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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Hai lavorato una vita in Italia e ora pensi di goderti la pensione all’estero, magari dove il costo della vita è più basso o il clima migliore. Domanda inevitabile: dove pagherò le tasse sulla pensione? La risposta non è automatica e dipende da tre fattori che vanno verificati prima di partire: la tua residenza fiscale reale, la natura della pensione (pubblica o privata) e la convenzione tra l’Italia e il Paese scelto. In più, anche quando hai diritto a essere tassato solo all’estero, l’INPS non smette di trattenere da sola: finché non attivi la procedura di detassazione, la pensione ti arriva al netto della ritenuta italiana. Questa guida mette in fila i passaggi.

Primo: spostare davvero la residenza fiscale

Il presupposto è perdere la residenza fiscale italiana. Dal 2024 si valuta sui criteri del nuovo art. 2 TUIR: residenza civilistica, domicilio (relazioni personali e familiari), presenza fisica, iscrizione anagrafica (presunzione relativa). L’iscrizione all’AIRE è necessaria ma non basta: se mantieni casa, famiglia e interessi in Italia, rischi di restare residente qui — e di vederti tassare la pensione (e il resto) in Italia.

Secondo: capire chi tassa la pensione

Stabilita la residenza estera, conta la natura della pensione:

Pensione privata (ex lavoro privato): di regola tassata solo nello Stato di residenza (art. 18 OCSE). È il caso in cui si può ottenere la detassazione in Italia.
Pensione pubblica (ex dipendente statale): resta tassata in Italia (art. 19), salvo che tu sia anche cittadino dello Stato di residenza.

Vanno sempre lette le regole della convenzione specifica, perché alcune prevedono tassazione concorrente con credito o soglie particolari.

Terzo: attivare la detassazione INPS

Questo è il punto pratico che molti trascurano. Anche quando la convenzione attribuisce la tassazione allo Stato estero, l’INPS — come sostituto d’imposta — continua ad applicare la ritenuta italiana finché non chiedi formalmente l’applicazione della convenzione. La richiesta va corredata dal certificato di residenza fiscale rilasciato dall’autorità estera e dalla dichiarazione delle condizioni previste dalla convenzione. Solo a procedura perfezionata la pensione viene erogata senza trattenuta italiana (o con il trattamento più favorevole previsto). I dettagli operativi nella guida dedicata alla detassazione.

Attenzione ai miti: i regimi esteri cambiano

Molte mete “da pensionati” sono diventate famose per regimi fiscali di favore. Ma quei regimi cambiano: alcuni vengono chiusi o rimodulati. L’esempio più noto è il regime portoghese per i residenti non abituali (NHR), non più accessibile ai nuovi arrivati. Mai basare la scelta su informazioni datate: la convenienza va verificata sulla normativa vigente nell’anno del trasferimento.

Due casi pratici

Caso 1 – Tizio, pensione privata, residenza reale. Si trasferisce davvero in Spagna (casa, vita, AIRE), pensione da ex lavoro privato. Attiva la procedura INPS con il certificato spagnolo: la pensione gli arriva senza ritenuta italiana ed è tassata in Spagna.

Caso 2 – Caia, ex dipendente pubblica. Si trasferisce in Tunisia mantenendo la cittadinanza italiana. La pensione è pubblica: per l’art. 19 resta tassata in Italia, e l’INPS continua a trattenere. Il trasferimento, da solo, non la detassa.

Gli errori che costano caro

Iscriversi all’AIRE e basta. Senza trasferimento reale resti residente in Italia.
Non distinguere pensione pubblica e privata. Cambia chi tassa.
Non attivare la procedura INPS. La ritenuta italiana resta finché non chiedi la convenzione.
Fidarsi di regimi esteri “sentiti dire”. Spesso sono chiusi o cambiati.
Ignorare i controlli. Il trasferimento dei pensionati è un’area presidiata dall’Agenzia.

Domande frequenti

Dove pago le tasse se vado in pensione all’estero?

Dipende dalla residenza fiscale, dalla natura della pensione (privata → Stato di residenza; pubblica → Italia, salvo cittadinanza estera) e dalla convenzione con il Paese scelto.

L’INPS smette di trattenere se mi trasferisco?

No, non automaticamente. Continua ad applicare la ritenuta italiana finché non chiedi l’applicazione della convenzione, allegando il certificato di residenza fiscale estera e la documentazione richiesta.

Basta l’AIRE per non pagare in Italia?

No. L’iscrizione è necessaria ma non sufficiente: serve un trasferimento reale della residenza. Dal 2024 la residenza si valuta sui criteri dell’art. 2 TUIR e l’iscrizione anagrafica è una presunzione relativa.

In Portogallo i pensionati non pagano tasse?

Non è più così per i nuovi arrivati: il regime NHR è stato chiuso. Conviene sempre verificare la normativa vigente del Paese al momento del trasferimento.

Fonti normative

• DPR 917/1986 (TUIR), art. 2 — residenza fiscale delle persone fisiche
• DPR 917/1986 (TUIR), art. 23 — pensioni pagate da enti residenti a non residenti
• Modello OCSE, artt. 18 e 19 — pensioni private e pubbliche
• INPS — normativa fiscale per i residenti all’estero e procedura di detassazione

Guida aggiornata a giugno 2026. Il trattamento dipende dalla residenza effettiva, dal tipo di pensione e dalla convenzione applicabile: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale.

In sintesi

Il pensionato italiano che emigra deve verificare tre cose: residenza fiscale reale (AIRE non basta), natura della pensione (privata->residenza, pubblica->Italia salvo cittadinanza estera) e convenzione. Per la pensione INPS va attivata la detassazione, altrimenti la ritenuta italiana resta.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-26
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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