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In sintesi
- Per il 2026 il massimale mensile lordo unico della cassa integrazione (CIGO, CIGS, FIS) è 1.423,69 euro, pari a circa 1.340,56 euro netti per gli operai (dopo la riduzione del 5,84%).
- Per le sospensioni dovute a maltempo nel settore edile e lapideo il massimale sale del 20%, a 1.708,44 euro lordi (1.608,66 euro netti).
- Per NASpI e DIS-COLL il massimale mensile 2026 è 1.584,70 euro, con una soglia di 1.456,72 euro che determina come si calcola l’indennità.
- Gli importi sono fissati dalla circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, che li rivaluta ogni anno in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
- Dal 2022 la CIG ha un massimale unico, uguale per tutti indipendentemente dalla retribuzione: prima esistevano due fasce distinte (998,18 e 1.199,72 euro nel 2021), superate dalla legge di Bilancio 2022.
Perché questi numeri cambiano ogni anno
I massimali degli ammortizzatori sociali non sono fissati una volta per tutte: la legge prevede una rivalutazione annuale agganciata alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolata rispetto all’anno precedente. Ogni gennaio l’INPS pubblica una circolare che aggiorna gli importi in vigore dal 1° gennaio: per il 2026 il riferimento è la circolare n. 4 del 28 gennaio 2026. È per questo che una cifra corretta nel 2025 può risultare superata pochi mesi dopo, ed è buona norma verificare sempre l’anno di riferimento prima di applicare un importo in busta paga o in una domanda.
Cassa integrazione: il massimale unico
Fino al 31 dicembre 2021 l’integrazione salariale aveva due massimali diversi in base alla retribuzione di riferimento del lavoratore: uno più basso per chi guadagnava fino a una certa soglia mensile, uno più alto per chi la superava (nel 2021, rispettivamente 998,18 e 1.199,72 euro). La legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021, art. 1, comma 194, lettera a) ha abolito questa distinzione per i periodi di sospensione o riduzione decorrenti dal 1° gennaio 2022, introducendo un massimale unico — quello più alto, poi rivalutato di anno in anno — che si applica a tutti i lavoratori a prescindere dalla retribuzione percepita.
Per il 2026 questo massimale unico è pari a 1.423,69 euro lordi mensili. L’importo netto effettivamente percepito dagli operai è inferiore, perché su di esso l’INPS applica una riduzione del 5,84% (prevista dall’art. 26 della L. 41/1986 a titolo di contributo per l’assegno per il nucleo familiare): il netto 2026 risulta quindi di circa 1.340,56 euro.
Edilizia e lapidei: il massimale maggiorato per il maltempo
Per le imprese edili e lapidee che sospendono l’attività per intemperie stagionali — le giornate di maltempo che rendono impossibile lavorare all’aperto, tipiche del settore — il massimale ordinario è maggiorato del 20%. Per il 2026 significa un tetto di 1.708,44 euro lordi, corrispondenti a circa 1.608,66 euro netti dopo la consueta riduzione. La maggiorazione si applica specificamente alla causale meteo, non alle altre causali di CIGO eventualmente utilizzate dalla stessa impresa edile.
NASpI e DIS-COLL: massimale e soglia di calcolo
Per l’indennità di disoccupazione NASpI e per la DIS-COLL (la corrispondente per collaboratori coordinati e continuativi e assegnisti di ricerca) il massimale mensile 2026 è 1.584,70 euro. A differenza della cassa integrazione, qui esiste anche una soglia intermedia — pari nel 2026 a 1.456,72 euro — che entra nel calcolo dell’importo: se la retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni è pari o inferiore alla soglia, l’indennità è il 75% di quella retribuzione; se la supera, l’indennità è il 75% della soglia più il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia stessa, con il risultato comunque limitato dal massimale di 1.584,70 euro. Questo meccanismo (non il calcolo completo di durata e decalage, per cui si rimanda alle guide dedicate) è la ragione per cui, superata una certa retribuzione, l’indennità cresce sempre più lentamente fino a fermarsi al tetto.
