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Quando un pensionato attraversa una frontiera — in uscita o in entrata — la domanda è sempre la stessa: dove si pagano le tasse sulla pensione? La risposta dipende da due elementi soltanto: la residenza fiscale e il tipo di pensione (pubblica o privata). In sintesi: le pensioni private si tassano, di regola, nello Stato di residenza (art. 18 del modello OCSE); le pensioni pubbliche restano tassate dallo Stato che le eroga (art. 19), salvo eccezioni. Su questa base si innestano due regimi agevolati opposti: il 7% per i pensionati esteri che si trasferiscono nel Sud Italia (art. 24-ter TUIR) e i — ormai sempre più rari — regimi esteri per i pensionati italiani che emigrano. Questa guida fa la mappa e rinvia agli approfondimenti sui singoli casi.
Le due domande che decidono tutto
1) Dove sei residente fiscalmente? È il presupposto. Dal 2024 la residenza si valuta sui criteri del nuovo art. 2 TUIR (residenza civilistica, domicilio inteso come relazioni personali e familiari, presenza fisica, iscrizione anagrafica come presunzione relativa). L’iscrizione all’AIRE da sola non basta: se mantieni legami stretti in Italia, puoi restare residente qui nonostante il trasferimento.
2) Che tipo di pensione percepisci? La distinzione tra pensione pubblica (da ex lavoro nel settore statale) e privata (da ex lavoro nel settore privato) cambia radicalmente chi ha il diritto di tassarla.
Pensione pubblica o privata: chi tassa
| Tipo di pensione | Riferimento OCSE | Chi tassa (regola) |
|---|---|---|
| Privata (ex lavoro privato) | art. 18 | Stato di residenza del pensionato |
| Pubblica (ex lavoro statale) | art. 19 | Stato che eroga la pensione |
| Da lavoro autonomo | art. 21 | Stato di residenza |
La pensione pubblica ha un’eccezione importante: se il pensionato è residente e cittadino dell’altro Stato, la tassazione torna allo Stato di residenza. È il motivo per cui, per detassare in Italia una pensione pubblica trasferendosi all’estero, di norma serve anche il cambio di cittadinanza.
Attenzione: le convenzioni possono deviare dal modello
Le regole sopra sono quelle del modello OCSE. Le singole convenzioni stipulate dall’Italia possono discostarsene: alcune prevedono la tassazione concorrente dei due Stati (con credito d’imposta per evitare la doppia tassazione), altre soglie o aliquote particolari. Non si può quindi dare per scontato l’esito: va letta la convenzione specifica con il Paese interessato.
Trasferirsi IN Italia: il 7% del Sud (art. 24-ter)
Chi percepisce una pensione estera e trasferisce la residenza in un piccolo Comune del Mezzogiorno può optare per un’imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi prodotti all’estero. È un regime potente, ma con requisiti precisi (5 anni di residenza estera, Comune sotto una certa soglia di abitanti, Stato di provenienza con scambio di informazioni). I dettagli nella guida dedicata.
Trasferirsi DALL’Italia: dove si paga e cosa fare
Il pensionato italiano che emigra deve verificare la convenzione (pubblica/privata) e, per la pensione INPS, attivare la procedura di detassazione: finché non è perfezionata, l’INPS applica la ritenuta italiana. Attenzione ai miti: alcuni regimi esteri molto pubblicizzati (come l’NHR portoghese) sono stati chiusi. Gli approfondimenti spiegano caso per caso.
I casi particolari (approfondimenti)
• Regime 7% pensionati esteri nel Sud Italia — requisiti e durata.
• Pensione pubblica o privata — la distinzione che decide chi tassa.
• Pensionato italiano che si trasferisce all’estero — dove paga.
• Detassare la pensione INPS dall’estero — procedura e certificato.
• Portogallo e l’NHR — cosa è cambiato dal 2024.
• Pensione estera percepita da residente in Italia — il caso opposto.
Gli errori che costano caro
• Pensare che basti l’AIRE. La residenza si valuta sui fatti, non sull’iscrizione.
• Trattare tutte le pensioni allo stesso modo. Pubblica e privata seguono regole diverse.
• Dare per scontato il modello OCSE. Conta la convenzione specifica.
• Inseguire regimi esteri ormai chiusi. Diversi incentivi non esistono più per i nuovi arrivi.
• Non attivare la detassazione INPS. Senza procedura, la ritenuta italiana resta.
Domande frequenti
Da cosa dipende dove pago le tasse sulla pensione?
Da due cose: la tua residenza fiscale e il tipo di pensione. Le private si tassano di regola nello Stato di residenza (art. 18 OCSE), le pubbliche nello Stato che le eroga (art. 19), salvo eccezioni e salvo quanto previsto dalla singola convenzione.
Basta iscriversi all’AIRE per non pagare in Italia?
No. Dal 2024 l’iscrizione anagrafica è una presunzione relativa: se mantieni legami stretti in Italia puoi restare residente qui. La residenza si valuta sui criteri dell’art. 2 TUIR.
Cos’è il regime del 7%?
È l’imposta sostitutiva dell’art. 24-ter TUIR per i pensionati esteri che trasferiscono la residenza in piccoli Comuni del Sud: 7% su tutti i redditi esteri, a determinate condizioni.
Le regole OCSE valgono sempre?
Sono il modello di riferimento, ma ogni convenzione può discostarsene (tassazione concorrente con credito, soglie, aliquote). Va sempre letta la convenzione con il Paese specifico.
Fonti normative
• DPR 917/1986 (TUIR), art. 2 — residenza fiscale delle persone fisiche
• DPR 917/1986 (TUIR), art. 24-ter — regime per i pensionati esteri nel Mezzogiorno
• Modello OCSE di Convenzione, artt. 18, 19 e 21 — pensioni private, pubbliche e da lavoro autonomo
• Convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia
Guida aggiornata a giugno 2026. Il trattamento fiscale della pensione dipende dalla residenza, dal tipo di pensione e dalla convenzione applicabile: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale.
In sintesi
Per un pensionato che cambia Paese, dove si tassa la pensione dipende da residenza fiscale e tipo di pensione: le private si tassano nello Stato di residenza (art. 18 OCSE), le pubbliche nello Stato erogante (art. 19). Su questo si innestano il 7% del Sud (art. 24-ter) e i regimi esteri, da verificare caso per caso.