'assegno di integrazione salariale
La prestazione e' l'assegno di integrazione salariale, pari all'80% della retribuzione persa nelle ore sospese o ridotte, entro il massimale INPS aggiornato annualmente. L'erogazione può avvenire con pagamento diretto da parte dell'INPS oppure con anticipo del datore e successivo conguaglio. Per gli importi del massimale si rinvia alle circolari INPS aggiornate.
La durata e il biennio mobile
La durata massima della prestazione si misura all'interno di un biennio mobile ed e' modulata in funzione della dimensione aziendale: i datori più grandi dispongono di un numero di settimane superiore rispetto a quelli più piccoli. Le misure puntuali sono fissate dalla normativa vigente e vanno verificate caso per caso.
Procedura di attivazione
Il FIS non si attiva automaticamente: il datore deve presentare domanda all'INPS dopo aver espletato la procedura di informazione e consultazione sindacale, con modalita' diverse a seconda della causale (ordinaria o di crisi) e della dimensione aziendale. Il rispetto della procedura e' condizione per l'accesso al trattamento.
Contribuzione figurativa e rapporto con la CIGS
Le ore coperte dal FIS godono di contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici: il periodo non lavorato non penalizza la futura pensione. Per le imprese che superano la soglia dimensionale prevista resta possibile l'accesso alla CIGS; al di sotto, il FIS e' lo strumento residuale di riferimento.
Domande frequenti
Il FIS si attiva automaticamente?
No. E' il datore a dover presentare domanda all'INPS, dopo aver espletato la procedura di informazione e consultazione sindacale prevista in base alla causale e alla dimensione aziendale.
Chi rientra nel FIS?
I datori di lavoro non coperti da CIGO o CIGS e non aderenti a un fondo di solidarieta' bilaterale, con almeno un dipendente dopo la riforma del 2022. Sono tipicamente realta' del terziario, dei servizi, del commercio di piccole dimensioni e delle attivita' professionali.
Quanto vale l'assegno di integrazione salariale?
E' pari all'80% della retribuzione persa nelle ore sospese o ridotte, entro il massimale INPS aggiornato annualmente. Per l'importo del massimale occorre fare riferimento alle circolari INPS aggiornate.
Il periodo di FIS conta per la pensione?
Si'. Le ore coperte dal FIS godono di contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici, quindi il periodo non lavorato non penalizza la futura pensione.
Cosa succede se il datore non ha versato i contributi al FIS?
L'INPS puo' comunque erogare le prestazioni al lavoratore e agisce poi in via amministrativa per il recupero dei contributi omessi e delle relative sanzioni a carico del datore.