In sintesi
- I valori limite di esposizione per le radiazioni ottiche incoerenti (non laser) sono riportati nell’allegato XXXVII, parte I.
- I valori limite per le radiazioni laser sono riportati nell’allegato XXXVII, parte II.
- I valori limite si basano sugli effetti nocivi accertati su occhi e cute e garantiscono la protezione di tutti gli effetti nocivi conosciuti.
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Art. 215 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Valori limite di esposizione
In vigore dal 15/05/2008
1. I valori limite di esposizione per le radiazioni incoerenti sono riportati nell’allegato XXXVII, parte I.
2. I valori limite di esposizione per le radiazioni laser sono riportati nell’allegato XXXVII, parte II.
Stesso numero, altri codici
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I valori limite di esposizione per le radiazioni ottiche: una struttura binaria
L’art. 215 del D.Lgs. 81/2008 costituisce la norma-cardine numerica del Capo V, rinviando per i valori di esposizione all’allegato XXXVII. La distinzione tra radiazioni incoerenti (parte I) e laser (parte II) riflette le diverse proprietà fisiche delle due tipologie: per le radiazioni incoerenti i valori limite tengono conto della banda spettrale, dell’irradianza e del tempo di esposizione in modo indipendente dalla coerenza del fascio; per i laser la valutazione è più complessa perché dipende dalla lunghezza d'onda, dalla dimensione e divergenza del fascio, dalla durata dell’impulso (laser pulsati) e dalla classe del laser. L’allegato XXXVII, parte II recepisce direttamente le tabelle della norma internazionale IEC 60825-1 (Sicurezza degli apparecchi laser), che è il riferimento tecnico mondiale per la classificazione e la valutazione del rischio laser. Per le radiazioni incoerenti, i valori limite dell’allegato XXXVII, parte I derivano dalla Direttiva 2006/25/CE e dalle raccomandazioni dell’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection). In pratica, le misurazioni per verificare il rispetto dei valori limite delle ROA richiedono strumenti radiometrici specifici (radiometri UV calibrati, potenzometri laser) e spesso la consulenza di fisici o esperti di sicurezza laser. Il RSPP di un’officina con saldatura ad arco dovrà verificare che i livelli di UV generati dall’arco rispettino i valori limite della parte I dell’allegato XXXVII per i lavoratori nelle immediate vicinanze; il responsabile della sicurezza laser di un reparto di taglio laser CNC dovrà verificare la corretta classificazione del laser e le misure di contenimento previste dalla norma IEC 60825-1 per la classe specifica.
Struttura dell’allegato XXXVII
L’allegato XXXVII, parte I sulle radiazioni incoerenti distingue i valori limite per gli occhi (suddivisi per banda spettrale: UV 180-400 nm, visibile 380-780 nm, IR 780 nm-1 mm) e per la cute (suddivisi per UV e IR). Per ciascuna banda sono forniti i valori di irradianza e/o esposizione radiante massimi consentiti in funzione del tempo di esposizione. La parte II sulle radiazioni laser fornisce il limite di esposizione accessibile (LEA, Laser Exposure Accessible) per occhi e cute in funzione della lunghezza d'onda, della durata dell’esposizione (singola o ripetuta) e del tipo di laser (continuo o pulsato). La comprensione e l’applicazione di questi valori richiede competenze specialistiche: la verifica del rispetto dei valori limite laser non è un compito per un RSPP generico, ma richiede la figura del «Laser Safety Officer» (LSO) prevista dalla norma CEI EN 60825-1.
Domande frequenti
Come si verifica che le radiazioni UV di una lampada da sterilizzazione non superino i valori limite?
Misurando l’irradianza UV (W/m²) a diverse distanze dalla sorgente con un radiometro UV calibrato e confrontando i valori con le tabelle dell’allegato XXXVII, parte I, tenendo conto del tempo di esposizione giornaliero dei lavoratori.
Un laser di classe 3B richiede misure speciali secondo il D.Lgs. 81/2008?
Sì. I laser di classe 3B (da 5 mW a 500 mW) possono causare danni alla retina anche in caso di esposizione indiretta (riflessioni speculari). Richiedono misure di contenimento rigorose: barriere fisiche, segnaletica, occhiali di protezione specifici per la lunghezza d'onda, e la designazione di un Laser Safety Officer.
La verifica del rispetto dei valori limite laser può essere fatta dall’RSPP ordinario?
Solo per laser di classe bassa (1, 1M, 2, 2M). Per laser di classe 3B e 4 è necessaria la figura specializzata del Laser Safety Officer (LSO), con competenze specifiche riconosciute dalla norma CEI EN 60825-1.
I valori limite dell’allegato XXXVII si applicano anche ai laser medicali (laser chirurgici, laser dermatologici)?
Sì, per i lavoratori esposti (chirurghi, infermieri, personale di sala operatoria). I pazienti sono tutelati dalla normativa sui dispositivi medici. Per i laser medicali di classe 4 (chirurgici), le misure di protezione per gli operatori sono particolarmente stringenti.
Un’azienda con molte lampade UV da ufficio (per fotocopiatori) deve valutare il rischio ROA?
Di solito no per le lampade di fotocopiatori moderni, che hanno schermi protettivi che riducono l’emissione UV sotto i valori limite. Il datore deve comunque verificare le specifiche del costruttore e documentare nel DVR le ragioni per cui non è necessaria una valutazione più dettagliata.