Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 350 c.p.c. – Trattazione

Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

Davanti alla corte di appello la trattazione dell’appello è affidata all’istruttore, se nominato, e la decisione è collegiale; davanti al tribunale l’appello è trattato e deciso dal giudice monocratico.

Nella prima udienza di trattazione il giudice verifica la regolare costituzione del giudizio e, quando occorre, ordina l’integrazione di esso o la notificazione prevista dall’articolo 332, dichiara la contumacia dell’appellato oppure dispone che si rinnovi la notificazione dell’atto di appello, e provvede alla riunione degli appelli proposti contro la stessa sentenza.

Quando rileva che ricorre l’ipotesi di cui all’articolo 348-bis il giudice, sentite le parti, dispone la discussione orale della causa ai sensi dell’articolo 350-bis. Allo stesso modo può provvedere quando l’impugnazione appare manifestamente fondata, o comunque quando lo ritenga opportuno in ragione della ridotta complessità o dell’urgenza della causa.

Quando non provvede ai sensi del terzo comma, nella stessa udienza il giudice procede al tentativo di conciliazione ordinando, quando occorre, la comparizione personale delle parti; provvede inoltre sulle eventuali richieste istruttorie, dando le disposizioni per l’assunzione davanti a sé delle prove ammesse.

L’estinzione del processo è dichiarata nei modi e nelle forme previste dall’articolo 348, terzo comma.

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Davanti alla corte di appello, i provvedimenti sono pronunciati dall’istruttore, se nominato, nei casi espressamente previsti e nei casi di cui agli articoli 309 e 355; in ogni altro caso sono pronunciati dal collegio.

In sintesi

  • Corte d'Appello: trattazione collegiale (tre giudici generalmente)
  • Tribunale in funzione d'appello: giudice monocratico (un solo giudice)
  • Il presidente della Corte può delegare l'istruttoria a un componente
  • Nella prima udienza il giudice verifica la costituzione regolare
  • Giudice provvede a notificazioni, integrazione del giudizio, tentativo di conciliazione
Indice dei contenuti

In appello davanti a Corte la trattazione è collegiale; il presidente può delegare l'assunzione di prove. Davanti al Tribunale il giudice è monocratico.

Ratio

L'articolo 350 c.p.c. differenzia la composizione del collegio giudicante tra la Corte d'Appello (organo plurisoggettivo per controversie di maggior valore e complessità) e il Tribunale in appello (organo monocratico per cause di minore complessità). Questa differenziazione serve a bilanciare l'esigenza di controllo accurato della sentenza di primo grado (favorendo il collegio collegiale) con l'esigenza di economia processuale (consentendo il giudice unico per cause semplici). La delega presidenziale dell'istruttoria a un solo componente consente al collegio di concentrarsi sul controllo normativo e sulla discussione del merito, accelerando la decisione.

Analisi

La norma si articola in tre commi. Il primo stabilisce che davanti alla Corte di Appello la trattazione è collegiale, ma il presidente del collegio può delegare per l'assunzione dei mezzi istruttori (prove orali, deposizioni, perizie) uno dei suoi componenti. Davanti al Tribunale, invece, l'appello è trattato e deciso dal giudice monocratico (una sola persona). Il secondo comma precisa che nella prima udienza di trattazione il giudice (singolare, perché il comando vale sia per il collegio che per il monocratico) verifica la regolare costituzione del giudizio e, quando occorre, ordina l'integrazione di esso (ad es., integrazione di parte per difetto di legittimazione) o la notificazione prevista dall'articolo 332 (notificazione dell'appello al convenuto che non è ancora stato notificato). Il giudice, inoltre, dispone la rinnovazione della notificazione dell'atto di appello se vi sono vizi. Il terzo comma prescrive che nella stessa udienza il giudice dichiara la contumacia dell'appellato (se non si è costituito), provvede alla riunione degli appelli proposti contro la medesima sentenza (consolidamento processuale), e procede al tentativo di conciliazione, ordinando, quando occorre, la comparizione personale delle parti (faccia a faccia).

