Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti

La guida

In sintesi

  • Regola base: l’IVA si liquida e versa ogni mese, entro il 16 del mese successivo.
  • Può optare per la liquidazione trimestrale chi nell’anno precedente non ha superato 500.000 € di volume d’affari (servizi e professioni) o 800.000 € (altre attività), soglie in vigore dal 2023 (L. 197/2022).
  • Scadenze trimestrali 2026: 18 maggio (il 16 è sabato), 20 agosto, 16 novembre; il quarto trimestre si versa con il saldo annuale del 16 marzo 2027.
  • Il prezzo dell’opzione: interessi dell’1% su ogni versamento trimestrale e anche sul saldo annuale, indeducibili dalle imposte sui redditi.
  • Importi fino a 100 euro (interessi compresi) non si versano: si sommano al periodo successivo, ma vanno pagati comunque entro il 16 novembre per i trimestrali ed entro il 16 dicembre per i mensili.

Come funziona la liquidazione periodica

A ogni scadenza si confrontano l’IVA a debito sulle operazioni attive del periodo (per esigibilità) e l’IVA a credito detraibile sugli acquisti registrati: la differenza positiva si versa con F24 (codici 6001-6012 per i mensili, 6031-6033 per i primi tre trimestri; il 6034 è riservato al quarto trimestre dei trimestrali «speciali»); quella negativa si riporta al periodo successivo. I dati confluiscono nella comunicazione LIPE trimestrale. Chi ha ricevuto fatture in reverse charge le conta su entrambi i lati.

Mensili e trimestrali: chi e come

Il regime naturale è mensile. L’opzione trimestrale (art. 7, D.P.R. 542/1999) spetta a chi, nell’anno solare precedente, ha un volume d’affari non superiore a:

  • 500.000 € per prestazioni di servizi, artisti e professionisti;
  • 800.000 € per le altre attività;
  • in caso di attività miste senza annotazione separata, vale il limite di 800.000 € sul totale; con contabilità separata si guarda l’attività prevalente.

Conta il volume d’affari IVA (art. 20, D.P.R. 633/1972), non i ricavi della contabilità semplificata (R.M. 15/E/2012). L’opzione si esercita col comportamento concludente e si comunica nel quadro VO della dichiarazione IVA; vale almeno un anno solare e resta valida finché non viene revocata, sempre che si resti sotto le soglie.

Le scadenze della liquidazione IVA trimestrale e mensile 2026

Periodo Mensile Trimestrale per opzione (con +1%)
Gennaio / 1° trim. 16 febbraio 18 maggio (il 16 è sabato)
Febbraio 16 marzo
Marzo 16 aprile
2° trimestre 16 maggio (slitta al 18) – 16 giugno – 16 luglio 20 agosto
3° trimestre 20 agosto – 16 settembre – 16 ottobre 16 novembre
4° trim. / dicembre 18 gennaio 2027 (il 16 è sabato) 16 marzo 2027, con il saldo annuale e l’1%

Nel 2026 il 16 maggio cade di sabato e il versamento slitta a lunedì 18 maggio; lo stesso vale per il 16 gennaio 2027, che slitta a lunedì 18. Il 20 agosto vale anche per i mensili che devono versare l’IVA di luglio. Il saldo annuale del 16 marzo può essere spostato al termine dei versamenti delle imposte sui redditi con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione successivo al 16 marzo, ed è rateizzabile. A dicembre c’è per tutti l’acconto IVA, che nel 2026 si paga il 28 dicembre perché il 27 è domenica (88% con il metodo storico, oppure previsionale o analitico).

Per il primo trimestre 2027 il termine è il 16 maggio 2027, che cade di domenica: si versa lunedì 17 maggio 2027.

L’1% che pesa più di quanto sembri

Chi sceglie il trimestre deve maggiorare le somme da versare degli interessi dell’1% (art. 7 del DPR 542/1999). La maggiorazione si applica ai versamenti dei primi tre trimestri e anche al saldo annuale, che per i trimestrali per opzione comprende l’IVA del quarto trimestre: nella dichiarazione IVA gli interessi sul saldo si indicano nel rigo VL36. Gli interessi sono indeducibili, quindi per un’impresa il costo effettivo è più alto. Su 100.000 euro di IVA annua da versare sono circa 1.000 euro l’anno: il vantaggio finanziario del differimento va confrontato con questo costo. Chi è costantemente a credito, invece, non paga interessi e sceglie il trimestre per semplificazione.

Fanno eccezione i trimestrali «speciali» dell’art. 74, quarto comma, del decreto IVA (per esempio autotrasportatori e distributori di carburante): liquidano per trimestre per legge, senza la maggiorazione, e versano il quarto trimestre entro il 16 febbraio.

