Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · NASpI e disoccupazione

In sintesi

La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei 4 anni che precedono la cessazione. Chi ha lavorato 4 anni continuativi ottiene il massimo di 24 mesi. Chi ha contributi più limitati riceve una durata proporzionalmente inferiore.

Riferimento normativo

D.Lgs. 22/2015, art. 5

Tabella riepilogativa

Durata NASpI in base alle settimane contributive (ultimi 4 anni)
Settimane contributive nei 4 anni Durata NASpI
13 settimane (minimo) 6-7 settimane
26 settimane (6 mesi) 13 settimane (circa 3 mesi)
52 settimane (1 anno) 26 settimane (circa 6 mesi)
104 settimane (2 anni) 52 settimane (circa 12 mesi)
156 settimane (3 anni) 78 settimane (circa 18 mesi)
208 settimane (4 anni) 104 settimane = 24 mesi (massimo)

La regola della metà

La legge stabilisce che la NASpI dura per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione accumulate nei 4 anni che precedono la data di cessazione del rapporto. La durata massima è di 24 mesi (104 settimane): non può essere superata anche se il lavoratore ha più di 208 settimane di contributi nel quadriennio.

Quali contributi si contano

Si contano le settimane in cui risultano versati contributi previdenziali da parte del datore di lavoro, compresi quelli versati in rapporti a termine, part-time e da datori diversi nello stesso quadriennio. Non rientrano nel computo i periodi coperti da contribuzione figurativa già fruita (ad esempio un’altra indennità di disoccupazione).

Periodi di lavoro prima del quadriennio

I contributi versati prima del quadriennio di riferimento non rilevano ai fini della durata NASpI, ma possono essere utili per la pensione. Questo significa che un lavoratore con 20 anni di contributi complessivi, ma solo 1 anno lavorato negli ultimi 4, otterrà una NASpI di soli 6 mesi circa.

Casi pratici

Tizio – 2 anni di lavoro negli ultimi 4

Tizio ha lavorato per circa 2 anni (104 settimane) negli ultimi 4 anni. La durata della sua NASpI sarà di 52 settimane, ossia circa 12 mesi.

Caia – lavoro discontinuo con 3 contratti

Caia ha avuto 3 contratti a termine per un totale di 130 settimane negli ultimi 4 anni. La sua NASpI durerà 65 settimane, cioè circa 15 mesi, indipendentemente dal fatto che i periodi fossero discontinui.

Sempronio – 4 anni pieni di contributi

Sempronio ha lavorato ininterrottamente per 4 anni (208 settimane). Raggiunge il massimo: la sua NASpI durerà 104 settimane, ossia 24 mesi.

Domande frequenti

Qual è la durata massima della NASpI?

24 mesi (104 settimane). Non è possibile superare questo limite anche con contributi superiori a 208 settimane nel quadriennio.

Se ho lavorato solo 6 mesi, quanto dura la NASpI?

Se negli ultimi 4 anni hai lavorato circa 26 settimane (6 mesi), la NASpI durerà circa 13 settimane, ossia 3 mesi circa.

I contributi versati prima dei 4 anni contano per la durata?

No. Per la durata si considerano solo i contributi versati nel quadriennio immediatamente precedente la cessazione. I contributi più datati non incidono sulla durata della NASpI.

Un secondo periodo di disoccupazione si azzera la contribuzione?

I periodi di contribuzione già utilizzati per una precedente NASpI non si possono usare nuovamente: vengono «bruciati». Solo i contributi successivi o non ancora computati confluiranno nel calcolo di una futura NASpI.

Il part-time riduce la durata della NASpI?

No: ciò che conta è il numero di settimane in cui sono stati versati contributi, non l’orario di lavoro. Anche una settimana di part-time a poche ore conta come settimana contributiva ai fini della durata.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei quattro anni che precedono la cessazione del rapporto (art. 5, D.Lgs. 22/2015).
  • La durata massima è di 24 mesi (104 settimane) e non può essere superata, qualunque sia il numero di settimane accumulate nel quadriennio.
  • Contano le settimane coperte da contribuzione effettiva, anche da rapporti a termine, part-time e datori diversi nello stesso periodo.
  • I contributi già utilizzati per una precedente prestazione di disoccupazione non si computano una seconda volta.
  • I contributi anteriori al quadriennio non incidono sulla durata, ma restano utili ai fini pensionistici.
  • Il part-time non riduce la durata: rileva la settimana coperta, non l'orario.
Indice dei contenuti

La NASpI è l'ammortizzatore sociale cardine per chi perde involontariamente il lavoro. Comprendere come si calcola la sua durata è spesso più importante che conoscere l'importo, perché da quel calcolo dipende per quanti mesi il lavoratore potrà contare su un sostegno mentre cerca una nuova occupazione.

