Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Modelli e fac-simile · Lavoro

In sintesi

Le dimissioni volontarie vanno convalidate esclusivamente in via telematica sul portale del Ministero del Lavoro (con SPID). La lettera al datore resta utile per fissare la data di cessazione e rispettare il preavviso previsto dal CCNL.

Scheda rapida

Quando si usa
Per cessare volontariamente il rapporto di lavoro
Forma
Comunicazione telematica + lettera al datore
Invio consigliato
Procedura telematica + raccomandata/PEC o consegna a mano
Riferimenti
Art. 2118 c.c.; art. 26 D.Lgs. 151/2015

Cos’è e quando si usa

Dal 2016 le dimissioni del lavoratore dipendente (salvo alcune eccezioni, come il lavoro domestico) si presentano solo in modalità telematica, tramite il portale del Ministero del Lavoro accedendo con SPID, oppure tramite un soggetto abilitato (patronato, sindacato, consulente del lavoro). La procedura telematica è la condizione di validità: senza di essa le dimissioni non producono effetto.

La lettera tradizionale al datore resta comunque una buona prassi: serve a comunicare la decisione, indicare l’ultimo giorno di lavoro e dimostrare il rispetto del preavviso stabilito dal contratto collettivo applicato. Durante il preavviso il rapporto prosegue regolarmente.

Cosa deve contenere

  • Dati del lavoratore e del datore di lavoro
  • Qualifica e data di inizio del rapporto
  • Manifestazione della volontà di dimettersi
  • Indicazione dell’ultimo giorno di lavoro, nel rispetto del preavviso
  • Riferimento all’avvenuta (o contestuale) comunicazione telematica
  • Luogo, data e firma

Fac-simile: comunicazione di dimissioni

Fac-simile da compilare
[LUOGO], [DATA]

Spett.le [NOME AZIENDA / DATORE DI LAVORO]
Alla c.a. dell'Ufficio del Personale

Oggetto: dimissioni volontarie

Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], C.F. [CODICE FISCALE], dipendente di codesta azienda con qualifica di [QUALIFICA] dal [DATA ASSUNZIONE],

COMUNICO

la mia volontà di rassegnare le dimissioni dal rapporto di lavoro.

Nel rispetto del termine di preavviso di [NUMERO] giorni previsto dal CCNL [NOME CCNL] applicato, l'ultimo giorno di lavoro sarà il [DATA ULTIMO GIORNO].

Provvedo contestualmente alla trasmissione telematica delle dimissioni ai sensi dell'art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015. Chiedo che mi vengano consegnati, alla cessazione, la documentazione di fine rapporto e quanto spettante a titolo di TFR e competenze maturate.

Distinti saluti.

[FIRMA]

I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

Come inviarlo e conservarlo

Esegui per prima cosa la comunicazione telematica sul portale del Ministero del Lavoro (con SPID) o rivolgiti a un patronato/consulente: è quella che rende valide le dimissioni. Poi consegna la lettera al datore a mano (facendoti firmare copia per ricevuta) oppure inviala con raccomandata A/R o PEC.

Verifica sul tuo CCNL la durata esatta del preavviso, che varia per inquadramento e anzianità: se non lo rispetti, il datore può trattenere dall’ultima busta paga l’indennità di mancato preavviso.

Errori da evitare

  • Pensare che basti la lettera: senza comunicazione telematica le dimissioni non valgono
  • Non rispettare il preavviso previsto dal CCNL (rischio trattenuta in busta)
  • Indicare una data dell’ultimo giorno incompatibile con il preavviso
  • Non farsi rilasciare ricevuta della consegna al datore

Domande frequenti

Le dimissioni si fanno solo online?
Sì, per la generalità dei lavoratori dipendenti la validità è subordinata alla comunicazione telematica sul portale ministeriale (con SPID) o tramite un soggetto abilitato. Fanno eccezione alcune categorie, come il lavoro domestico.
Posso revocare le dimissioni?
Sì, entro sette giorni dalla trasmissione telematica puoi revocarle con la stessa procedura. Dopo questo termine la revoca richiede l’accordo del datore.
Quanto preavviso devo dare?
Dipende dal CCNL applicato, dal tuo inquadramento e dall’anzianità. Va sempre verificato sul contratto collettivo: in caso di mancato rispetto il datore può trattenere l’indennità di mancato preavviso.

Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

In sintesi

  • Le dimissioni volontarie si convalidano esclusivamente in via telematica sul portale del Ministero del Lavoro (SPID) o tramite soggetto abilitato.
  • La procedura telematica è condizione di validità: senza, le dimissioni non producono effetto.
  • La lettera al datore resta utile per fissare l'ultimo giorno e rispettare il preavviso (art. 2118 c.c.).
  • Esiste un termine entro cui revocare le dimissioni telematiche.
  • Per madri/padri nel primo anno del figlio è prevista la convalida presso l'Ispettorato del Lavoro.
  • Durante il preavviso il rapporto prosegue regolarmente.
Indice dei contenuti

Dare le dimissioni sembra l'atto più semplice del rapporto di lavoro, ma dal 2016 è governato da una procedura formale che, se ignorata, rende l'atto privo di effetti. La lettera tradizionale, da sola, non basta più: serve la convalida telematica. Capire come si articolano i due piani - la comunicazione al datore e la convalida ministeriale - evita errori che possono lasciare il lavoratore in una posizione incerta.

La forma telematica come condizione di validità

Dal 2016 le dimissioni del lavoratore dipendente si presentano in modalità telematica, tramite il portale del Ministero del Lavoro con accesso SPID, oppure per il tramite di un soggetto abilitato (patronato, sindacato, consulente del lavoro). La procedura non è un adempimento accessorio: è la condizione stessa di validità. Senza convalida telematica, le dimissioni non producono effetto.

A che cosa serve allora la lettera

La lettera al datore conserva una funzione precisa anche dopo la riforma: comunica formalmente la decisione, fissa l'ultimo giorno di lavoro e documenta il rispetto del preavviso contrattuale. È lo strumento che ordina i rapporti pratici, mentre la convalida telematica è ciò che dà efficacia giuridica all'atto. Conviene usarli insieme, non in alternativa.

Il preavviso e l'art. 2118 c.c.

Le dimissioni a tempo indeterminato richiedono il preavviso, la cui durata è fissata dal CCNL applicato in base a qualifica e anzianità. L'art. 2118 c.c. consente di recedere dandolo, o di pagare l'indennità sostitutiva in caso di mancato preavviso. Durante il preavviso il rapporto prosegue regolarmente, con i relativi diritti e doveri.

Che cosa deve contenere la lettera

Una lettera ben fatta indica i dati del lavoratore e del datore, la qualifica e la data di inizio del rapporto, la manifestazione inequivoca della volontà di dimettersi e l'ultimo giorno di lavoro nel rispetto del preavviso. È opportuno trasmetterla con modalità che ne provino la ricezione (PEC, raccomandata o consegna a mano con firma).

La revoca delle dimissioni

La procedura telematica prevede la possibilità di revocare le dimissioni entro un termine dalla trasmissione: è una tutela contro le decisioni avventate o estorte. Decorso quel termine, l'atto si consolida. Conoscere questa finestra è importante per chi ci ripensa subito dopo aver inviato la convalida.

La convalida rafforzata per i genitori

Per la lavoratrice e il lavoratore nel periodo protetto legato alla genitorialità - tipicamente fino al primo anno di vita del figlio - è prevista una convalida presso l'Ispettorato del Lavoro. È una garanzia ulteriore, volta a evitare dimissioni indotte da pressioni in un momento di particolare debolezza contrattuale.

Le conseguenze sulla NASpI

Le dimissioni volontarie, di regola, non aprono l'accesso alla NASpI, salvo le ipotesi equiparate alla cessazione involontaria (come le dimissioni per giusta causa). È un aspetto da valutare prima di rassegnare le dimissioni, perché incide direttamente sulla tutela del reddito nella fase successiva.

Casi pratici

Caso 1: Tizio invia solo la lettera

Tizio consegna la lettera di dimissioni al datore ma non effettua la convalida telematica. Le dimissioni non producono effetto: il rapporto giuridicamente prosegue. Solo completando la procedura sul portale del Ministero le dimissioni diventano valide.

Caso 2: Caia neomamma si dimette

Caia, madre di un bambino di pochi mesi, decide di dimettersi. Trattandosi del periodo protetto legato alla genitorialità, la convalida avviene presso l'Ispettorato del Lavoro, a garanzia che la scelta sia genuina e non indotta da pressioni.

Domande frequenti

Basta consegnare la lettera di dimissioni al datore?

No. Dal 2016 occorre la convalida telematica sul portale del Ministero del Lavoro (o tramite soggetto abilitato): senza di essa le dimissioni non producono effetto.

A cosa serve allora la lettera?

A comunicare formalmente la decisione, fissare l'ultimo giorno di lavoro e documentare il rispetto del preavviso previsto dal CCNL.

Quanto preavviso devo dare?

La durata è stabilita dal contratto collettivo in base a qualifica e anzianità. In mancanza di preavviso è dovuta l'indennità sostitutiva (art. 2118 c.c.).

Posso revocare le dimissioni?

Sì, entro il termine previsto dalla procedura telematica dalla trasmissione. Trascorso quel termine, l'atto si consolida.

Dopo le dimissioni ho diritto alla NASpI?

Di regola no, salvo le ipotesi equiparate alla cessazione involontaria, come le dimissioni per giusta causa.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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