Quando si applica

Si applica a tutti gli appelli civili, sia davanti a Corte d'Appello sia davanti a Tribunale (funzione d'appello). Quando Tizio impugna una sentenza della Corte d'Appello, la corte di appello terza istanza (se esiste) è composta di norma da tre giudici; uno di essi, su delega del presidente, può assumere le prove (ascoltare testimoni, acquisire perizie). Quando Caio impugna una sentenza di primo grado davanti al Tribunale (in funzione d'appello, per cause di valore minore), il giudice è unico; questo giudice monocratico verifica nella prima udienza se Caio si è costituito regolarmente, ordina eventuali notificazioni, dichiara contumacia dell'appellato se assente, tenta la conciliazione. Se più appelli sono stati proposti contro la stessa sentenza (ad es., Tizio, Caio, Sempronio impugnano tutti), il giudice li riunisce in un'unica causa, procedendo uniformemente.

Connessioni

Rinvia agli articoli 327 c.p.c. (appello in genere), 330 ss. c.p.c. (appello incidentale), 332 c.p.c. (notificazione dell'appello), 347 c.p.c. (costituzione in appello), 348 c.p.c. (improcedibilità), 351 c.p.c. (esecuzione provvisoria). Collegate anche agli articoli sul processo collegiale (artt. 50 ss.) e sulla competenza funzionale per materia (art. 70). Il D.L. 19 febbraio 1998, n. 51 ha modificato l'articolo introducendo il giudice monocratico davanti al Tribunale.

Casi pratici

Caso 1: Tizio impugna una sentenza della prima istanza davanti alla Corte d'Appello

La Corte d'Appello assegna la causa a un collegio di tre giudici (togati) di cui uno è il presidente. Nella prima udienza di trattazione, il giudice di cui l'imputazione della causa. Il presidente, accertato che Tizio si è costituito regolarmente, noti che Caio (l'appellato) è assente dalla prima udienza. Il presidente ordina la comunicazione di contumacia a Caio. Inoltre, il presidente nomina uno dei tre giudici collegiali (il più anziano o il più esperto di materia) per assumere eventualmente le prove (se la causa ne richiede): testimonianze, perizie, confronti documentali. Successivamente, se le prove vengono acquisite, il giudice delegato informa il collegio, il quale discute il merito all'udienza successiva e delibera la sentenza.

Caso 2: Caso 2

Sempronio impugna una sentenza di primo grado (controversia su locazione per 8.000 euro) davanti al Tribunale in funzione d'appello. Poiché il valore è modesto, il Tribunale assegna il giudizio a un giudice monocratico. Nella prima udienza, questo giudice unico verifica se Sempronio è regolarmente costituito (ha depositato memoria). Constata che Sempronio è presente, ma Filano (controparte) non si è costituito. Il giudice dichiara contumacia di Filano e gli ordina la comunicazione della contumacia. Se nel frattempo sono stati proposti altri appelli contro la medesima sentenza (ad es., Filano stesso o altri appelli incidentali), il giudice provvede alla riunione di tutti gli appelli in una sola causa per economia processuale. Quando occorre, il giudice monocratico ordina la comparizione personale delle parti per tentare la conciliazione (cerc una soluzione negoziata).

Domande frequenti

Qual è la differenza tra appello davanti a Corte e appello davanti a Tribunale?

Appello davanti a Corte d'Appello è trattato da collegio (tre giudici). Appello davanti a Tribunale è trattato da giudice monocratico (un solo giudice). La scelta dipende dal valore della causa e dalla competenza.

Il presidente della Corte d'Appello può decidere da solo?

No, la Corte decide collegialmente. Tuttavia, il presidente può delegare uno dei componenti per assumere le prove (testimonianze, perizie). La decisione finale rimane collegiale.

Che cosa fa il giudice nella prima udienza di appello?

Verifica se la costituzione è regolare, ordina eventuali notificazioni mancanti, dichiara contumacia se necessario, provvede alla riunione di appelli multipli, e tenta la conciliazione ordinando la comparizione personale delle parti se utile.

Posso chiedere la comparizione personale in appello?

Sì, il giudice può ordinarla d'ufficio o su istanza della parte. Serve a facilitare il tentativo di conciliazione o a chiarire questioni che richiedono la testimonianza diretta delle parti.

Se ho appelli multipli contro la stessa sentenza, vengono riuniti?

Sì. Il giudice di appello provvede d'ufficio alla riunione di tutti gli appelli proposti contro la medesima sentenza (appello principale, appello incidentale, controappello) in un'unica causa per economia processuale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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