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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Comma 818 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Enti Locali Territori

In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

Testo coordinato

. In occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto che colpi’ il Friuli Venezia Giulia il 6 maggio 1976, è autorizzata la spesa di euro 150.000 per l’anno 2026 per la realizzazione di un laboratorio didattico regionale rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie della regione Friuli Venezia Giulia, finalizzato a promuovere la memoria dell’evento, la memoria storica e civile della ricostruzione friulana e la cultura della prevenzione sismica.

In sintesi

  • Autorizzata la spesa di 150.000 euro per il 2026 per realizzare un laboratorio didattico regionale rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie del Friuli Venezia Giulia.
  • Finalità: promuovere la memoria del terremoto del 6 maggio 1976 (50° anniversario), la memoria storica e civile della ricostruzione friulana e la cultura della prevenzione sismica.
  • Destinatari: studenti delle scuole primarie e secondarie della regione Friuli Venezia Giulia.
  • Inquadramento costituzionale: art. 5 Cost. (autonomie locali), art. 33 Cost. (libertà di insegnamento), art. 116 Cost. (specialità della Regione FVG).
  • Coordinamento con la Protezione civile (D.Lgs. 1/2018) e la legislazione regionale FVG sulla memoria civile.
Inquadramento

Il comma 818 della Legge di Bilancio 2026 autorizza una spesa di 150.000 euro per l'anno 2026 per la realizzazione di un laboratorio didattico regionale rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie della regione Friuli Venezia Giulia, in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì la regione il 6 maggio 1976. La disposizione integra il binomio "memoria storica + prevenzione sismica" che caratterizza le politiche pubbliche sulle calamità naturali, con un'attenzione specifica alla dimensione educativa e formativa.

Il terremoto del Friuli del 1976

Il sisma del 6 maggio 1976 (magnitudo 6,4 con epicentro a Gemona del Friuli) causò 989 vittime e provocò la distruzione di circa 100 paesi del Friuli centrale. La successiva ricostruzione, gestita prevalentemente dalla Regione Friuli Venezia Giulia (a statuto speciale ai sensi della L. cost. 31 gennaio 1963, n. 1) attraverso la L. reg. 20 giugno 1977, n. 30 e successive modificazioni, è stata considerata un modello di efficienza amministrativa, basato sui principi "dov'era, com'era" e su una governance decentrata che valorizzò il ruolo dei Comuni. La ricostruzione friulana è stata oggetto di studi accademici e di confronto con altri eventi sismici italiani successivi.

Il laboratorio didattico regionale

Il laboratorio didattico, finanziato con 150.000 euro nell'anno 2026, è rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie della regione Friuli Venezia Giulia. Le tre finalità esplicitate sono: la promozione della memoria dell'evento sismico; la memoria storica e civile della ricostruzione friulana; la cultura della prevenzione sismica. La triplice finalità collega elementi storici (la memoria del 1976), elementi civili (l'esperienza della ricostruzione comunitaria) ed elementi tecnico-scientifici (la prevenzione sismica). Il modello del laboratorio didattico si differenzia dalla semplice commemorazione perché coinvolge gli studenti attivamente in percorsi di apprendimento esperienziale.

Il quadro costituzionale

La disposizione si inquadra in più principi costituzionali. L'art. 5 Cost. riconosce e promuove le autonomie locali, presupposto del ruolo della Regione FVG nella commemorazione e nella prevenzione. L'art. 33 Cost. garantisce la libertà di insegnamento, cornice della didattica laboratoriale. L'art. 116 Cost. attribuisce al Friuli Venezia Giulia lo status di Regione a statuto speciale, con conseguenti competenze peculiari in materia di istruzione di interesse locale e di tutela della memoria storica regionale. Inoltre, l'art. 117, c. 3 Cost. include la "protezione civile" tra le materie di legislazione concorrente, ed è in questo ambito che si colloca la promozione della cultura della prevenzione sismica.

La cornice della legislazione di protezione civile

Il D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1 (Codice della protezione civile) ha riorganizzato il sistema nazionale della protezione civile attribuendo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione civile funzioni di coordinamento delle attività di prevenzione e gestione delle emergenze. L'art. 2, c. 4 del D.Lgs. 1/2018 ricomprende espressamente tra le attività di prevenzione "la diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile", anche attraverso l'educazione scolastica. L'intervento del comma 818 si inquadra dunque coerentemente nella missione del sistema nazionale di protezione civile, integrandola sul versante della memoria locale.

La specialità del Friuli Venezia Giulia

La Regione Friuli Venezia Giulia gode di un regime di specialità ai sensi dello Statuto approvato con L. cost. 31 gennaio 1963, n. 1 e successive modificazioni. Lo Statuto attribuisce alla Regione potestà legislativa primaria in materia di istruzione di interesse regionale e in materia di assistenza scolastica. La Regione ha già sviluppato un proprio impianto normativo sulla memoria civile (cfr. L. reg. 24 giugno 2004, n. 17 sulle valorizzazione delle tradizioni e dei luoghi della memoria). La spesa autorizzata dal comma 818 si coordina con tale impianto, integrando la dotazione regionale con risorse statali di natura non strutturale (one-shot 2026) ma con valenza simbolica nel cinquantesimo anniversario.

Il sistema scolastico regionale e la didattica laboratoriale

Le scuole primarie e secondarie del Friuli Venezia Giulia operano nell'ambito del sistema scolastico statale, regolato dal D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 (testo unico delle disposizioni sull'istruzione) e dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo. La didattica laboratoriale è uno degli strumenti privilegiati delle Indicazioni Nazionali, in quanto consente la valorizzazione delle competenze trasversali. Il laboratorio didattico finanziato dal comma 818 si presta a essere realizzato attraverso accordi tra l'Ufficio Scolastico Regionale, la Regione FVG, gli enti locali e i soggetti del terzo settore attivi nella memoria del 1976 (associazioni di sopravvissuti, centri studio, fondazioni culturali).

Coordinamento con il riassetto sismico nazionale

L'Italia ha sviluppato negli ultimi quindici anni un riassetto strutturale della prevenzione sismica, in conseguenza dei terremoti dell'Aquila (2009), dell'Emilia (2012) e del Centro Italia (2016-2017). Il Sismabonus introdotto dal D.L. 4 giugno 2013, n. 63 (conv. L. 90/2013) e successivamente disciplinato dall'art. 16 del D.L. 63/2013, ha incentivato interventi di adeguamento sismico sugli edifici privati. Il D.M. 17 gennaio 2018 (NTC 2018) ha aggiornato le norme tecniche per le costruzioni, valorizzando la pianificazione antisismica. In questo quadro, il laboratorio didattico friulano contribuisce alla formazione di una cittadinanza informata sui rischi sismici, in coerenza con gli obiettivi di prevenzione del Servizio Nazionale di Protezione Civile.

Le modalità operative

Il comma 818 non specifica le modalità operative di realizzazione del laboratorio né il soggetto attuatore. La somma di 150.000 euro è verosimilmente assegnata alla Regione FVG o a un soggetto specificamente designato (eventualmente il Ministero dell'istruzione e del merito di concerto con la Regione FVG) per la realizzazione del progetto. Sarà opportuno coordinare l'attuazione con le scuole, con gli enti locali e con le realtà associative del territorio. La rendicontazione dovrà rispettare i principi di trasparenza e correttezza della spesa pubblica di cui al D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33.

Profili sistematici e di programmazione finanziaria

Il comma 818 rappresenta un'allocazione one-shot di 150.000 euro nell'anno 2026 a carattere prevalentemente commemorativo. La natura limitata della spesa non incide significativamente sui saldi di finanza pubblica ma valorizza la dimensione simbolica e identitaria del territorio friulano. L'intervento è coerente con la prassi del legislatore di destinare risorse mirate per ricorrenze e anniversari significativi. La cinquantesima ricorrenza del sisma del 1976 cade nel maggio 2026, suggerendo una sincronizzazione temporale dell'attuazione con le celebrazioni regionali e con il calendario scolastico.

Domande frequenti

Qual è la finalità del laboratorio didattico previsto dal comma 818 LB 2026?

