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Si può avere un marchio senza averlo registrato? Sì: chi usa di fatto un segno distintivo gode di una certa tutela, il cosiddetto marchio di fatto. È una protezione più debole di quella del marchio registrato, ma in certi casi può persino battere una registrazione altrui. Vediamo come funziona il preuso.
Cos’è il marchio di fatto
Il marchio di fatto è un segno distintivo effettivamente usato nel commercio ma non registrato. È un diritto non titolato (art. 2 CPI), tutelato in forza dell’uso e della notorietà acquisita. La sua protezione si fonda anche sulla disciplina della concorrenza sleale (art. 2598, n. 1, c.c.) contro gli atti di confusione.
Il preuso e la novità (art. 12 CPI)
Il preuso è l’uso anteriore di un segno rispetto alla registrazione di un marchio uguale o simile da parte di un terzo. Il preuso incide sulla novità del marchio registrato (art. 12 CPI):
| Tipo di preuso | Effetto |
|---|---|
| Preuso con notorietà generale (non puramente locale) | Toglie novità al marchio registrato successivo: la registrazione altrui può essere nulla |
| Preuso con notorietà puramente locale | Il terzo può registrare; il preutente può continuare l’uso nei limiti locali (art. 12, c. 1, lett. a) |
Il preuso locale e il diritto di continuare l’uso
Se il preuso ha avuto una notorietà puramente locale, il successivo marchio registrato è valido, ma il preutente ha diritto di continuare l’uso del proprio segno nei limiti della diffusione locale, nonostante la registrazione altrui (art. 12, comma 1, lett. a, e art. 28 CPI). Convivono così due segni, ciascuno nel proprio ambito.
I limiti della tutela di fatto
Il marchio di fatto protegge solo nei limiti dell’effettivo uso e notorietà: chi non registra deve provare l’anteriorità e l’estensione dell’uso, prova spesso difficile e costosa. La registrazione, al contrario, offre una protezione certa, nazionale e documentata. Per questo conviene quasi sempre registrare.
Spunti pratici
- Registra comunque: il marchio di fatto è una rete di sicurezza, non una strategia.
- Conserva le prove d’uso (date, fatturato, area geografica): servono per il preuso.
- Preuso locale: puoi continuare l’uso ma non espanderti liberamente (art. 28).
- Preuso notorio? Puoi attaccare la registrazione altrui per difetto di novità (art. 12).
Esempio pratico
Un’attività usa da anni un’insegna in una città, senza registrarla. Un terzo registra lo stesso segno come marchio nazionale. Se il preuso aveva notorietà solo locale, l’attività può continuare a usare l’insegna in quella zona (art. 28), ma non oltre; se invece il preuso aveva notorietà generale, la registrazione del terzo può essere dichiarata nulla per difetto di novità (art. 12).
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