Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- L’imprenditore commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari (art. 2214).
- Più le altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa.
- Vanno conservati fatture e corrispondenza, ricevute e spedite.
- I piccoli imprenditori sono esonerati (comma 3).
- Conservazione per dieci anni (art. 2220).
Cosa dice l’art. 2214 c.c.
«L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari.
Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite.
Le disposizioni di questo paragrafo non si applicano ai piccoli imprenditori.»
Cosa tenere e conservare
| Documento | Obbligo |
|---|---|
| Libro giornale | Obbligatorio (registrazione cronologica delle operazioni) |
| Libro degli inventari | Obbligatorio (redazione iniziale e a ogni chiusura) |
| Altre scritture | In base a natura e dimensioni dell’impresa |
| Fatture e corrispondenza | Conservazione ordinata, ricevute e spedite |
| Durata della conservazione | Dieci anni dall’ultima registrazione (art. 2220) |
L’obbligo è correlato alla natura commerciale dell’attività e alle sue dimensioni: oltre ai due libri tipici, possono servire scritture ausiliarie (mastri, magazzino) coerenti con l’organizzazione.
Perché contano: prova e responsabilità
Le scritture contabili regolarmente tenute hanno valore probatorio nei rapporti tra imprenditori. La loro irregolarità o mancanza priva di questo vantaggio e, soprattutto in caso di insolvenza, può rilevare ai fini della bancarotta documentale: tenere correttamente i libri non è solo un adempimento formale, ma una tutela.
Tre casi pratici
Caso 1 – Ditta individuale commerciale
Scenario. Un imprenditore commerciale non piccolo avvia l’attività.
Inquadramento. Deve tenere libro giornale e libro degli inventari, oltre alle scritture richieste dall’organizzazione (art. 2214). I piccoli imprenditori ne sono esonerati.
Cosa impostare
- libro giornale;
- libro degli inventari;
- scritture ausiliarie utili;
- archiviazione di fatture e corrispondenza.
Caso 2 – Conservazione dei documenti
Scenario. Ci si chiede per quanto conservare i registri.
Inquadramento. Dieci anni dall’ultima registrazione (art. 2220), anche in forma informatica se garantita conformità e leggibilità.
Cosa curare
- termine decennale;
- conservazione sostitutiva a norma;
- ordine per affare;
- reperibilità in caso di controlli.
Caso 3 – Scritture mancanti in una crisi
Scenario. Emerge che la contabilità è incompleta.
Inquadramento. Oltre a perdere valore probatorio, in caso di insolvenza l’irregolarità delle scritture può avere rilievo penale (bancarotta documentale): la regolarità è una protezione.
Attenzione a
- completezza dei libri;
- tracciabilità delle operazioni;
- ricostruzione del patrimonio;
- tempestività delle registrazioni.
Spunti pratici
- Tieni i due libri base (giornale e inventari) più le scritture necessarie.
- Conserva 10 anni libri, fatture e corrispondenza.
- Ordina per affare la documentazione ricevuta e spedita.
- Valuta la conservazione informatica a norma.
- Regolarità = tutela: protegge in giudizio e in caso di crisi.
Per impostare correttamente la contabilità puoi far verificare libri, scritture e conservazione.
Norme collegate
Codice civile: art. 2214 (libri obbligatori), art. 2220 (conservazione), art. 2709 (efficacia probatoria). Vedi anche redazione del bilancio.
Fonti affidabili
Domande frequenti
Quali libri contabili sono obbligatori?
L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari, oltre alle altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa (art. 2214 c.c.).
Cosa va conservato oltre ai libri?
Vanno conservati ordinatamente, per ciascun affare, gli originali di lettere, telegrammi e fatture ricevute e le copie di quelli spediti (comma 2).
I piccoli imprenditori devono tenere le scritture?
No. Le disposizioni sull’obbligo delle scritture contabili non si applicano ai piccoli imprenditori (comma 3).
Per quanto tempo vanno conservate le scritture?
Per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione (art. 2220 c.c.); lo stesso vale per corrispondenza e fatture.
Cosa si rischia se le scritture sono irregolari o mancanti?
Si perde il vantaggio probatorio e, in caso di insolvenza, l’irregolarità può rilevare ai fini della bancarotta documentale.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti