Testo dell'articoloVigente
Ogni anno al 31 dicembre il TFR già accantonato si rivaluta applicando un coefficiente composto da una parte fissa dell’1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell’aumento dell’indice ISTAT FOI. La rivalutazione spetta sul montante degli anni precedenti; la quota maturata nell’anno corrente non si rivaluta. Sulla rivalutazione si applica un’imposta sostitutiva dell’11%.
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Tabella riepilogativa
| Componente | Regola | Note |
|---|---|---|
| Parte fissa | 1,5% annuo | Sempre applicata, indipendentemente dall’inflazione |
| Parte variabile | 75% dell’aumento ISTAT FOI | Indice prezzi al consumo operai e impiegati, dic./dic. |
| Base di calcolo | TFR accantonato al 31/12 anni precedenti | La quota dell’anno corrente non si rivaluta |
| Imposta sostitutiva | 11% sulla rivalutazione maturata | Versata dal datore entro il 16 dicembre di ogni anno |
| Applicazione al fondo pensione | Non applicabile | Il fondo segue il rendimento del comparto |
La formula e l'indice ISTAT FOI
Il coefficiente annuo di rivalutazione si ottiene sommando la quota fissa dell’1,5% alla quota variabile pari al 75% della variazione percentuale dell’indice ISTAT FOI (prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati) registrata tra dicembre dell’anno precedente e dicembre dell’anno in corso. Se l’inflazione FOI è stata del 2%, la parte variabile è 0,75 × 2% = 1,5%; il coefficiente totale sarà 1,5% + 1,5% = 3%.
Su quale importo si calcola
La rivalutazione si applica esclusivamente al TFR già accantonato al termine dell’anno precedente, cioè al montante cumulato delle quote degli anni precedenti. La quota maturata nell’anno in corso non si rivaluta fino all’anno successivo. Il calcolo è quindi di tipo composto: ogni anno la base cresce e la rivalutazione si applica su un importo sempre maggiore.
L'imposta sostitutiva dell'11%
Sulla rivalutazione del TFR il datore versa annualmente un’imposta sostitutiva dell’11%: viene anticipata dal datore e portata in compensazione. Questa imposta riduce leggermente il montante netto finale. La rivalutazione tassata con l’imposta sostitutiva non concorre alla base imponibile della tassazione separata applicata al momento della liquidazione.
Casi pratici
Tizio ha un montante TFR al 31/12/2024 di 10.000 €. L’indice ISTAT FOI dicembre 2025 vs dicembre 2024 segna +2%. Il coefficiente è 1,5% + (75% × 2%) = 1,5% + 1,5% = 3%. La rivalutazione è 300 €; su di essa il datore versa 33 € di imposta sostitutiva (11%). Il montante netto sale a 10.267 €.
Se l’indice FOI non cresce, la parte variabile è zero e la rivalutazione si riduce alla sola quota fissa dell’1,5%. Su un montante di 15.000 € la rivalutazione è 225 €, con imposta sostitutiva di 24,75 €.
Sempronio ha destinato il TFR a un fondo pensione: le somme versate al fondo non sono soggette alla rivalutazione dell’art. 2120 c.c. né all’imposta sostitutiva annua; il rendimento dipende dal comparto di investimento scelto.
Domande frequenti
La rivalutazione del TFR è garantita?
Sì: la parte fissa dell’1,5% è sempre applicata per legge. La parte variabile (75% ISTAT FOI) può essere zero se l’inflazione è nulla o negativa, ma non può essere negativa: in deflazione la componente variabile non riduce la parte fissa.
Chi paga l'imposta sostitutiva sulla rivalutazione?
La versa il datore di lavoro entro il 16 dicembre di ogni anno, anticipando l’onere per conto del fisco; viene poi detratta dal TFR accantonato per il lavoratore.
Il TFR nel fondo pensione si rivaluta con la formula ISTAT?
No. Il TFR destinato al fondo pensione segue il rendimento del comparto scelto, che può essere superiore o inferiore alla rivalutazione di legge.
La rivalutazione si applica anche se cambio azienda?
Se il TFR viene liquidato al momento del cambio, la rivalutazione si calcola pro-rata fino alla cessazione. Se il CCNL prevede il trasferimento del TFR al nuovo datore, il montante continua ad essere rivalutato.
Come posso conoscere il montante TFR rivalutato?
Il datore è tenuto a indicare il TFR accantonato nel cedolino paga o in un documento separato; in caso di mancata comunicazione il lavoratore può richiederne l’estratto.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
La rivalutazione del TFR è garantita?
Sì: la parte fissa dell'1,5% è sempre applicata per legge. La parte variabile (75% ISTAT FOI) può essere zero se l'inflazione è nulla o negativa, ma non può essere negativa: in deflazione la componente variabile non riduce la parte fissa.
Chi paga l'imposta sostitutiva sulla rivalutazione?
La versa il datore di lavoro entro il 16 dicembre di ogni anno, anticipando l'onere per conto del fisco; viene poi detratta dal TFR accantonato per il lavoratore.
Il TFR nel fondo pensione si rivaluta con la formula ISTAT?
No. Il TFR destinato al fondo pensione segue il rendimento del comparto scelto, che può essere superiore o inferiore alla rivalutazione di legge.
La rivalutazione si applica anche se cambio azienda?
Se il TFR viene liquidato al momento del cambio, la rivalutazione si calcola pro-rata fino alla cessazione. Se il CCNL prevede il trasferimento del TFR al nuovo datore, il montante continua ad essere rivalutato.
Come posso conoscere il montante TFR rivalutato?
Il datore è tenuto a indicare il TFR accantonato nel cedolino paga o in un documento separato; in caso di mancata comunicazione il lavoratore può richiederne l'estratto.
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