La regola della metà

L'art. 5 del D.Lgs. 22/2015 fissa un criterio lineare: la NASpI spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei quattro anni che precedono la data di cessazione. È un meccanismo proporzionale che premia la continuità lavorativa: chi ha lavorato di più nel quadriennio gode di una copertura più lunga. La frazione si arrotonda secondo i criteri applicati dall'INPS.

Il tetto dei 24 mesi

Per quanti contributi si siano accumulati, la durata non può superare 104 settimane, ossia 24 mesi. Anche un lavoratore con quattro anni pieni di contribuzione (208 settimane) raggiunge esattamente il massimo, e oltre quella soglia ulteriori settimane non producono un allungamento. È un limite di sistema che bilancia la generosità della prestazione con la sua sostenibilità.

Quali contributi si computano

Rilevano le settimane in cui risultano versati contributi previdenziali da parte del datore, comprese quelle maturate in rapporti a tempo determinato, in part-time o presso datori diversi nello stesso quadriennio. La frammentazione del lavoro non penalizza il calcolo: ciò che conta è la somma delle settimane coperte. Non si computano invece i periodi già coperti da una contribuzione figurativa connessa a una precedente indennità di disoccupazione già fruita.

Il principio del consumo dei contributi

Un punto spesso frainteso: i contributi già utilizzati per una NASpI precedente sono consumati e non possono essere fatti valere di nuovo. Per una futura prestazione contano solo i contributi maturati successivamente o non ancora computati. Questo evita la doppia valorizzazione dello stesso periodo e va tenuto presente da chi alterna più episodi di disoccupazione nel tempo.

Contributi anteriori al quadriennio

I versamenti effettuati prima dei quattro anni di riferimento non incidono sulla durata della NASpI. Ciò significa che un lavoratore con una lunga carriera ma poco lavoro negli ultimi quattro anni otterrà una prestazione breve. Quei contributi non vanno però perduti: restano utili ai fini del diritto e della misura della pensione.

Part-time e tutela proporzionale

Il lavoro a tempo parziale non riduce la durata della prestazione: la legge guarda alla settimana coperta da contribuzione, non al numero di ore. Una settimana di part-time vale come una settimana piena ai fini della durata. L'orario ridotto incide semmai sull'importo, calcolato sulla retribuzione, non sulla durata.

Durata e decorrenza della domanda

La durata così determinata decorre dal momento di spettanza della prestazione, che dipende dalla tempestività della domanda. La NASpI va richiesta, in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione: se la domanda è presentata oltre l'ottavo giorno, le giornate di ritardo erodono la prestazione, perché la decorrenza arretra solo fino a un certo limite. La durata massima teorica resta quella calcolata sulla regola della metà, ma la fruizione effettiva può ridursi se la domanda è tardiva.

Eventi che interrompono o riducono la prestazione

La durata può non essere goduta per intero quando intervengono eventi che fanno venire meno lo stato di disoccupazione: una nuova occupazione a tempo indeterminato, il superamento delle soglie di reddito da lavoro autonomo o subordinato, il raggiungimento dei requisiti pensionistici. In caso di nuovo impiego di breve durata la NASpI può essere sospesa e poi ripresa per il residuo. È quindi importante distinguere la durata maturata dalla durata effettivamente fruita, che dipende dalle vicende successive del lavoratore.

Domande frequenti

Qual è la durata massima della NASpI?

24 mesi, pari a 104 settimane. Il limite non può essere superato neppure con più di 208 settimane di contribuzione nel quadriennio di riferimento.

Come si calcola la durata della NASpI?

È pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei quattro anni che precedono la cessazione del rapporto, ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs. 22/2015.

I contributi versati molti anni fa contano per la durata?

No, per la durata rilevano solo i contributi del quadriennio precedente la cessazione. Quelli più risalenti restano utili ai fini pensionistici.

Il part-time riduce la durata della NASpI?

No. Conta il numero di settimane coperte da contribuzione, non l'orario: una settimana di part-time vale come una settimana piena ai fini della durata.

I contributi già usati per una NASpI precedente valgono ancora?

No, sono consumati. Per una nuova prestazione si computano solo i contributi maturati successivamente o non ancora utilizzati.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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