Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il ristorno è lo strumento tipico con cui la cooperativa restituisce ai soci il vantaggio mutualistico: non è un dividendo sul capitale, ma la quota di risultato che spetta al socio in ragione degli scambi avuti con la cooperativa (lavoro prestato, acquisti effettuati, prodotti conferiti). Vediamo natura, presupposti, criteri di ripartizione, forme di attribuzione, differenza con il dividendo e gli errori frequenti, con le norme commentate.

Cos’è il ristorno e la sua natura

Il ristorno esprime il vantaggio mutualistico, cioè il beneficio economico che il socio trae dal rapporto di scambio con la cooperativa. A differenza del dividendo, che remunera il capitale investito, il ristorno remunera la partecipazione allo scambio mutualistico: nelle cooperative di lavoro è proporzionato al lavoro prestato; in quelle di consumo agli acquisti; in quelle di conferimento ai prodotti apportati. È, in sostanza, una restituzione al socio di parte del risultato generato grazie alla sua attività con la cooperativa.

I presupposti e il limite (art. 2545-sexies)

L’art. 2545-sexies stabilisce che l’atto costitutivo determina i criteri di ripartizione dei ristorni ai soci proporzionalmente alla quantità e alla qualità degli scambi mutualistici. I ristorni possono essere attribuiti solo se la cooperativa ha conseguito un avanzo di gestione derivante dall’attività mutualistica: non si distribuisce ciò che non si è prodotto nello scambio con i soci. La cooperativa deve riportare separatamente nel bilancio i dati relativi all’attività con i soci, distinguendoli da quelli con i terzi, proprio per individuare l’avanzo ristornabile.

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Profilo Ristorno Dividendo
Cosa remunera Lo scambio mutualistico (lavoro, acquisti, conferimenti) Il capitale investito
Criterio Quantità e qualità degli scambi con la cooperativa Quota di capitale sottoscritto
Presupposto Avanzo di gestione dell’attività mutualistica Utile distribuibile
Norma art. 2545-sexies art. 2545-quinquies

Le forme di attribuzione del ristorno

Il ristorno può essere riconosciuto al socio in diverse forme: come integrazione della retribuzione (nelle cooperative di lavoro) o riduzione del prezzo (nelle cooperative di consumo); come aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato (mediante emissione di nuove quote o azioni); oppure mediante distribuzione di strumenti finanziari. La scelta della forma incide sul trattamento fiscale e sulla liquidità del socio: l’attribuzione a capitale, ad esempio, rafforza la cooperativa ma non comporta un’erogazione immediata di denaro.

Differenza con il dividendo e limiti

È essenziale non confondere ristorno e dividendo. Il dividendo (art. 2545-quinquies) remunera il capitale ed è soggetto, nelle cooperative a mutualità prevalente, ai limiti di tasso previsti dalle clausole obbligatorie (art. 2514). Il ristorno remunera lo scambio mutualistico e segue i criteri proporzionali dell’art. 2545-sexies. Confondere i due istituti può portare a distribuzioni illegittime: un «ristorno» calcolato sul capitale, e non sugli scambi, sarebbe in realtà un dividendo mascherato, in violazione delle regole sulla mutualità.

Decisione, contabilizzazione e cautele

La distribuzione dei ristorni è deliberata, di norma, dall’assemblea in sede di approvazione del bilancio, sulla base della proposta degli amministratori che evidenzia l’avanzo mutualistico ristornabile e i criteri di riparto. È buona prassi che la cooperativa tenga una contabilità separata che distingua, fin dalle scritture, i rapporti con i soci da quelli con i terzi: senza questa distinzione diventa impossibile dimostrare quale parte dell’avanzo derivi effettivamente dall’attività mutualistica e quindi sia ristornabile. Quando il ristorno è attribuito mediante aumento gratuito di capitale, la cooperativa rafforza la propria patrimonializzazione senza erogare liquidità, opzione spesso preferita nelle fasi di crescita; quando è erogato in denaro o come integrazione retributiva, incide invece sulla disponibilità immediata di cassa. La scelta va ponderata anche alla luce degli effetti fiscali, diversi a seconda della forma adottata e della natura della cooperativa.

Spunti pratici

Esempio pratico

Una cooperativa di lavoro chiude l’esercizio con un avanzo di gestione derivante dall’attività svolta dai soci. L’assemblea, secondo i criteri statutari (art. 2545-sexies), delibera la distribuzione di ristorni ai soci lavoratori in proporzione al lavoro prestato durante l’anno: a Tizio, che ha lavorato di più, spetta un ristorno maggiore rispetto a Caio, indipendentemente dalla quota di capitale di ciascuno. Il ristorno viene riconosciuto come integrazione della retribuzione. La quota di utile destinata a remunerare il capitale, invece, è il dividendo, soggetto ai limiti di tasso della mutualità prevalente (artt. 2514 e 2545-quinquies).

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Domande frequenti

Cos'è il ristorno in una cooperativa?

È la restituzione al socio del vantaggio mutualistico, cioè la quota di risultato che gli spetta in ragione degli scambi avuti con la cooperativa (lavoro, acquisti, conferimenti), distinta dal dividendo che remunera il capitale.

Come si calcola il ristorno?

In base ai criteri previsti dall'atto costitutivo, proporzionalmente alla quantità e qualità degli scambi mutualistici di ciascun socio con la cooperativa (art. 2545-sexies).

Quando si possono distribuire i ristorni?

Solo se la cooperativa ha conseguito un avanzo di gestione derivante dall'attività mutualistica; per questo i dati dell'attività con i soci vanno riportati separatamente in bilancio (art. 2545-sexies).

In che forme può essere attribuito il ristorno?

Come integrazione della retribuzione o riduzione del prezzo, come aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto, oppure mediante distribuzione di strumenti finanziari.

Qual è la differenza tra ristorno e dividendo?

Il ristorno remunera lo scambio mutualistico secondo gli scambi del socio (art. 2545-sexies); il dividendo remunera il capitale investito ed è soggetto ai limiti di tasso nelle cooperative a mutualità prevalente (artt. 2514 e 2545-quinquies).

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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