Perché conoscere il massimale giusto conta davvero
Confondere il massimale dell’anno sbagliato, o applicare quello ordinario della cassa integrazione a un caso di maltempo in edilizia (o viceversa), porta a conguagli in busta paga: un importo versato in eccesso viene recuperato nelle mensilità successive, uno versato in difetto va integrato. Per i datori di lavoro, sapere quale massimale si applica serve anche a stimare correttamente il costo di un periodo di sospensione già in fase di programmazione, prima ancora di presentare la domanda all’INPS. Per i lavoratori, conoscere il proprio massimale di riferimento permette di verificare se l’importo accreditato (direttamente dall’INPS o anticipato dal datore in busta paga) è quello corretto, senza dover attendere il conguaglio per accorgersi di un errore.
La tabella riepilogativa 2026
| Prestazione | Importo lordo 2026 | Importo netto 2026 | Riferimento |
|---|---|---|---|
| CIGO / CIGS / FIS (massimale unico) | 1.423,69 € | ~1.340,56 € | Circ. INPS 4/2026 |
| CIGO edilizia e lapidei (maltempo, +20%) | 1.708,44 € | ~1.608,66 € | Circ. INPS 4/2026 |
| NASpI e DIS-COLL (massimale) | 1.584,70 € | — | Circ. INPS 4/2026 |
| NASpI e DIS-COLL (soglia per il calcolo al 75%) | 1.456,72 € | — | Circ. INPS 4/2026 |
Esempio pratico
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Tizio è operaio edile con retribuzione lorda di 2.200 euro al mese: la sua impresa lo sospende per una settimana di pioggia intensa che rende impossibile il cantiere. L’integrazione gli spetta all’80% della retribuzione persa, ma non oltre il massimale maggiorato dell’edilizia: 1.708,44 euro lordi mensili, corrispondenti a circa 1.608,66 euro netti se la sospensione fosse piena per un mese.
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Caia perde il lavoro con una retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni di 1.700 euro, sopra la soglia NASpI: la sua indennità si calcola sul 75% di 1.456,72 (= 1.092,54) più il 25% della differenza tra 1.700 e 1.456,72 (= 60,82), per un totale di circa 1.153,36 euro — comunque sotto il massimale di 1.584,70 euro, quindi il tetto in questo caso non interviene.
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Sempronio, dirigente con retribuzione molto più alta, avrebbe invece diritto a un’indennità NASpI calcolata con la stessa formula ma limitata al massimale: non potrà mai superare 1.584,70 euro al mese, qualunque fosse la sua retribuzione da lavoratore dipendente.
Domande frequenti
Perché in busta paga la cassa integrazione non arriva mai al massimale pieno?
Perché il massimale è un tetto, non un importo garantito: l’integrazione è pari a una percentuale (di regola l’80%) della retribuzione persa, e solo chi ha una retribuzione abbastanza alta da superare quella percentuale rispetto al massimale viene effettivamente “tagliato” dal tetto.
Il massimale unico CIG vale anche per il FIS?
Sì: dal 2022 il Fondo di Integrazione Salariale segue lo stesso massimale unico previsto per CIGO e CIGS, rivalutato con la stessa circolare annuale.
Dove trovo la circolare INPS con i massimali aggiornati ogni anno?
Sul sito INPS, nella sezione circolari e messaggi: la circolare che comunica i massimali per l’anno in corso viene pubblicata solitamente a fine gennaio, con effetto retroattivo dal 1° gennaio.
La soglia NASpI di 1.456,72 euro serve anche per calcolare il massimale?
No, sono due valori distinti con funzioni diverse: la soglia entra nella formula di calcolo dell’indennità (75%/25%), il massimale è il tetto finale oltre il quale l’indennità non può salire in nessun caso.
Per il calcolo dell’importo NASpI mese per mese, incluso il decalage, dove trovo una guida?
Questa pagina si concentra sui massimali; per il calcolo completo dell’importo NASpI (inclusa la riduzione progressiva nel tempo) è disponibile il calcolatore NASpI del sito.
Da leggere insieme
- Cassa integrazione CIGO e CIGS: cosa cambia per il dipendente
- NASpI: come si calcola l’importo mensile
- DIS-COLL: la disoccupazione per co.co.co e assegnisti