Testo dell'articoloVigente
L’autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione, art. 46 DPR 445/2000) sostituisce molti certificati anagrafici e di stato: residenza, nascita, cittadinanza, titolo di studio. Non richiede autentica della firma ed è gratuita.
Cos’è e quando si usa
L’autocertificazione è la dichiarazione, sottoscritta dall’interessato, con cui si attestano stati, qualità personali e fatti elencati dall’art. 46 del DPR 445/2000: data e luogo di nascita, residenza, cittadinanza, stato civile, stato di famiglia, titolo di studio, situazione reddituale, iscrizione ad albi e altri. Sostituisce i corrispondenti certificati e non richiede l’autentica della firma.
Le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi pubblici devono accettarla e non possono chiedere i certificati che essa sostituisce. I privati possono accettarla a loro discrezione. Le dichiarazioni mendaci comportano la decadenza dai benefici e responsabilità penale: l’ente può eseguire controlli.
Cosa deve contenere
- Dati anagrafici completi del dichiarante
- Riferimento all’art. 46 DPR 445/2000
- Consapevolezza delle sanzioni penali per dichiarazioni false
- I fatti/stati che si dichiarano (residenza, titolo di studio, ecc.)
- Luogo, data e firma (senza autentica)
Fac-simile: dichiarazione sostitutiva di certificazione
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE (art. 46 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445) Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], residente in [INDIRIZZO], C.F. [CODICE FISCALE], consapevole delle sanzioni penali previste dall'art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci, DICHIARO sotto la mia responsabilità: - [es. di essere residente in ___ dal ___] - [es. di essere in possesso del diploma/laurea in ___ conseguito presso ___ il ___] - [es. di essere di stato civile ___] - [ALTRO STATO/QUALITÀ/FATTO] Dichiaro di essere informato/a che i dati personali saranno trattati esclusivamente nell'ambito del procedimento per cui la presente è resa. [LUOGO], [DATA] Il dichiarante [FIRMA]
I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.
Come inviarlo e conservarlo
Compila e firma la dichiarazione: non occorre l’autentica né la marca da bollo (è gratuita ed esente). Puoi consegnarla allo sportello, inviarla per posta, via PEC o per email allegando, in questi ultimi casi, copia di un documento d’identità.
Ricorda che le PA e i gestori di pubblici servizi non possono rifiutarla per gli stati che essa sostituisce; un eventuale rifiuto è illegittimo. Dichiara solo il vero: i controlli sono frequenti e le dichiarazioni false hanno conseguenze penali e la perdita del beneficio ottenuto.
Errori da evitare
- Cercare l’autentica della firma: per l’autocertificazione non serve
- Usarla verso privati pretendendo che siano obbligati ad accettarla
- Dichiarare fatti non veri (responsabilità penale e decadenza)
- Dimenticare la copia del documento se inviata per posta o email
Domande frequenti
Cosa posso autocertificare?
L'autocertificazione vale anche verso i privati?
Cosa rischio se dichiaro il falso?
Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.
In sintesi
Indice dei contenuti
L'autocertificazione è uno degli strumenti più utili e al tempo stesso più fraintesi del rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione. Nata per sburocratizzare, consente di sostituire una lunga serie di certificati con una semplice dichiarazione sottoscritta dall'interessato. Capirne esattamente l'ambito di applicazione evita sia richieste illegittime degli uffici sia errori che possono avere conseguenze penali.
Cosa si può autocertificare
L'art. 46 del DPR 445/2000 elenca gli stati, le qualità personali e i fatti dichiarabili: data e luogo di nascita, residenza, cittadinanza, stato civile, stato di famiglia, titolo di studio, situazione reddituale, iscrizione ad albi e molti altri. La dichiarazione sostituisce il corrispondente certificato a tutti gli effetti.
L'obbligo di accettazione da parte della PA
Le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non solo possono, ma devono accettare l'autocertificazione e non possono pretendere i certificati che essa sostituisce. Un rifiuto è illegittimo e può essere segnalato. I privati, invece, restano liberi di accettarla o di chiedere documentazione ulteriore.
Niente autentica, niente bollo
Un errore comune è cercare l'autentica della firma o pagare una marca da bollo: per l'autocertificazione non servono. La dichiarazione è valida con la semplice sottoscrizione dell'interessato, in carta libera e gratuita.
La responsabilità per le dichiarazioni false
La contropartita della semplicità è la responsabilità. L'art. 76 del DPR 445/2000 punisce penalmente le dichiarazioni mendaci, mentre l'art. 75 prevede la decadenza dai benefici eventualmente conseguiti. La PA può effettuare controlli, anche a campione, sul contenuto delle dichiarazioni.
Come trasmetterla in sicurezza
L'autocertificazione può essere consegnata allo sportello, spedita per posta, inviata via PEC o email. Quando non è firmata in presenza del funzionario è buona regola allegare copia di un documento d'identità, requisito spesso richiesto per la validità della trasmissione a distanza.
Distinzione dalla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
L'autocertificazione dell'art. 46 va tenuta distinta dalla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà (art. 47), con cui si attestano fatti, stati e qualità a diretta conoscenza dell'interessato non rientranti nell'elenco dell'art. 46. Scegliere il modello corretto evita rigetti.
Casi pratici
Caso 1: residenza per una pratica comunale
Tizio deve dimostrare la propria residenza per una pratica presso il Comune. Invece del certificato anagrafico, presenta un'autocertificazione ex art. 46 DPR 445/2000. L'ufficio è obbligato ad accettarla: pretendere il certificato sarebbe illegittimo.
Caso 2: titolo di studio richiesto da una banca
Caia presenta a una banca l'autocertificazione del proprio titolo di laurea. Trattandosi di soggetto privato, la banca può accettarla oppure chiedere il certificato originale: non vi è obbligo di accettazione come per la PA.
Domande frequenti
Cosa posso autocertificare?
Gli stati, le qualità e i fatti elencati dall'art. 46 del DPR 445/2000: residenza, nascita, cittadinanza, stato di famiglia, titolo di studio, situazione reddituale, iscrizione ad albi e altro. Sostituiscono i relativi certificati.
L'autocertificazione vale anche verso i privati?
Le PA e i gestori di servizi pubblici devono accettarla. I privati, come banche o aziende, possono accettarla ma non sono obbligati.
Serve l'autentica della firma o la marca da bollo?
No. L'autocertificazione è valida con la semplice sottoscrizione dell'interessato, in carta libera, ed è gratuita ed esente da bollo.
Cosa rischio se dichiaro il falso?
La responsabilità penale ai sensi dell'art. 76 del DPR 445/2000 e la decadenza dai benefici conseguiti ai sensi dell'art. 75. La PA può effettuare controlli sulle dichiarazioni rese.
Che differenza c'è con la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà?
L'autocertificazione (art. 46) riguarda gli stati e le qualità elencati dalla legge; la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47) attesta altri fatti a diretta conoscenza del dichiarante non compresi in quell'elenco.