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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando scatta il test

Non a tappeto e non ogni anno: la società valuta a fine esercizio se esistono indicatori che un’immobilizzazione materiale o immateriale possa aver perso valore in modo durevole. L’elenco dell’OIC 9 (indicativo, non esaustivo) comprende: valore di mercato sceso molto più del previsto; variazioni negative nell’ambiente tecnologico, di mercato, economico o normativo; aumento dei tassi che riduce il valore d’uso; attivo netto contabile superiore al fair value stimato della società; obsolescenza o deterioramento evidente; l’attività inutilizzata o destinata a dismissione anticipata; informativa interna che segnala rendimenti sotto le attese.

Se un indicatore esiste — anche quando poi la perdita non viene rilevata — è comunque il momento di rivedere vita utile residua, criterio di ammortamento e valore residuo del cespite.

Il test: valore contabile contro valore recuperabile

Grandezza Definizione OIC 9
Valore contabile Costo storico al netto di ammortamenti e precedenti svalutazioni
Fair value Prezzo che si percepirebbe per la vendita in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione
Valore d’uso Valore attuale dei flussi di cassa attesi dall’attività o dall’unità generatrice di flussi (UGC)
Valore recuperabile Il maggiore tra fair value e valore d’uso

Non serve calcolarli entrambi: se già il primo supera il valore contabile, l’attività non è svalutata. Quando la singola immobilizzazione non genera flussi autonomi (il caso normale: un macchinario dentro una linea di produzione), il test si fa a livello di unità generatrice di cassa — il più piccolo gruppo di attività che produce flussi indipendenti.

L’approccio semplificato per le piccole imprese

Attualizzare flussi di cassa prospettici è fuori portata per molte PMI: per questo l’OIC 9 consente — dai bilanci 2017 solo alle società che redigono il bilancio abbreviato e alle micro-imprese — la verifica basata sulla capacità di ammortamento: il margine economico che la gestione mette a disposizione, negli esercizi futuri, per coprire gli ammortamenti. Se la somma dei redditi attesi (prima degli ammortamenti) copre gli ammortamenti residui, la recuperabilità è dimostrata senza attualizzazioni. È presumibile che nelle imprese piccole il risultato coincida con quello dell’approccio base.

Rilevazione, ripristino e fisco

La svalutazione si imputa a conto economico (voce B.10.c). Se negli esercizi successivi vengono meno i presupposti, il valore va ripristinato fino al valore che l’attività avrebbe avuto senza svalutazione (al netto degli ammortamenti non stanziati) — con un’eccezione assoluta: il ripristino è vietato per l’avviamento. Sul piano fiscale le svalutazioni civilistiche delle immobilizzazioni non sono in genere immediatamente deducibili: generano una differenza temporanea e quindi imposte anticipate, se il recupero è ragionevolmente certo.

Esempio pratico

  • La Alfa S.r.l. (bilancio abbreviato) ha una linea di produzione con valore contabile 400.000 euro e ammortamenti residui per 5 anni. Un concorrente estero ha dimezzato i prezzi: indicatore di perdita durevole (variazione di mercato sfavorevole).

  • Approccio semplificato: il budget quinquennale stima margini ante-ammortamento per complessivi 320.000 euro. La capacità di ammortamento non copre il valore contabile: svalutazione di 80.000 a conto economico.

  • Fiscalmente la svalutazione non è deducibile subito: si recupera attraverso i minori ammortamenti civilistici futuri; con imponibili attesi capienti, Alfa iscrive imposte anticipate su 80.000.

  • Se fra due anni il mercato si riprende e i margini tornano a coprire gli ammortamenti, il valore si ripristina a conto economico.

Domande frequenti

La svalutazione OIC 9 è deducibile?

Di regola no, non nell’esercizio di rilevazione: il TUIR riconosce gli ammortamenti sui coefficienti ministeriali e ignora le svalutazioni civilistiche dei beni ammortizzabili, che si trasformano in una differenza temporanea (deduzione spalmata sui futuri minori ammortamenti o sulla cessione).

Il test va fatto anche sull’avviamento?

Sì, e con più attenzione: l’avviamento non genera flussi autonomi e si testa dentro la sua UGC; la sua svalutazione non è mai ripristinabile (art. 2426, n. 3, c.c.).

Che differenza c’è con l’impairment test IAS 36?

La logica è la stessa (valore recuperabile = maggiore tra fair value e valore d’uso); cambiano l’obbligatorietà del test annuale per l’avviamento negli IAS e l’assenza, nei principi internazionali, dell’approccio semplificato della capacità di ammortamento.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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