Il laboratorio didattico ha tre finalità esplicite. In primo luogo, promuovere la memoria dell'evento sismico che colpì il Friuli Venezia Giulia il 6 maggio 1976, ricorrendone nel 2026 il cinquantesimo anniversario. In secondo luogo, mantenere viva la memoria storica e civile della ricostruzione friulana, esperienza considerata modello virtuoso di amministrazione decentrata basata sul principio "dov'era, com'era". In terzo luogo, promuovere la cultura della prevenzione sismica tra gli studenti, in coerenza con la missione del Servizio Nazionale di Protezione Civile e con il D.Lgs. 1/2018. Il laboratorio si rivolge agli studenti delle scuole primarie e secondarie della regione e privilegia la didattica laboratoriale, che valorizza l'apprendimento esperienziale. L'importo autorizzato è di 150.000 euro per il solo 2026.

Chi è il soggetto attuatore del laboratorio didattico?

Il comma 818 non specifica espressamente il soggetto attuatore. La risorsa di 150.000 euro è verosimilmente assegnata alla Regione Friuli Venezia Giulia o a un soggetto specificamente designato in coordinamento tra Ministero dell'istruzione e del merito e Regione FVG. La Regione, in qualità di Regione a statuto speciale ai sensi della L. cost. 31 gennaio 1963, n. 1, possiede competenze peculiari in materia di istruzione e di tutela della memoria storica regionale. L'Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia è il referente naturale per il coordinamento con le scuole primarie e secondarie del territorio. Possono essere coinvolti anche enti locali, associazioni di sopravvissuti del sisma, centri studio e fondazioni culturali. La rendicontazione deve rispettare gli obblighi di trasparenza di cui al D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33.

Come si coordina il comma 818 con la legislazione di protezione civile?

Il comma 818 si inserisce nella cornice del D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1 (Codice della protezione civile). L'art. 2, c. 4 del Codice ricomprende espressamente tra le attività di prevenzione "la diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile", anche attraverso l'educazione scolastica. Il laboratorio didattico friulano attua dunque uno specifico obiettivo del sistema nazionale di protezione civile, coniugandolo con la dimensione locale della memoria. La promozione della cultura della prevenzione sismica si integra con la pianificazione antisismica nazionale (NTC 2018 di cui al D.M. 17 gennaio 2018) e con gli strumenti incentivanti come il Sismabonus di cui all'art. 16 del D.L. 63/2013 conv. L. 90/2013. Si rafforza così il modello italiano di prevenzione sismica multidimensionale (strutturale, normativo, educativo).

Qual è il quadro costituzionale di riferimento?

La disposizione si inquadra in più principi costituzionali. L'art. 5 Cost. riconosce e promuove le autonomie locali, presupposto del ruolo della Regione e dei Comuni nelle politiche di memoria e prevenzione. L'art. 33 Cost. garantisce la libertà di insegnamento, cornice della didattica laboratoriale. L'art. 116 Cost. attribuisce al Friuli Venezia Giulia lo status di Regione a statuto speciale, con conseguenti competenze peculiari in materia di istruzione di interesse locale. L'art. 117, c. 3 Cost. include la "protezione civile" tra le materie di legislazione concorrente, fondamento del ruolo della Regione nella promozione della cultura della prevenzione sismica. L'art. 117, c. 3 ricomprende altresì la "valorizzazione dei beni culturali e ambientali" che giustifica le politiche di tutela della memoria storica regionale.

Quali sono le caratteristiche dell'intervento sotto il profilo finanziario?

L'intervento ha natura one-shot, cioè limitata al solo anno 2026, e prevede una spesa di 150.000 euro. Si tratta di un'allocazione a carattere prevalentemente commemorativo, sincronizzata con il cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976. La natura limitata della spesa non incide significativamente sui saldi di finanza pubblica ma valorizza la dimensione simbolica e identitaria del territorio friulano. La spesa è coperta nell'ambito delle ordinarie disponibilità della Legge di Bilancio 2026. Sarà opportuno coordinare l'attuazione con il calendario scolastico per consentire la realizzazione effettiva del laboratorio nel corso dell'anno 2026 e in prossimità del cinquantesimo anniversario (6 maggio 2026). La rendicontazione segue le regole ordinarie di trasparenza della spesa pubblica di cui al D.Lgs. 33/2013.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, Antiriciclaggio, CCII, TUE, Accertamento, Successioni). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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