Esempio pratico

  • Alfa S.r.l. (commercio, volume d’affari 650.000 €) può stare nel trimestrale (soglia 800.000). Primo trimestre 2026: IVA a debito 18.000, a credito 11.000 → 7.000 da versare + 1% = 7.070 entro il 18 maggio 2026 (codice 6031). A dicembre verserà l’acconto e chiuderà l’anno con il saldo del 16 marzo 2027, sul quale pagherà anch’essa l’1% di interessi.

Versamento minimo IVA: sotto i 100 euro

Se l’IVA dovuta per un mese o un trimestre non supera 100 euro, interessi dei trimestrali compresi, non si versa: si aggiunge alla liquidazione successiva. Il rinvio però ha un limite. Per i mensili l’importo va comunque versato entro il 16 dicembre dello stesso anno (art. 1, comma 4, del DPR 100/1998); per i trimestrali entro il 16 novembre (art. 7 del DPR 542/1999). Le regole valgono dalle liquidazioni del 2024 (D.Lgs. 1/2024).

Fattura differita e liquidazione IVA trimestrale

La fattura differita (art. 21, comma 4, del decreto IVA) si emette entro il 15 del mese successivo per le consegne documentate da DDT o per i servizi dello stesso mese. L’IVA, però, si registra con riferimento al mese in cui l’operazione è stata effettuata (art. 23). Esempio: merce consegnata con DDT il 28 marzo 2026 e fattura differita del 10 aprile: l’IVA entra nella liquidazione del primo trimestre, da versare entro il 18 maggio 2026. I trimestrali possono registrare le fatture entro la fine del mese successivo al trimestre, sempre con riferimento al mese di effettuazione.

LIPE: le scadenze della comunicazione delle liquidazioni

I dati delle liquidazioni si inviano con la comunicazione trimestrale (LIPE) entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre; per il secondo trimestre il termine è il 30 settembre (art. 21-bis del DL 78/2010). Nel 2026: 1° giugno (il 31 maggio è domenica) per il primo trimestre, 30 settembre per il secondo, 30 novembre per il terzo. Il quarto trimestre si comunica entro la fine di febbraio 2027 (il 28 è domenica, quindi il 1° marzo) oppure nella dichiarazione IVA annuale, se presentata entro febbraio. La LIPE va inviata anche se la liquidazione è a credito.

Fonti: DPR 542/1999, art. 7, DPR 100/1998, art. 1, DL 78/2010, art. 21-bis, istruzioni IVA 2026 dell’Agenzia delle Entrate (quadro VO e rigo VL36).

Da leggere insieme

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

Superata la soglia in corso d'anno, quando torno mensile?

Le soglie si misurano sul volume d'affari dell'anno precedente: il superamento nel 2026 fa tornare mensili dal 1° gennaio 2027, senza effetti retroattivi sull'anno in corso.

I "trimestrali speciali" (autotrasportatori, distributori di carburante) pagano l'1%?

No: i trimestrali per natura ex art. 74, co. 4 (autotrasportatori, distributori di carburante e altri soggetti individuati dal decreto) liquidano per trimestre senza maggiorazione e con regole proprie (il quarto trimestre si versa al 16 febbraio).

La LIPE va inviata anche se la liquidazione è a credito?

Sì: la comunicazione trimestrale dei dati delle liquidazioni va trasmessa comunque; è omessa solo in assenza totale di dati (nessuna operazione attiva o passiva nel trimestre).

Quando si paga l'IVA del primo trimestre 2026?

Entro il 18 maggio 2026, perché il 16 maggio cade di sabato. Il versamento va maggiorato dell'1% e si fa con F24, codice tributo 6031.

Il trimestrale paga l'1% anche sul saldo annuale?

Sì. Per chi ha optato per il trimestre, gli interessi dell'1% si applicano anche all'IVA da versare come conguaglio annuale, che comprende il quarto trimestre: nella dichiarazione IVA si indicano nel rigo VL36. Non li pagano i trimestrali speciali dell'art. 74.

Qual è il versamento minimo dell'IVA trimestrale?

Se l'IVA del trimestre, interessi compresi, non supera 100 euro non si versa e si somma al trimestre successivo; va però pagata comunque entro il 16 novembre dello stesso anno. Per i mensili il limite è il 16 dicembre.

Fino a quale fatturato si può liquidare l'IVA ogni trimestre?

Fino a 500.000 euro di volume d'affari dell'anno precedente per servizi e professioni, fino a 800.000 euro per le altre attività. Conta il volume d'affari IVA, non i ricavi.

Una fattura differita di aprile per una consegna di marzo in quale trimestre va?

Nel primo trimestre: la fattura differita si registra con riferimento al mese di effettuazione dell'operazione, cioè della consegna documentata dal DDT.

Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.